In breve: Il PLC si sceglie in base a ingressi, uscite, memoria e ambiente di lavoro. La configurazione adatta il dispositivo alla macchina da controllare.
Cosa è un PLC e a cosa serve
Un PLC è un computer industriale che controlla macchine e impianti. Riceve segnali dai sensori e comanda attuatori come motori o valvole.
Si usa al posto di tanti relè e contattori. È più flessibile perché il programma si può cambiare senza rifare i cavi.
Per scegliere il PLC giusto serve conoscere bene la macchina da automatizzare. Una scelta sbagliata porta a costi alti o a un sistema poco affidabile.
Criteri per la scelta
Il primo criterio è il numero di ingressi e uscite necessari. Si contano i sensori da leggere e gli attuatori da comandare. Conviene prevedere una riserva per future modifiche.
Il secondo criterio è il tipo di segnali. I segnali possono essere digitali (acceso/spento) o analogici (valori variabili come temperatura o pressione). Il PLC deve avere i moduli adatti.
Il terzo criterio è la velocità di elaborazione. Macchine veloci richiedono PLC con tempo di ciclo basso. Il tempo di ciclo è il tempo per leggere gli ingressi, eseguire il programma e aggiornare le uscite.
Altri criteri importanti sono la memoria disponibile, le porte di comunicazione e la robustezza. L'ambiente di lavoro influisce sulla scelta: temperatura, polvere e vibrazioni richiedono modelli adatti.
Anche il costo e la disponibilità di assistenza tecnica vanno valutati con attenzione.
Esempi pratici di scelta e configurazione
Per un nastro trasportatore semplice basta un PLC compatto. Servono pochi ingressi digitali per i sensori e poche uscite per il motore.
Per una linea di imbottigliamento serve un PLC modulare. Si aggiungono moduli analogici per leggere pressioni e moduli di comunicazione per dialogare con il pannello operatore.
La configurazione avviene tramite il software del costruttore. Si dichiarano i moduli installati, si assegnano gli indirizzi agli ingressi e alle uscite, si impostano i parametri di comunicazione.
Un esempio di configurazione tipica: associare l'ingresso I0.0 al pulsante di marcia e l'uscita Q0.0 al teleruttore del motore. Poi si carica il programma nella memoria del PLC e si prova il funzionamento.
Parole difficili
- PLC: dispositivo elettronico programmabile che controlla macchine industriali in modo automatico.
- Ingresso: segnale che il PLC riceve da un sensore o pulsante esterno.
- Uscita: segnale che il PLC invia per comandare un attuatore.
- Modulo analogico: scheda che legge o genera segnali con valori variabili nel tempo.
- Tempo di ciclo: durata di una scansione completa del programma del PLC.
- Attuatore: dispositivo che esegue un'azione fisica, come un motore o una valvola.
Riferimenti
- Norma: Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione
- Obiettivo formativo coperto: ob.iefp-tecnico-automazione-industriale.competenze-tecnico-professionali.cl3.progettazione-dimensionamento.13