L'età di Napoleone è il periodo, compreso tra il 1799 e il 1815, in cui un giovane generale corso trasformò la Francia rivoluzionaria in un grande impero, ridisegnando i confini e le idee dell'intera Europa.
Chi era Napoleone Bonaparte
Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio, in Corsica, il 15 agosto 1769, pochi mesi dopo che l'isola era passata dalla Repubblica di Genova al Regno di Francia. Proveniva da una famiglia della piccola nobiltà locale, non particolarmente ricca, ma sufficientemente influente da permettergli di studiare in importanti scuole militari francesi, prima a Brienne e poi a Parigi. Da ragazzo era un allievo riservato, appassionato di matematica, di storia antica e di geografia, materie che gli sarebbero servite moltissimo nella futura carriera di stratega. La Rivoluzione francese, scoppiata nel 1789, gli offrì un'occasione enorme: in un esercito che aveva perso molti ufficiali nobili, un giovane capace poteva fare carriera in pochi anni. Già a ventiquattro anni divenne generale grazie alla riconquista di Tolone, una città occupata dagli inglesi, dimostrando un talento militare fuori dal comune. La sua ascesa mostra come la Rivoluzione avesse davvero aperto strade nuove, premiando il merito personale invece della nascita.
Un primo esempio concreto del suo metodo si vede nella campagna d'Italia del 1796-1797, quando, con un esercito mal equipaggiato e affamato, sconfisse gli austriaci grazie a marce rapidissime e a battaglie improvvise. Un secondo esempio è la campagna d'Egitto del 1798, che dal punto di vista militare fu un mezzo fallimento, ma che gli regalò un'aura di eroe romantico e portò in Europa preziose conoscenze archeologiche, come la famosa Stele di Rosetta.
Dal colpo di Stato al Consolato
Il 9 novembre 1799, secondo il calendario rivoluzionario il 18 brumaio, Napoleone organizzò un colpo di Stato che rovesciò il Direttorio, il debole governo che reggeva la Francia dopo il Terrore. Con l'aiuto del fratello Luciano, presidente del Consiglio dei Cinquecento, e di alcuni politici stanchi del disordine, impose una nuova costituzione che concentrava il potere nelle mani di tre consoli. Naturalmente, il vero capo era lui, che assunse il titolo di Primo console, lasciando agli altri due ruoli quasi solo decorativi. Iniziava così il Consolato, una fase in cui la Francia restava formalmente una repubblica, ma di fatto era guidata da un solo uomo. Napoleone si presentò come il salvatore dell'ordine, capace di chiudere il lungo periodo di instabilità seguito alla Rivoluzione. Per ottenere consenso, sottopose la sua costituzione a un plebiscito, cioè una votazione popolare con un semplice sì o no, e ottenne una valanga di voti favorevoli.
Un primo esempio della sua azione in questi anni è la riorganizzazione delle finanze con la creazione, nel 1800, della Banca di Francia, che riportò fiducia tra mercanti e contadini. Un secondo esempio è la firma del Concordato con papa Pio VII nel 1801, che riconciliò lo Stato con la Chiesa cattolica dopo le tensioni della Rivoluzione, senza però restituire i beni ecclesiastici confiscati.
L'Impero e il sacro nuovo titolo
Il 2 dicembre 1804, nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, Napoleone si fece incoronare imperatore dei Francesi alla presenza di papa Pio VII. Il gesto più celebre fu che, all'ultimo momento, prese la corona dalle mani del pontefice e se la pose da solo sul capo, per mostrare che il suo potere non derivava dalla Chiesa, ma dal popolo francese. Nasceva così il Primo Impero, una monarchia di tipo nuovo, fondata sui principi della Rivoluzione ma con una struttura autoritaria. Napoleone creò una corte fastosa, distribuì titoli nobiliari ai suoi generali più fedeli e cercò di trasformare la propria famiglia in una dinastia europea, mettendo fratelli e sorelle sui troni dei paesi conquistati. L'Impero rappresentò il momento di massimo splendore della sua gloria, ma anche l'inizio delle paure delle altre potenze, che si coalizzarono più volte contro di lui.
Un primo esempio della politica dinastica è suo fratello Giuseppe, prima re di Napoli e poi re di Spagna, scelto non per esperienza politica ma per legame familiare. Un secondo esempio è il matrimonio di Napoleone, nel 1810, con Maria Luisa d'Austria, figlia dell'imperatore Francesco I, che gli diede l'erede maschio tanto atteso, il piccolo re di Roma.
