L'Islam è una religione monoteista nata in Arabia nel VII secolo grazie alla predicazione di Maometto. In pochi decenni si trasformò in una grande civiltà che unì popoli diversi attraverso la fede, la lingua araba e una fitta rete di scambi commerciali e culturali.
Maometto e la nascita dell'Islam
Prima del VII secolo la penisola arabica era abitata da tribù di beduini che vivevano nel deserto allevando cammelli e commerciando lungo le piste carovaniere. La maggior parte di queste tribù era politeista e venerava numerose divinità i cui idoli erano custoditi nella Ka'ba, un santuario cubico situato al centro della città di La Mecca. La Mecca era anche un importante crocevia commerciale, perché collegava lo Yemen al Mediterraneo e attirava ogni anno migliaia di pellegrini e mercanti. In questo contesto, intorno al 570, nacque Maometto, un mercante appartenente alla tribù dei Coreisciti che, secondo la tradizione islamica, ricevette dall'arcangelo Gabriele la rivelazione di un unico Dio chiamato Allah. La sua predicazione, però, suscitò l'ostilità dei ricchi mercanti meccani, che temevano di perdere i guadagni del pellegrinaggio ai vecchi idoli, perciò nel 622 Maometto fu costretto a fuggire verso la città di Medina. Questa fuga, chiamata Ègira, segna l'inizio del calendario islamico ed è considerata l'evento di nascita della comunità dei credenti, l'umma.
La religione, l'espansione e la civiltà araba
L'Islam si fonda su un libro sacro, il Corano, che raccoglie le parole rivelate a Maometto e detta le regole della vita quotidiana del credente musulmano. I doveri fondamentali sono cinque, chiamati pilastri: la professione di fede in un solo Dio e nel suo profeta, la preghiera cinque volte al giorno rivolti verso La Mecca, l'elemosina ai poveri, il digiuno durante il mese di Ramadan e il pellegrinaggio almeno una volta nella vita alla Ka'ba. Dopo la morte di Maometto nel 632 i suoi successori, chiamati califfi, guidarono una rapidissima espansione militare che in meno di un secolo portò gli Arabi a conquistare la Siria, la Persia, l'Egitto, il Nord Africa e perfino la Spagna, dove fondarono il fiorente emirato di Cordova. In questi territori sorsero città splendide come Baghdad, Damasco e il Cairo, dotate di moschee, biblioteche, scuole, mercati coperti e bagni pubblici. La civiltà islamica diventò un grande ponte fra Oriente e Occidente, perché gli Arabi tradussero le opere dei filosofi greci, importarono dall'India il sistema di numerazione decimale e fecero progredire la medicina, l'astronomia e la matematica. Pensiamo all'algebra: il suo stesso nome deriva dall'arabo al-jabr e fu sviluppata dal matematico al-Khwarizmi nella casa della sapienza di Baghdad, dove studiosi di religioni diverse lavoravano fianco a fianco. Questa straordinaria fioritura culturale influenzò profondamente anche l'Europa medievale, che attraverso la Spagna e la Sicilia riscoprì il sapere antico.
Ricorda
- L'Islam nasce in Arabia nel 622 con l'Ègira di Maometto da La Mecca a Medina e si fonda sul Corano e sui cinque pilastri.
- Dopo la morte del profeta, i califfi guidarono un'espansione fulminea che creò un impero esteso dalla Spagna alla Persia.
- La civiltà araba trasmise all'Europa medievale conoscenze fondamentali in matematica, medicina, astronomia e filosofia.
- Esercizio attivo sul quaderno: disegna una linea del tempo dal 570 al 750 e collocaci almeno cinque eventi (nascita di Maometto, Ègira, morte di Maometto, conquista della Persia, conquista della Spagna), scrivendo accanto a ciascuno una frase di spiegazione.