L'analisi del periodo è la lente che ci permette di vedere come funziona davvero una frase complessa: chi comanda, chi obbedisce e come le idee si collegano fra loro per costruire un ragionamento.
Quando leggiamo un articolo di giornale, un romanzo o una legge, raramente incontriamo frasi semplici come Il cane abbaia. Più spesso troviamo costruzioni lunghe, in cui un'idea principale viene arricchita da spiegazioni, condizioni, scopi e contrasti. Imparare a smontare queste costruzioni è come imparare a leggere lo schema di un circuito elettrico: una volta riconosciuti i collegamenti, tutto diventa chiaro e perfino elegante. L'analisi del periodo è proprio questa operazione di smontaggio consapevole, che ci aiuta a capire meglio i testi difficili, a scrivere con chiarezza e a studiare con più sicurezza le lingue straniere.
Che cos'è il periodo
Il periodo è una porzione di testo che va da una lettera maiuscola al successivo segno di punteggiatura forte, come il punto fermo, il punto interrogativo o il punto esclamativo. Al suo interno troviamo una o più proposizioni, cioè unità di senso costruite intorno a un verbo di modo finito o, in certi casi, indefinito. Se nel periodo c'è un solo verbo, parliamo di periodo semplice, che coincide con la frase elementare studiata in analisi logica. Se i verbi sono due o più, il periodo è composto o complesso, e dobbiamo capire come quelle proposizioni si tengono insieme. Per esempio, in Ieri pomeriggio sono andato in biblioteca e ho preso in prestito due romanzi gialli abbiamo un solo periodo con due proposizioni, legate dalla congiunzione e. Riconoscere i confini del periodo è il primo passo, perché senza questo non possiamo neppure cominciare a contare le proposizioni.
Proposizione principale, coordinate e subordinate
Dentro un periodo composto, una proposizione regge tutte le altre e si chiama proposizione principale: ha senso compiuto da sola e non dipende da nessun'altra. Accanto alla principale possiamo avere proposizioni coordinate, che si trovano sullo stesso piano e sono collegate da congiunzioni come e, ma, oppure, infatti, quindi. Possiamo inoltre avere proposizioni subordinate, che dipendono da un'altra proposizione e da sola non avrebbero senso compiuto. La differenza chiave è la gerarchia: la coordinazione mette le frasi una accanto all'altra, la subordinazione ne mette una sotto un'altra. Pensiamo a Marco è uscito presto perché doveva prendere il treno delle sette: qui è uscito presto è la principale, mentre perché doveva prendere il treno delle sette è una subordinata che spiega il motivo. Se invece scrivessimo Marco è uscito presto e ha preso il treno delle sette, avremmo due coordinate sullo stesso livello.
I gradi di subordinazione
Le subordinate non dipendono sempre direttamente dalla principale: a volte una subordinata dipende da un'altra subordinata, formando una vera e propria catena. Si parla allora di subordinata di primo grado quando dipende dalla principale, di secondo grado quando dipende da una di primo grado, di terzo grado quando dipende da una di secondo grado, e così via. Riconoscere i gradi è fondamentale per costruire lo schema ad albero del periodo, in cui la principale sta in alto e le subordinate scendono come rami sempre più sottili. Consideriamo l'esempio: Ho promesso a mia sorella che le avrei prestato il libro quando avrò finito di leggerlo. La principale è Ho promesso a mia sorella; che le avrei prestato il libro è subordinata di primo grado, perché dipende direttamente dalla principale; quando avrò finito di leggerlo è subordinata di secondo grado, perché dipende dalla precedente. Disegnare l'albero aiuta moltissimo a non confondersi nei periodi molto lunghi.
Subordinate esplicite e implicite
Le subordinate possono presentarsi in due forme, a seconda del modo del verbo. Una subordinata è esplicita quando il verbo è di modo finito, cioè indicativo, congiuntivo o condizionale, e di solito è introdotta da una congiunzione come che, perché, se, quando, benché. È invece implicita quando il verbo è di modo indefinito, cioè infinito, participio o gerundio, e spesso non ha una congiunzione esplicita davanti. La trasformazione dall'una all'altra è una competenza preziosa, perché ci permette di variare lo stile e di evitare ripetizioni pesanti. Ad esempio, la frase Penso che tu abbia ragione è esplicita, mentre Penso di aver ragione è la sua versione implicita, possibile solo perché il soggetto delle due proposizioni coincide. Allo stesso modo, Dopo che ebbe finito i compiti, uscì può diventare Finiti i compiti, uscì, con un'elegante costruzione participiale.
I tipi di subordinate
Le subordinate si classificano in base alla loro funzione logica, esattamente come i complementi nell'analisi logica della frase semplice. Distinguiamo prima di tutto le subordinate completive, che completano il significato del verbo reggente: sono le soggettive, le oggettive, le dichiarative e le interrogative indirette, come in Mi chiedo se arriverà in tempo. Poi abbiamo le subordinate relative, introdotte da pronomi come che, il quale, cui, che funzionano come un aggettivo riferito a un nome, ad esempio Il quaderno che mi hai regalato è bellissimo. Infine ci sono le numerose subordinate circostanziali, che indicano una circostanza del fatto principale: causali, finali, temporali, consecutive, concessive, condizionali, modali, strumentali, comparative, eccettuative e avversative. Conoscere bene questa classificazione ci permette di rispondere alla domanda fondamentale dell'analisi: a che serve questa proposizione dentro il periodo?
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- Il periodo è l'insieme delle proposizioni comprese tra due punti fermi e va analizzato individuando prima i verbi e poi le loro relazioni.
- La proposizione principale è autonoma; le coordinate sono sullo stesso piano della reggente; le subordinate dipendono da un'altra proposizione.
- I gradi di subordinazione si contano partendo dalla principale e seguendo la catena delle dipendenze.
- Le subordinate sono esplicite con verbo finito, implicite con verbo indefinito; molte si possono trasformare dall'una all'altra forma.
- I tipi principali sono completive, relative e circostanziali, ciascuno con un ruolo logico preciso.
Esercizio di verifica attivo: ricopia sul quaderno il periodo Sebbene fosse stanco, Luca decise di studiare ancora un'ora perché il giorno dopo avrebbe avuto una verifica importante. Sottolinea con colori diversi la proposizione principale e ciascuna subordinata, indica per ogni subordinata il grado, di' se è esplicita o implicita e infine prova a classificarla per tipo. Confronta poi il tuo risultato con quello di un compagno e discuti le eventuali differenze.