Le grandi riforme civili
L'azione più duratura di Napoleone non furono le battaglie, ma le riforme che cambiarono profondamente il modo di vivere quotidiano. Nel 1804 promulgò il celebre Codice civile, conosciuto come Code Napoléon, un'unica raccolta di leggi valida per tutti i cittadini francesi, indipendentemente dalla regione di nascita. Questo codice affermava l'uguaglianza di fronte alla legge, la libertà di lavoro, il diritto di proprietà privata e il matrimonio civile, ma manteneva una posizione di forte subordinazione della donna rispetto al marito. Napoleone riorganizzò anche l'amministrazione del territorio, dividendo la Francia in dipartimenti guidati da prefetti nominati dal governo centrale, un sistema che assicurava grande efficienza. Riformò la scuola, creando i licei pubblici per formare una nuova classe dirigente borghese, e introdusse la Legion d'onore, una decorazione che premiava i meriti civili e militari senza guardare alla nascita.
Un primo esempio dell'impatto pratico del Codice è il fatto che, ancora oggi, molti paesi europei e americani basano il loro diritto privato proprio su quel modello francese. Un secondo esempio è la figura del prefetto, ancora presente in Italia, che rappresenta lo Stato in ogni provincia e venne introdotta seguendo proprio il modello napoleonico.
La macchina da guerra e le grandi vittorie
Napoleone fu uno dei più grandi comandanti militari della storia, capace di muovere eserciti di centinaia di migliaia di uomini con una velocità sconosciuta ai suoi avversari. Il suo segreto stava nella mobilità: divideva la Grande Armata in corpi autonomi, che marciavano per strade diverse e si riunivano solo al momento della battaglia, sorprendendo il nemico. Tra il 1805 e il 1809 vinse battaglie famose come Austerlitz, definita la battaglia dei tre imperatori, Jena contro la Prussia, Friedland contro la Russia e Wagram di nuovo contro l'Austria. Dopo queste vittorie, mezzo continente europeo era sotto il suo controllo diretto o indiretto, dai Pirenei fino al fiume Vistola in Polonia. Napoleone introdusse anche tattiche innovative, come l'uso massiccio dell'artiglieria leggera e l'arruolamento attraverso la coscrizione obbligatoria, cioè il servizio militare imposto a tutti i giovani idonei. Questa nuova organizzazione mostrò la potenza dell'idea di nazione armata, in cui l'esercito non era più di mestiere ma rappresentava l'intero popolo.
Un primo esempio della sua genialità tattica è proprio Austerlitz, il 2 dicembre 1805, quando finse di essere in difficoltà sul fianco destro per attirare il nemico, e poi colpì con violenza il centro austro-russo. Un secondo esempio è la battaglia di Jena del 1806, in cui in poche ore distrusse l'esercito prussiano, considerato fino ad allora il più disciplinato d'Europa.
L'Italia napoleonica e l'Europa trasformata
L'Italia fu una delle aree più toccate dalla presenza napoleonica, con conseguenze che si fecero sentire per molti decenni. Nel 1797 era nata la Repubblica Cisalpina, poi trasformata in Repubblica Italiana nel 1802 e infine in Regno d'Italia nel 1805, con Napoleone come re e il figliastro Eugenio di Beauharnais come viceré. Nel Sud, il fratello Giuseppe e poi il cognato Gioacchino Murat governarono il Regno di Napoli, abolendo il feudalesimo e introducendo leggi moderne. In tutto il paese arrivarono novità importanti: l'uguaglianza giuridica tra i cittadini, l'abolizione dei privilegi nobiliari, una nuova divisione amministrativa e un sistema scolastico più organizzato. Tuttavia, le tasse pesanti, la coscrizione obbligatoria e i saccheggi artistici suscitarono anche un forte malcontento, soprattutto nelle campagne. In tutta Europa il passaggio di Napoleone diffuse i principi rivoluzionari, ma allo stesso tempo risvegliò un nuovo sentimento di identità nazionale presso i popoli oppressi.
Un primo esempio italiano è il tricolore, già usato dalla Repubblica Cisalpina, che divenne il simbolo riconoscibile dei patrioti italiani durante il Risorgimento. Un secondo esempio è la Spagna, dove la rivolta del 2 maggio 1808 contro i francesi, immortalata dal pittore Goya, mostrò come il nazionalismo potesse trasformarsi in resistenza armata contro l'invasore.
