In breve: I costi industriali misurano quanto si spende per produrre un bene. Analizzarli aiuta a decidere il prezzo e a guadagnare.
Perché studiare i costi
Ogni azienda grafica spende soldi per realizzare i suoi prodotti. Pensiamo a una stampa di volantini o a un libro illustrato.
Servono carta, inchiostro, macchine e lavoro delle persone. Tutte queste spese formano il costo industriale del prodotto.
Conoscere i costi è importante per due motivi. Permette di fissare un prezzo di vendita corretto. Aiuta anche a capire se il lavoro porta un guadagno.
Come si classificano i costi
I costi si dividono in due grandi gruppi. Questa divisione è la base dell'analisi.
I costi diretti riguardano un prodotto specifico. Esempio: la carta usata per stampare un certo manifesto. Si possono misurare con precisione su quel lavoro.
I costi indiretti riguardano l'intera azienda. Esempio: l'affitto dello stabilimento o la luce. Vanno divisi tra tutti i prodotti con un criterio scelto.
Esiste anche un'altra distinzione utile. I costi fissi non cambiano con la quantità prodotta, come l'affitto. I costi variabili crescono se si produce di più, come l'inchiostro.
Metodi di analisi
Il metodo più semplice è il calcolo del costo pieno. Si sommano tutti i costi, diretti e indiretti, attribuiti al prodotto.
Un altro metodo guarda solo i costi variabili. Si chiama direct costing e aiuta nelle decisioni rapide. Mostra quanto rende ogni singolo pezzo venduto.
L'analisi del punto di pareggio è molto usata. Indica quanti pezzi vendere per coprire tutte le spese. Sotto quella quantità l'azienda è in perdita.
Esempi pratici
Pensiamo alla stampa di 1.000 brochure. La carta costa 200 euro e l'inchiostro 50 euro. Sono costi diretti e variabili del lavoro.
L'affitto mensile è 2.000 euro. Va distribuito tra tutti i lavori del mese. Se i lavori sono dieci, ogni lavoro ne assorbe 200 euro.
Il costo totale della brochure è 450 euro. Per guadagnare, il prezzo di vendita deve essere superiore. La differenza rappresenta il margine dell'azienda.
Parole difficili
- Costo industriale: somma delle spese per produrre un bene in azienda.
- Costo diretto: spesa attribuibile con certezza a un singolo prodotto.
- Costo indiretto: spesa comune a più prodotti, da ripartire con criteri.
- Costo fisso: spesa che non cambia al variare della quantità prodotta.
- Costo variabile: spesa che aumenta o diminuisce con la produzione.
- Punto di pareggio: quantità da vendere per coprire esattamente i costi.
Riferimenti
- Norma: Riordino degli istituti tecnici
- Obiettivo formativo coperto: ob.tecnico-grafica-comunicazione.organizzazione-e-gestione-dei-processi-produttivi.cl3.conoscenze-costi-industriali.01