L'Italia repubblicana: nascita e sviluppo della nostra democrazia

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 3ªstoria

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L'Italia repubblicana nasce nel 1946, dopo vent'anni di dittatura fascista e una guerra devastante. Da quel momento il nostro Paese costruisce, tra fatiche e conquiste, una democrazia fondata sul voto, sulla Costituzione e sui diritti di tutti i cittadini.

Dalle macerie della guerra alla scelta repubblicana

Alla fine della Seconda guerra mondiale l'Italia si presenta come un Paese distrutto: ponti saltati, fabbriche bombardate, città ridotte a cumuli di rovine come Cassino o Foggia. La monarchia dei Savoia era screditata perché aveva sostenuto a lungo Mussolini e perché re Vittorio Emanuele III era fuggito da Roma l'8 settembre 1943, lasciando l'esercito senza ordini. Per riconquistare credibilità, il sovrano abdicò a favore del figlio Umberto II, che regnò solo poche settimane e fu chiamato "re di maggio". Il 2 giugno 1946 si svolse il referendum istituzionale: gli italiani dovevano scegliere tra monarchia e repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne, ottenendo finalmente un diritto che in altri Paesi europei esisteva da decenni. Vinse la repubblica con circa dodici milioni e mezzo di voti contro dieci milioni e mezzo, segnando l'inizio di una nuova storia nazionale.

L'Assemblea costituente e la nascita della Costituzione

Lo stesso 2 giugno 1946 gli italiani elessero anche l'Assemblea costituente, un gruppo di 556 rappresentanti incaricati di scrivere la nuova legge fondamentale del Paese. Vi sedevano insieme cattolici della Democrazia Cristiana, socialisti, comunisti, liberali e repubblicani, che pur avendo idee molto diverse seppero collaborare. Tra loro c'erano personalità come Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni e ventuno donne, tra cui Nilde Iotti e Teresa Mattei. Dopo un anno e mezzo di discussioni, la Costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. È un testo composto da 139 articoli, suddiviso in princìpi fondamentali, diritti e doveri dei cittadini, ordinamento dello Stato. Pensa, ad esempio, all'articolo 3, che stabilisce l'uguaglianza di tutti davanti alla legge: è grazie a questo principio che oggi a scuola tutti hanno gli stessi diritti, indipendentemente da religione o famiglia di origine.

La struttura della Repubblica e i suoi organi

La Costituzione disegna una repubblica parlamentare, in cui il potere appartiene al popolo e si esercita attraverso rappresentanti eletti. Il Parlamento, formato da Camera dei deputati e Senato, fa le leggi e controlla il Governo; il Governo, guidato dal Presidente del Consiglio, le attua amministrando il Paese. Il Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento, rappresenta l'unità nazionale e firma le leggi: il primo fu Enrico De Nicola, seguito da Luigi Einaudi e poi da molti altri. La magistratura, indipendente dagli altri poteri, applica le leggi nei tribunali e tutela i cittadini. Esiste poi la Corte costituzionale, che dal 1956 controlla che le leggi rispettino la Costituzione. Per capire questo equilibrio, immagina una squadra di calcio: ogni giocatore ha un ruolo preciso e nessuno può fare tutto da solo, altrimenti il gioco si rompe.

La ricostruzione e il miracolo economico

Nei primi anni del dopoguerra l'Italia dovette ricostruire tutto, partendo dai trasporti e dalle abitazioni. Un aiuto decisivo arrivò dal Piano Marshall, finanziamento statunitense che tra il 1948 e il 1952 portò nel Paese più di un miliardo di dollari in risorse, materie prime e tecnologie. Le industrie del Nord, come la Fiat di Torino o la Pirelli di Milano, ripresero a produrre auto, pneumatici, frigoriferi ed elettrodomestici a prezzi accessibili. Tra il 1958 e il 1963 si verificò il cosiddetto "miracolo economico": il prodotto interno lordo crebbe a ritmi straordinari e milioni di famiglie acquistarono per la prima volta la Vespa, la Cinquecento o il televisore. Pensa ai tuoi bisnonni: probabilmente sono cresciuti in case senza bagno interno e in pochi anni hanno visto arrivare lavatrice, telefono e automobile. Questo cambiamento trasformò abitudini, alimentazione, modo di vestire e perfino la lingua italiana, che si diffuse grazie alla televisione di Stato nata nel 1954.