Il blocco continentale e la crisi dell'impero
Uno dei nemici più tenaci di Napoleone fu il Regno Unito, protetto dalla potenza della sua flotta e dalla vittoria navale di Trafalgar del 1805, in cui l'ammiraglio Nelson distrusse la flotta francese e spagnola. Non potendo invadere l'isola, Napoleone tentò di piegarla economicamente con il blocco continentale, decretato nel 1806, che vietava a tutti i paesi del continente di commerciare con gli inglesi. La misura ebbe successo solo parziale: il contrabbando dilagò ovunque e molti porti europei entrarono in crisi per la mancanza dei prodotti coloniali britannici. Per imporre il blocco, Napoleone invase il Portogallo e la Spagna nel 1808, dando inizio a una guerriglia logorante che impegnò migliaia di soldati francesi per anni. Nel 1812 lanciò poi la grande campagna di Russia con oltre seicentomila uomini, ma lo zar Alessandro I evitò lo scontro frontale e applicò la tattica della terra bruciata, ritirandosi e distruggendo tutto. Il terribile inverno russo trasformò la ritirata in un disastro: meno di centomila soldati tornarono in Francia, e l'Impero subì una ferita da cui non si sarebbe più ripreso.
Un primo esempio degli effetti del blocco è il porto di Amburgo, fino ad allora ricchissimo, che vide crollare i propri traffici e si trasformò in un centro di contrabbando con la Gran Bretagna. Un secondo esempio è la guerriglia spagnola, in cui piccoli gruppi armati di contadini, sostenuti dagli inglesi del generale Wellington, logoravano i francesi senza affrontarli in campo aperto.
La caduta, l'esilio e il ritorno dei Cento Giorni
Approfittando della rovina russa, le potenze europee si unirono di nuovo nella sesta coalizione e nel 1813 sconfissero Napoleone a Lipsia, nella cosiddetta battaglia delle Nazioni. L'anno successivo gli alleati entrarono a Parigi e costrinsero l'imperatore ad abdicare, mandandolo in esilio sull'isola d'Elba, davanti alla costa toscana, dove gli fu lasciato il titolo di sovrano in miniatura. Nel marzo 1815 Napoleone fuggì dall'isola e tornò in Francia, dove fu accolto con entusiasmo dai vecchi soldati: cominciava la breve avventura dei Cento Giorni, conclusa il 18 giugno 1815 con la sconfitta definitiva a Waterloo, in Belgio, contro inglesi e prussiani. Questa volta i vincitori non vollero rischiare nulla e lo confinarono nell'isolata Sant'Elena, in mezzo all'Atlantico, dove morì il 5 maggio 1821, probabilmente di un tumore allo stomaco. Nel frattempo, il Congresso di Vienna, riunito tra il 1814 e il 1815, ridisegnava la carta d'Europa cercando di cancellare le novità rivoluzionarie e di restaurare i vecchi sovrani sui rispettivi troni. Tuttavia, le idee diffuse da Napoleone, come la nazione, l'uguaglianza giuridica e i codici di legge, non potevano più essere fermate.
Un primo esempio del clima di restaurazione è il ritorno dei Borbone in Francia con Luigi XVIII, fratello del re ghigliottinato durante la Rivoluzione, che cercò comunque di mantenere una costituzione moderata. Un secondo esempio è il Lombardo-Veneto, restituito agli austriaci, dove le idee napoleoniche di unità e libertà restarono però vive tra borghesi e intellettuali, preparando il terreno al Risorgimento italiano.
Ricorda
- Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio nel 1769 e fece una carriera militare rapidissima grazie alla Rivoluzione francese.
- Con il colpo di Stato del 18 brumaio 1799 chiuse il Direttorio e fondò il Consolato, diventando di fatto padrone della Francia.
- Il 2 dicembre 1804 si autoproclamò imperatore dei Francesi, dando vita al Primo Impero.
- Tra le sue riforme più importanti ci sono il Codice civile del 1804, la divisione in dipartimenti, i licei e la Legion d'onore.
- Vinse grandi battaglie come Austerlitz, Jena e Wagram, ma fu fermato in mare a Trafalgar nel 1805.
- La campagna di Russia del 1812, il blocco continentale e la guerriglia spagnola furono i tre grandi fallimenti che lo indebolirono.
- Sconfitto a Lipsia nel 1813 e a Waterloo nel 1815, fu esiliato a Sant'Elena, dove morì nel 1821.
- Il Congresso di Vienna tentò la Restaurazione, ma le idee napoleoniche di nazione e uguaglianza preparavano la stagione del Risorgimento.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: costruisci una linea del tempo dal 1769 al 1821 e collocaci, nell'ordine corretto, almeno otto avvenimenti diversi tratti dalla vita di Napoleone. Accanto a ognuno scrivi in due righe perché lo consideri importante e quale conseguenza ebbe per la Francia o per l'Europa. Infine, scegli l'avvenimento che secondo te è stato più decisivo e motiva la tua scelta con almeno cinque righe complete.