Il Risorgimento: l'Italia diventa una nazione

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 3ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Introduzione: un puzzle chiamato Italia

In breve: il Risorgimento è il lungo percorso, tutto ottocentesco, che ha trasformato la nostra penisola da un insieme di stati separati in un unico Regno d'Italia, proclamato nel 1861.

Immagina di aprire un atlante dell'Europa nel 1815 e di cercare l'Italia: scopriresti che non esiste come stato unitario, ma assomiglia a un grande mosaico di piccoli regni, ducati e territori controllati da sovrani diversi. Nel Nord domina l'Austria, al Centro lo Stato Pontificio è governato dal Papa, mentre nel Sud regna la dinastia dei Borbone sul Regno delle Due Sicilie. In questo scenario frammentato, una generazione di intellettuali, soldati e cittadini comuni inizia a sognare qualcosa di nuovo: un'Italia libera dagli stranieri, unita sotto un'unica bandiera e con leggi comuni per tutti. Questo sogno, alimentato da idee, battaglie e congiure segrete, prende il nome di Risorgimento, perché significa letteralmente "risorgere", cioè rinascere dopo secoli di divisioni e dominazioni straniere.

L'Italia divisa e il Congresso di Vienna

Il punto di partenza del Risorgimento è il 1815, anno in cui il Congresso di Vienna ridisegna la mappa dell'Europa dopo la sconfitta definitiva di Napoleone Bonaparte a Waterloo. Le grandi potenze europee, riunite attorno al tavolo del cancelliere austriaco Metternich, applicano il principio della Restaurazione, cioè il ritorno dei vecchi sovrani sui troni che la Rivoluzione francese e Napoleone avevano spazzato via. Per la penisola italiana questo significa una nuova divisione in tanti stati: il Regno di Sardegna ai Savoia, il Lombardo-Veneto direttamente all'Austria, i ducati di Parma, Modena e Toscana a principi legati a Vienna. Per capire la situazione, pensa a una squadra di calcio in cui ogni giocatore parla una lingua diversa, indossa una maglietta differente e gioca con regole proprie: è impossibile vincere una partita. Allo stesso modo, gli italiani dell'epoca usano monete diverse, pesi e misure differenti, addirittura pagano dogane per spostare le merci da una città all'altra. Da questo malcontento nascono le prime società segrete, come la Carboneria, che organizzano i moti rivoluzionari del 1820-21 e del 1830-31, purtroppo tutti repressi nel sangue dalle truppe austriache.

I protagonisti e le grandi idee

Negli anni Trenta dell'Ottocento, accanto alle congiure segrete, cresce un movimento di pensiero che propone vie diverse per arrivare all'unità nazionale. Il personaggio più affascinante è senza dubbio Giuseppe Mazzini, un genovese che nel 1831 fonda la Giovine Italia, un'associazione il cui obiettivo è creare un'Italia unita, indipendente e repubblicana attraverso l'azione del popolo. Mazzini si rivolge soprattutto ai giovani, perché crede che solo loro abbiano l'entusiasmo necessario per cambiare le cose, un po' come quando oggi i ragazzi si mobilitano per cause come l'ambiente o i diritti civili. Accanto a lui troviamo Vincenzo Gioberti, un sacerdote che propone una federazione di stati italiani guidata dal Papa, e Cesare Balbo, che invece pensa a una soluzione moderata sotto i Savoia. Sul campo di battaglia emerge la figura di Giuseppe Garibaldi, un avventuroso combattente che si è formato nelle guerre di indipendenza del Sud America e che diventerà l'"Eroe dei due mondi". Infine, nelle stanze del potere si muove con abilità diplomatica Camillo Benso conte di Cavour, un nobile piemontese che capisce come l'unità non si ottenga solo con le armi, ma anche stringendo alleanze con le potenze straniere e modernizzando l'economia del Regno di Sardegna.

