L'Islam è una delle tre grandi religioni monoteistiche nate in Medio Oriente: comprenderla significa scoprire la fede di oltre un miliardo di persone e una civiltà che ha trasformato la storia del mondo medievale.
Introduzione: un mondo nuovo nel deserto
Immagina di trovarti nella penisola arabica all'inizio del VII secolo, in un territorio fatto di deserti immensi, oasi verdi e poche città di mercanti. Le tribù arabe vivono di pastorizia, di commercio sui cammelli e di scambi tra l'Oceano Indiano e il Mediterraneo. La religione dominante è il politeismo: ogni tribù adora i suoi idoli, spesso pietre sacre conservate in santuari come la Ka'ba della Mecca. In questo mondo frammentato e spesso violento, segnato da continue guerre tra tribù, nasce e si diffonde un messaggio religioso destinato a cambiare la storia. In meno di un secolo, infatti, la nuova fede unirà popoli diversi e darà vita a un impero più vasto di quello di Roma. Conoscere l'Islam ci aiuta a capire l'origine di una civiltà che ha influenzato matematica, medicina, architettura e perfino le parole che usiamo ogni giorno, come "algebra" o "zucchero".
La penisola arabica prima di Maometto
Prima della predicazione del profeta, la penisola arabica era abitata da popolazioni di lingua araba organizzate in tribù, ognuna guidata da uno sceicco. Le città più importanti erano la Mecca, centro religioso e commerciale, e Yathrib, oasi agricola al nord. La Mecca ospitava la Ka'ba, un edificio cubico contenente una pietra nera ritenuta sacra, meta di pellegrinaggi che portavano commerci e ricchezza. Pensa a un grande mercato annuale, simile alle fiere medievali europee: la gente arrivava da lontano per pregare, vendere stoffe, spezie e datteri, e ascoltare i poeti recitare versi al tramonto. Un altro esempio quotidiano per capire quel mondo è la carovana: lunghe file di cammelli attraversavano il deserto seguendo le stelle, proprio come oggi i camion seguono le autostrade per portare le merci nei supermercati. Convivevano anche piccole comunità ebraiche e cristiane, e questo contatto con il monoteismo influenzò il futuro messaggio islamico.
Maometto: il profeta dell'Islam
Maometto nacque alla Mecca intorno al 570 d.C. nella tribù dei Quraysh, rimase orfano da bambino e fu cresciuto dallo zio Abu Talib. Da giovane lavorò come mercante e sposò Khadija, una vedova ricca per cui guidava le carovane verso la Siria. Secondo la tradizione islamica, nel 610 d.C., mentre meditava in una grotta sul monte Hira, ricevette dall'arcangelo Gabriele la prima rivelazione di Allah, il Dio unico. Da quel momento iniziò a predicare alla Mecca, ma i mercanti, che vivevano grazie ai pellegrinaggi politeisti, lo perseguitarono. Nel 622 d.C. Maometto fu costretto a fuggire verso Yathrib, che fu poi chiamata Medina, cioè "città del profeta": questa fuga è chiamata Ègira ed è considerata l'inizio del calendario islamico. È un po' come quando una famiglia oggi cambia città per cercare lavoro o libertà: anche Maometto cercò un luogo dove poter vivere e diffondere il suo messaggio in pace, e a Medina divenne capo religioso, politico e militare di una comunità nuova.
I pilastri della fede islamica
La religione islamica si fonda su cinque obblighi fondamentali, detti pilastri, che ogni musulmano adulto deve rispettare per vivere secondo la volontà di Allah. Eccoli in ordine:
- La professione di fede (shahada): dichiarare che esiste un solo Dio, Allah, e che Maometto è il suo profeta.
- La preghiera (salat): pregare cinque volte al giorno rivolti verso la Mecca, all'alba, a mezzogiorno, nel pomeriggio, al tramonto e di notte.
- L'elemosina (zakat): donare ogni anno una parte dei propri beni ai poveri, in genere circa un quarantesimo del patrimonio.
- Il digiuno (sawm): durante il mese di Ramadan, non mangiare, bere e fumare dall'alba al tramonto.
- Il pellegrinaggio (hajj): recarsi almeno una volta nella vita alla Mecca, se si hanno la salute e i mezzi economici per farlo.
Per capire concretamente questi obblighi pensa al digiuno del Ramadan: un esempio quotidiano è la cena serale che riunisce tutta la famiglia dopo il tramonto, un po' come il pranzo di Natale per i cristiani, momento di festa e condivisione. Un altro esempio è la preghiera: nei paesi islamici, dal minareto della moschea si sente il canto del muezzin che chiama i fedeli, simile al suono delle campane che nei nostri paesi annuncia la messa.
