In breve: Le reti da pesca usate raccolgono residui diversi. Imparare a classificarli aiuta a recuperarli come materia prima secondaria.
Cosa significa classificare lo sporco
Quando una rete da pesca termina il suo uso, non è mai pulita. Sopra restano residui di vario tipo. Questi residui si chiamano comunemente sporco di rete.
Classificare vuol dire dividere lo sporco per categorie. Ogni categoria ha caratteristiche proprie. La divisione serve per scegliere il trattamento giusto.
L'obiettivo finale è il recupero del materiale. La rete pulita e selezionata può diventare materia prima secondaria. Significa che torna utile per nuovi prodotti.
Come si classifica lo sporco
Lo sporco delle reti si può raggruppare in tipologie principali. Ogni tipologia richiede un'attenzione diversa.
I residui organici comprendono alghe, pesci, molluschi e altri organismi marini. Sono biodegradabili ma vanno rimossi presto. Altrimenti generano odori e fermentazione.
I residui inorganici comprendono sabbia, sale, fango e piccoli sassi. Non si decompongono ma appesantiscono la rete. Vanno separati con lavaggi specifici.
Esistono poi i residui artificiali. Sono pezzi di plastica, corde estranee, micro-rifiuti raccolti in mare. Questi materiali sporcano la fibra e ne riducono il valore.
Infine ci sono le contaminazioni chimiche. Si tratta di olio, carburante o vernici. Richiedono trattamenti speciali prima del riciclo.
Esempi pratici
Pensa a una rete tirata a bordo dopo una battuta. Trovi alghe attaccate alle maglie: sono residui organici. Le separi e le metti in un contenitore dedicato.
Sulla stessa rete vedi anche granelli di sabbia. È residuo inorganico. Si elimina con un risciacquo in acqua dolce.
Se trovi frammenti di una busta di plastica, sono residui artificiali. Li raccogli a parte per lo smaltimento corretto.
Quando la separazione è fatta bene, la rete in nylon o polietilene può essere avviata al riciclo. Da qui nasce nuova materia per filati, oggetti o componenti tecnici.
Parole difficili
- Materia prima secondaria: materiale di scarto recuperato e pronto per un nuovo utilizzo produttivo.
- Biodegradabile: che si decompone in modo naturale grazie a batteri e ambiente.
- Inorganico: materiale che non deriva da organismi viventi, come sabbia o sale.
- Contaminazione: presenza di una sostanza estranea che riduce la qualità del materiale.
- Riciclo: processo che trasforma un rifiuto in un nuovo prodotto utile.
- Fibra: filo sottile che compone la rete, spesso di plastica tecnica.
Riferimenti
- Norma: Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale e raccordo con l'istruzione e formazione professionale
- Obiettivo formativo coperto: ob.prof-pesca-produzioni-ittiche.comp-uscita-08.cl3.classificazione-sporco-rete.01