La seconda rivoluzione industriale

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 3ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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La seconda rivoluzione industriale è il grande cambiamento economico, tecnologico e sociale che, tra il 1870 e il 1914, trasformò profondamente la vita quotidiana degli europei e degli americani.

Quando e dove inizia

La prima rivoluzione industriale era nata in Inghilterra alla fine del Settecento, fondata sul carbone, sulla macchina a vapore e sull'industria tessile. Verso il 1870, invece, una nuova ondata di trasformazioni si diffuse soprattutto in Germania, Stati Uniti, Francia e Belgio, mentre l'Inghilterra perdeva un po' della sua supremazia economica. Questo nuovo periodo non sostituì improvvisamente il precedente, ma lo affiancò, introducendo materie prime, fonti di energia e settori produttivi del tutto inediti. Possiamo immaginare il passaggio come il cambio di un motore: la vecchia locomotiva continuava a correre, ma accanto comparivano veicoli nuovi, più veloci e più efficienti. Pensa, ad esempio, alle officine Krupp in Germania, che producevano acciaio in quantità mai viste, oppure alle fabbriche di Pittsburgh negli Stati Uniti, dove crescevano altiforni alti come palazzi. Anche l'Italia, sebbene in ritardo, iniziò a partecipare a questo processo soprattutto nel cosiddetto triangolo industriale tra Milano, Torino e Genova.

Le nuove fonti di energia

Il cuore della seconda rivoluzione industriale è rappresentato dalle nuove fonti di energia che affiancarono il carbone: l'elettricità e il petrolio. L'elettricità, studiata da scienziati come Volta, Faraday e Maxwell, divenne utilizzabile su grande scala grazie agli inventori, in particolare Thomas Edison, che nel 1879 perfezionò la lampadina a incandescenza. Pochi anni dopo nacquero le prime centrali elettriche, che permisero di illuminare strade, case e fabbriche, eliminando la pericolosa illuminazione a gas. Il petrolio, estratto in grandi quantità in Pennsylvania e poi in altre regioni del mondo, divenne indispensabile quando si diffuse il motore a scoppio, capace di muovere automobili, navi e, più tardi, aerei. Pensa alla differenza enorme tra una serata illuminata da una candela tremolante e una piazza piena di lampioni elettrici, oppure al passaggio da un carro trainato dai buoi a un'automobile come la Ford Model T del 1908. Queste due fonti di energia resero il lavoro più rapido, le città più sicure e i viaggi più semplici.

L'acciaio, la chimica e i nuovi materiali

Un altro grande protagonista del periodo fu l'acciaio, una lega di ferro e carbonio molto più resistente del ferro tradizionale, prodotto in quantità enormi grazie al convertitore inventato da Henry Bessemer. L'acciaio permise di costruire opere prima impensabili, come i ponti sospesi, i grattacieli di Chicago e la celebre Torre Eiffel inaugurata a Parigi nel 1889. Accanto all'acciaio si sviluppò l'industria chimica, capace di produrre fertilizzanti, coloranti artificiali, medicinali, esplosivi come la dinamite di Alfred Nobel e nuovi tessuti come la seta artificiale. Furono inventati anche materiali destinati a cambiare la vita di tutti i giorni, come la gomma vulcanizzata usata per pneumatici e suole, oppure i primi tipi di plastica. Immagina un contadino dell'Ottocento che, grazie ai fertilizzanti chimici, riusciva a raddoppiare il raccolto del suo campo, oppure un sarto che improvvisamente poteva offrire stoffe colorate dai toni vivissimi e a basso costo. Queste novità mostrano come scienza, tecnica e industria iniziassero a camminare strettamente unite.

La rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni

La seconda rivoluzione industriale fu anche una rivoluzione della velocità: distanze prima enormi divennero improvvisamente brevi. Le ferrovie, già nate nella prima rivoluzione, si estesero in lunghissime reti continentali, come la Transiberiana in Russia o le linee che attraversavano gli Stati Uniti da costa a costa. Sui mari comparvero piroscafi in acciaio sempre più rapidi e capienti, mentre l'apertura del Canale di Suez nel 1869 e del Canale di Panama nel 1914 rese più brevi le rotte verso l'Asia e tra i due oceani. La comunicazione fece passi da gigante con il telegrafo, il telefono inventato da Antonio Meucci e poi brevettato da Bell, e con la radio di Guglielmo Marconi, capace di trasmettere senza fili a grandi distanze. Pensa a una famiglia di emigranti italiani che, partita per l'Argentina, poteva ricevere notizie dai parenti in pochi giorni anziché in mesi, oppure a un giornalista che riusciva a raccontare una notizia europea sui giornali americani la mattina seguente. Il mondo, in pratica, iniziava a rimpicciolirsi.

