Quando vogliamo mettere in primo piano ciò che subisce un'azione invece di chi la compie, l'inglese ci offre uno strumento elegante e potentissimo: la forma passiva, che capovolge la prospettiva della frase senza cambiarne il significato profondo.
Che cos'è la forma passiva e quando si usa
La forma passiva è una costruzione grammaticale che permette di spostare l'attenzione dal soggetto che compie l'azione (l'agente) all'oggetto che la riceve. In italiano usiamo spesso la passiva senza accorgercene, dicendo "la torta è stata mangiata" invece di "qualcuno ha mangiato la torta". In inglese funziona allo stesso modo, ma con regole precise che vanno conosciute a fondo. Si ricorre alla passiva quando l'agente è sconosciuto, irrilevante, ovvio dal contesto, oppure quando vogliamo creare uno stile più formale e impersonale, tipico dei testi scientifici, giornalistici e burocratici. Per esempio, in un telegiornale si dirà "A new museum has been opened in Rome" perché ciò che conta è il museo, non chi ha tagliato il nastro. Anche nei cartelli pubblici si trova ovunque: "Smoking is not allowed here" suona molto più autorevole di "We do not allow smoking here". Capire queste sfumature è il primo passo per padroneggiare la lingua a un livello davvero solido.
La struttura: come si costruisce una frase passiva
La formula base della passiva inglese è sorprendentemente semplice e si fonda su due ingredienti fissi: il verbo essere coniugato al tempo desiderato e il participio passato del verbo principale. La struttura è dunque soggetto + to be + past participle (+ by + agente), dove la parte tra parentesi è facoltativa e si aggiunge solo se vogliamo specificare chi compie l'azione. Per trasformare una frase attiva in passiva si seguono questi passaggi ordinati:
- Individua l'oggetto diretto della frase attiva: sarà il nuovo soggetto della frase passiva.
- Coniuga il verbo "to be" allo stesso tempo verbale del verbo attivo originale.
- Aggiungi il participio passato del verbo principale subito dopo "to be".
- Sposta il vecchio soggetto in fondo, introducendolo con la preposizione "by", oppure omettilo se non è importante.
Per esempio, la frase attiva "Shakespeare wrote Hamlet" diventa nella passiva "Hamlet was written by Shakespeare": l'oggetto "Hamlet" sale al posto del soggetto, il passato semplice "wrote" si trasforma in "was written" e "Shakespeare" finisce dopo "by". Solo i verbi transitivi, cioè quelli che ammettono un oggetto diretto, possono essere volti al passivo: non potremo mai dire qualcosa come "I was slept by", perché "to sleep" non regge un oggetto.
I tempi verbali nella passiva: present e past simple
Il cuore della forma passiva al biennio è la padronanza del present simple e del past simple, due tempi che ricorrono continuamente nei testi e nelle conversazioni. Al present simple la passiva si forma con am/is/are seguito dal participio passato: "Millions of emails are sent every day" indica un'azione abituale o un fatto generale. Notate l'importanza dell'accordo tra il verbo essere e il soggetto: con un soggetto singolare si usa is, con uno plurale are e con la prima persona singolare am. Al past simple, invece, la passiva si costruisce con was/were più il participio passato, come in "The lights were turned off at midnight", dove l'azione è compiuta e conclusa in un momento preciso del passato. Anche qui l'accordo è fondamentale: was accompagna i soggetti singolari e la prima e terza persona, mentre were segue i plurali e la seconda persona. Un piccolo trucco utile è ricordare che il tempo della frase passiva coincide sempre con quello della frase attiva di partenza: se l'attiva è al presente, la passiva resterà al presente; se l'attiva è al passato, anche la passiva sarà al passato. Per esempio, "Italians drink coffee every morning" diventa "Coffee is drunk by Italians every morning", mentre "The chef cooked the pasta perfectly" si trasforma in "The pasta was cooked perfectly by the chef".
L'agente con "by" e quando ometterlo
La preposizione "by" introduce il complemento d'agente, ovvero chi o che cosa compie effettivamente l'azione nella frase passiva. Tuttavia, una delle caratteristiche più affascinanti della passiva è proprio la possibilità di nasconderlo, lasciando la frase volutamente impersonale. Si omette l'agente in almeno quattro situazioni ricorrenti, che è utile saper riconoscere subito.
- Quando l'agente è sconosciuto, come in "My bike was stolen yesterday": non sappiamo chi sia il ladro.
- Quando l'agente è ovvio o facilmente deducibile, come in "The criminal was arrested last night", dove è chiaro che siano stati i poliziotti.
- Quando l'agente è generico, riferendosi a persone in generale, come in "English is spoken all over the world".
- Quando l'agente non è importante per il messaggio che vogliamo comunicare, come in "The new road will be opened next month".
Viceversa, conserviamo il "by" quando l'agente porta un'informazione preziosa e nuova, soprattutto in contesti culturali, storici o artistici: "The Sistine Chapel was painted by Michelangelo" non avrebbe senso senza il nome dell'artista. Un caso particolare riguarda gli strumenti usati per compiere l'azione, dove si preferisce "with" al posto di "by": diremo "The cake was cut with a sharp knife", riservando il "by" alle persone o agli enti.
Errori frequenti e come evitarli
Nell'apprendere la passiva, gli studenti italiani tendono a inciampare in alcune trappole ricorrenti, che vale la pena conoscere in anticipo per evitarle con sicurezza. Il primo errore classico è confondere il past simple del verbo essere con il participio passato del verbo principale: ricordate che servono entrambi insieme, non basta uno dei due. Il secondo errore riguarda i verbi irregolari: poiché la passiva richiede sempre il participio passato (la cosiddetta terza colonna dei verbi irregolari), occorre studiarli a memoria e fare attenzione a non usare il past simple al loro posto. Per esempio, da "to write" il participio è "written" e non "wrote", quindi diremo "The letter was written" e mai "The letter was wrote". Un terzo errore tipico è dimenticare di trasformare l'oggetto della frase attiva nel soggetto della passiva, lasciando la frase priva di senso o costruita male. Infine, attenzione ai verbi che in italiano sembrano transitivi ma in inglese non lo sono, o viceversa: per esempio "to discuss" in inglese non vuole preposizione e regge direttamente l'oggetto, quindi possiamo dire "The problem was discussed yesterday", mentre in italiano diremmo "si è discusso del problema". Esercitarsi con frasi reali, prese da giornali o canzoni, aiuta a interiorizzare queste differenze senza fatica.
Ricorda
- La passiva sposta l'attenzione dall'agente all'oggetto dell'azione e si forma con to be + past participle.
- Il tempo verbale della passiva coincide sempre con quello della corrispondente forma attiva.
- L'agente si introduce con "by" e si omette quando è sconosciuto, ovvio, generico o irrilevante.
- Solo i verbi transitivi possono essere volti al passivo; i verbi intransitivi non ammettono la trasformazione.
- Attenzione al participio passato dei verbi irregolari, che è sempre la terza forma e mai il past simple.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: trasforma queste tre frasi attive in passive, decidendo tu se mantenere o omettere l'agente con "by", e poi spiega a voce alta perché hai fatto quella scelta: (a) "The teacher explains the lesson every Monday."; (b) "Somebody broke the window during the storm."; (c) "The students finished the project yesterday." Controlla che il tempo verbale resti coerente e che il participio passato sia corretto, soprattutto se si tratta di un verbo irregolare.