Il Corano e la legge religiosa
Il libro sacro dell'Islam si chiama Corano, parola araba che significa "recitazione", perché secondo i musulmani contiene le parole stesse di Allah dettate a Maometto. È diviso in 114 capitoli, detti sure, scritti in arabo classico e raccolti dopo la morte del profeta dai suoi seguaci. Il Corano regola non solo la fede, ma anche la vita quotidiana: stabilisce regole sull'alimentazione, sul matrimonio, sull'eredità e sui comportamenti sociali. Un esempio concreto è il divieto di mangiare carne di maiale e di bere alcolici, regole che ancora oggi influenzano i menù dei ristoranti nei paesi musulmani. Un altro esempio è il rispetto verso i genitori e i poveri: il Corano insegna a salutare con cortesia, a offrire ospitalità ai viaggiatori e a non sprecare il cibo, valori simili a quelli che la nostra nonna ci ricorda a tavola. Accanto al Corano, i musulmani seguono anche la Sunna, cioè la raccolta dei detti e dei comportamenti del profeta.
L'espansione dell'impero arabo
Alla morte di Maometto, nel 632 d.C., i suoi successori, chiamati califfi (parola che significa "vicari" del profeta), guidarono una straordinaria espansione militare. In meno di cento anni gli eserciti arabi conquistarono la Siria, l'Egitto, tutta l'Africa del Nord, la penisola iberica e si spinsero fino all'Indo, in India. Le ragioni di un successo così rapido furono molte: la forza della nuova fede che univa i guerrieri, la debolezza degli imperi Bizantino e Persiano stremati da lunghe guerre, e una politica abbastanza tollerante verso ebrei e cristiani, considerati "popoli del Libro". Pensa a una squadra sportiva motivata che incontra avversari stanchi: vince con più facilità, e così avvenne nelle battaglie. L'avanzata fu fermata in Francia, a Poitiers nel 732 d.C., dai Franchi guidati da Carlo Martello, e questa data segnò il confine occidentale del mondo islamico. Successivamente sorsero diversi califfati, come quello degli Omayyadi a Damasco e poi quello degli Abbasidi a Baghdad.
La civiltà islamica e i suoi contributi
L'Islam non fu solo una religione, ma una grande civiltà che fiorì tra l'VIII e il XII secolo, mentre l'Europa attraversava i secoli difficili dell'alto Medioevo. Nelle città di Baghdad, Cordova e Il Cairo si svilupparono scuole, biblioteche e ospedali aperti a tutti. Gli studiosi arabi tradussero le opere dei greci e degli indiani, salvandole dall'oblio, e fecero progressi importanti in matematica, astronomia, medicina e geografia. Un esempio quotidiano è il numero zero e i numeri che usiamo ogni giorno a scuola: si chiamano "arabi" proprio perché furono gli arabi a portarli in Europa dall'India. Un altro esempio sono i nomi di molti alimenti e prodotti, come zucchero, caffè, melanzana, cotone e arancia, tutti di origine araba: il loro arrivo in Europa cambiò la nostra cucina e il nostro guardaroba. L'architettura islamica ci ha lasciato capolavori come la moschea di Cordova in Spagna e la Cupola della Roccia a Gerusalemme, con archi a ferro di cavallo e splendidi mosaici.
Sciiti e sunniti: una divisione antica
Dopo la morte di Maometto sorse il problema della successione: chi doveva guidare la comunità dei fedeli? Questa domanda divise i musulmani in due grandi gruppi che esistono ancora oggi. I sunniti, che sono la maggioranza, ritengono che il califfo debba essere scelto dalla comunità tra le persone più sagge e capaci. Gli sciiti, invece, sostengono che la guida debba spettare solo ai discendenti diretti del profeta, in particolare a suo cugino e genero Alì. Per capire la differenza puoi pensare a una grande famiglia che deve scegliere chi guiderà l'azienda di famiglia: alcuni vogliono il figlio del fondatore, altri il dipendente più esperto. Un altro esempio è quello di una squadra che ha perso l'allenatore: c'è chi vorrebbe il vice già presente nello spogliatoio e chi un nuovo nome scelto dalla società. Questa divisione, nata per ragioni politiche, ha influenzato la storia del mondo islamico per secoli e spiega in parte le differenze tra paesi come l'Arabia Saudita, a maggioranza sunnita, e l'Iran, a maggioranza sciita.
Ricorda
Ecco i punti chiave da fissare in mente sull'argomento studiato:
- L'Islam nasce nella penisola arabica nel VII secolo grazie alla predicazione di Maometto.
- L'Ègira del 622 d.C. segna l'inizio del calendario islamico.
- I cinque pilastri sono shahada, salat, zakat, sawm e hajj.
- Il libro sacro è il Corano, considerato parola di Allah rivelata al profeta.
- I califfi guidarono una rapida espansione fermata a Poitiers nel 732 d.C.
- La civiltà islamica diede grandi contributi a scienza, arte e lingua.
- Sunniti e sciiti si dividono per la questione della successione di Maometto.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: scrivi un breve testo di otto-dieci righe in cui immagini di essere un giovane mercante della Mecca nel 622 d.C. Racconta che cosa pensi della predicazione di Maometto, perché molti tuoi concittadini lo perseguitano e cosa decidi di fare quando senti la notizia della sua fuga verso Medina. Concludi spiegando, con parole tue, perché questa data è ancora oggi così importante per i musulmani di tutto il mondo.