Le migrazioni interne e le trasformazioni sociali

Il boom economico provocò un grandissimo movimento di persone dal Sud al Nord, in cerca di lavoro nelle fabbriche. Milioni di contadini lasciarono Calabria, Sicilia, Puglia e Campania per trasferirsi a Torino, Milano, Genova, dando vita a quartieri popolari interi come Mirafiori Sud. Le famiglie vivevano spesso in case piccolissime, affrontando pregiudizi e difficoltà di integrazione, ma con il tempo costruirono nuove comunità e portarono al Nord cucina, musica e tradizioni meridionali. Anche le donne entrarono in massa nel mondo del lavoro, ottenendo nel 1963 la possibilità di accedere a tutte le professioni, compresa la magistratura. Cambiò profondamente la scuola: nel 1962 nacque la scuola media unica obbligatoria fino a 14 anni, che permise a tantissimi ragazzi di studiare, mentre prima molti smettevano dopo le elementari per lavorare nei campi o in bottega. La società italiana divenne così più istruita, più urbana e più mobile rispetto a quella contadina di prima.

Gli anni difficili: contestazione, terrorismo e "anni di piombo"

A partire dal 1968 l'Italia conobbe una stagione di forti contestazioni: studenti e operai chiesero più diritti, scuole più aperte e fabbriche più giuste, ottenendo nel 1970 lo Statuto dei lavoratori. Gli anni Settanta, però, furono segnati anche da una drammatica violenza politica, chiamata "anni di piombo". Gruppi terroristici di estrema sinistra, come le Brigate Rosse, e di estrema destra compirono attentati, rapimenti e stragi. L'episodio più grave fu il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, sequestrato a Roma il 16 marzo 1978 e ritrovato morto cinquantacinque giorni dopo. Stragi come quella alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che causò 85 morti, segnarono profondamente la coscienza collettiva. In quegli stessi anni, però, la democrazia italiana ottenne anche conquiste importanti, come il divorzio nel 1970 e la riforma del diritto di famiglia nel 1975, che riconobbe pari diritti a marito e moglie.

Verso l'Italia di oggi: Tangentopoli, Europa e nuove sfide

All'inizio degli anni Novanta scoppiò una grande inchiesta giudiziaria, "Mani pulite", che rivelò un sistema diffuso di corruzione tra politici e imprenditori, chiamato Tangentopoli. I principali partiti che avevano governato l'Italia dal 1948, come Democrazia Cristiana e Partito Socialista, si dissolsero e nacquero nuove formazioni politiche. Nel frattempo l'Italia rafforzò il suo ruolo in Europa: nel 1957 era stata tra i sei Paesi fondatori della Comunità Economica Europea con il Trattato di Roma, e nel 2002 entrò nell'euro, sostituendo la lira con la moneta unica. Negli stessi anni il Paese affrontò nuove sfide come l'immigrazione, la criminalità organizzata e la globalizzazione. Pensa ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia nel 1992: la loro morte spinse migliaia di cittadini a manifestare in piazza, dimostrando che la democrazia italiana, pur tra mille difficoltà, sa reagire e crescere.

Ricorda

Ecco i punti chiave da fissare bene in mente:

  1. Il 2 giugno 1946 il referendum istituzionale fece nascere la Repubblica italiana e per la prima volta votarono anche le donne.
  2. La Costituzione, approvata il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948, contiene 139 articoli e fonda la nostra democrazia.
  3. La Repubblica è parlamentare e si regge sull'equilibrio tra Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica, magistratura e Corte costituzionale.
  4. Il Piano Marshall e il miracolo economico (1958-1963) trasformarono l'Italia in un Paese industriale, urbano e moderno.
  5. Gli anni di piombo, Tangentopoli e le lotte alla mafia mostrano che la democrazia va difesa giorno per giorno.

Piccolo esercizio di verifica (svolgilo sul quaderno). Costruisci una linea del tempo orizzontale che vada dal 1945 al 2002. Colloca su di essa, nell'ordine corretto, almeno otto eventi tra quelli citati nelle sezioni precedenti, scrivendo accanto a ciascuno una breve didascalia di una riga che spieghi perché è importante. Poi rispondi in cinque righe a questa domanda: secondo te, quale di questi eventi ha cambiato di più la vita quotidiana degli italiani comuni e perché?

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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