Le tre guerre d'indipendenza

Il Risorgimento entra nella sua fase decisiva con tre guerre combattute contro l'Austria, vera padrona del Nord Italia, in un arco di tempo di poco più di vent'anni. Vediamole in ordine cronologico per non confonderle:

  1. La Prima guerra d'indipendenza scoppia nel 1848, l'anno delle rivoluzioni in tutta Europa, quando il re di Sardegna Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria, ma viene sconfitto nelle battaglie di Custoza e Novara, costringendolo ad abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II.
  2. La Seconda guerra d'indipendenza, nel 1859, viene preparata da Cavour con l'alleanza segreta di Plombières con Napoleone III di Francia e porta alla vittoria di Magenta e Solferino, grazie alla quale il Regno di Sardegna ottiene la Lombardia e, poco dopo, l'annessione di Toscana, Emilia e Romagna.
  3. La Terza guerra d'indipendenza, combattuta nel 1866 a fianco della Prussia di Bismarck, permette all'Italia, nonostante le sconfitte militari di Custoza e di Lissa, di ottenere finalmente il Veneto, completando un altro tassello fondamentale dell'unità.

Per ricordare meglio questa sequenza, prova a pensare alle tre guerre come a tre tappe di una corsa a staffetta: ogni corridore perde qualche colpo, cade e si rialza, ma alla fine il testimone arriva al traguardo. Resta però fuori una zona importantissima: il Sud, che verrà conquistato in modo del tutto sorprendente da un manipolo di volontari.

L'impresa dei Mille e la nascita del Regno

Nel maggio del 1860 accade uno degli episodi più leggendari della storia italiana: Giuseppe Garibaldi parte da Quarto, vicino a Genova, con circa mille volontari vestiti con la celebre camicia rossa e sbarca a Marsala, in Sicilia, con l'intento di liberare il Sud dai Borbone. La spedizione sembra un'impresa folle, perché i Mille affrontano un esercito regolare di decine di migliaia di soldati, eppure ottengono vittorie sorprendenti a Calatafimi, Palermo e infine sul fiume Volturno. Per capire l'audacia di questa impresa, immagina una piccola squadra di una scuola che decide di sfidare i campioni nazionali e, contro ogni pronostico, vince partita dopo partita grazie all'entusiasmo e all'appoggio della gente del posto, perché molti contadini meridionali si uniscono ai garibaldini sperando in una vita migliore. Mentre Garibaldi avanza, Cavour invia l'esercito piemontese ad attraversare lo Stato Pontificio, e i due eserciti si incontrano a Teano, nell'ottobre del 1860, dove Garibaldi consegna i territori conquistati a Vittorio Emanuele II salutandolo come "Re d'Italia". Il 17 marzo 1861, finalmente, il primo parlamento italiano riunito a Torino proclama ufficialmente la nascita del Regno d'Italia. Mancano ancora due pezzi importanti del puzzle, il Veneto e Roma, che verranno conquistati rispettivamente nel 1866 e il 20 settembre 1870 con la celebre Breccia di Porta Pia.

Ricorda

Ecco i punti chiave da fissare bene in mente per non dimenticare il senso di questo lungo cammino verso l'unità:

  1. Il Risorgimento è il processo storico, sviluppatosi soprattutto tra il 1815 e il 1870, che porta all'unificazione politica della penisola italiana.
  2. Il punto di partenza è il Congresso di Vienna del 1815, che divide l'Italia in numerosi stati controllati direttamente o indirettamente dall'Austria.
  3. I quattro protagonisti principali sono Giuseppe Mazzini (l'ideologo repubblicano), Camillo Cavour (il diplomatico), Giuseppe Garibaldi (il condottiero) e Vittorio Emanuele II (il primo re d'Italia).
  4. Le tre guerre d'indipendenza (1848, 1859, 1866) e la spedizione dei Mille del 1860 sono gli eventi militari decisivi.
  5. Il Regno d'Italia viene proclamato il 17 marzo 1861, con Roma capitale solo dal 1871, dopo la presa della città il 20 settembre 1870.

Piccola verifica per te: prova a chiudere il libro e raccontare a voce alta, come se parlassi a un amico, perché Garibaldi e Cavour, pur avendo idee politiche diverse, riuscirono a collaborare per il bene dell'Italia unita. Se ci riesci senza incertezze, hai davvero capito il cuore del Risorgimento!

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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