La nuova organizzazione del lavoro

La produzione cambiò profondamente grazie a nuove forme di organizzazione del lavoro, pensate per produrre molto, in fretta e con costi bassi. L'ingegnere americano Frederick Taylor studiò scientificamente i movimenti degli operai, dividendo ogni lavorazione in piccoli gesti precisi e cronometrati: nacque così il taylorismo. Pochi anni dopo Henry Ford applicò questi principi nella sua fabbrica di automobili, introducendo la catena di montaggio: il pezzo da lavorare scorreva davanti agli operai, ognuno dei quali compiva sempre la stessa operazione. In questo modo, ad esempio, il tempo necessario per costruire un'auto si ridusse da molte ore a circa novanta minuti, abbassandone moltissimo il prezzo. Allo stesso tempo nacquero grandi imprese, talvolta unite in cartelli o trust, come la Standard Oil di Rockefeller negli Stati Uniti. La conseguenza fu che il lavoro divenne più ripetitivo e faticoso dal punto di vista psicologico, ma anche più produttivo, e i beni prima riservati ai ricchi cominciarono a essere accessibili anche al ceto medio.

La società di massa

Le trasformazioni economiche produssero una vera e propria società nuova, chiamata società di massa. Le città crebbero a ritmi vertiginosi: Berlino, Londra, New York e Milano si riempirono di operai, impiegati e commercianti, mentre nascevano i primi grandi magazzini, come la Rinascente, in cui chiunque poteva entrare e guardare la merce esposta. La scuola elementare divenne obbligatoria in molti Stati, l'alfabetizzazione crebbe e con essa la stampa quotidiana a basso costo, capace di formare un'opinione pubblica vasta e informata. Si diffusero anche nuovi sport, come il calcio e il ciclismo, e nuove forme di divertimento, dal cinema dei fratelli Lumière, nato nel 1895, ai parchi cittadini dove le famiglie passeggiavano la domenica. Nacquero i grandi sindacati, che chiedevano salari migliori, riduzione dell'orario di lavoro e diritto di voto per tutti, e i partiti socialisti, che difendevano gli interessi dei lavoratori. Cambiava insomma non solo il modo di produrre, ma anche il modo di vivere, di vestire, di divertirsi e di pensare il futuro.

Imperialismo e luci e ombre del progresso

La seconda rivoluzione industriale ebbe anche un volto meno luminoso. Le grandi potenze europee, alla ricerca di materie prime come gomma, cotone e minerali, e di nuovi mercati per i loro prodotti, occuparono enormi territori in Africa e in Asia, dando vita all'imperialismo coloniale. Spesso questo significò sfruttare popolazioni intere, distruggere culture locali e imporre confini artificiali, le cui conseguenze si sentono ancora oggi. Anche all'interno dei Paesi industrializzati il progresso non riguardava tutti allo stesso modo: gli operai vivevano in quartieri sovraffollati, lavoravano dieci o dodici ore al giorno, e moltissimi bambini erano impiegati in fabbriche e miniere. Pensa a un bambino di dieci anni che lavorava sotto terra in una miniera di carbone del Galles, oppure a un'operaia tessile di Manchester che cuciva per dodici ore in capannoni senza finestre. Questi aspetti spingono lo storico a non immaginare la seconda rivoluzione industriale come una semplice marcia trionfale, ma come un passaggio complesso, ricco di vantaggi straordinari e di gravi ingiustizie, che prepara direttamente il mondo del Novecento.

Ricorda

I punti chiave da tenere a mente sono i seguenti:

  1. La seconda rivoluzione industriale si sviluppa tra il 1870 e il 1914, soprattutto in Germania, Stati Uniti e Francia.
  2. Le nuove fonti di energia sono l'elettricità e il petrolio, che affiancano il vecchio carbone.
  3. I nuovi materiali principali sono l'acciaio e i prodotti chimici, dai fertilizzanti ai coloranti.
  4. Cambiano i trasporti (ferrovie, piroscafi, automobili) e le comunicazioni (telegrafo, telefono, radio).
  5. Si afferma una nuova organizzazione del lavoro fondata sul taylorismo e sulla catena di montaggio.
  6. Nasce la società di massa, con città grandi, scuola obbligatoria, sport, cinema e sindacati.
  7. Le potenze europee occupano colonie in Africa e in Asia con l'imperialismo, mostrando il lato oscuro del progresso.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna una tabella a due colonne intitolate "Luci" e "Ombre" della seconda rivoluzione industriale. In ciascuna colonna scrivi almeno quattro esempi diversi presi dal testo, spiegando in una frase perché li hai inseriti in quella colonna. Confronta poi la tua tabella con quella di un compagno e discuti gli esempi su cui non siete d'accordo.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.scienze.cl3.astronomia-scienze-terra.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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