Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 d.C., l'Europa occidentale si frammentò in tanti regni fondati dai popoli germanici, chiamati per questo regni romano-barbarici.
Nel corso del V secolo, vari popoli germanici, spinti dalle invasioni degli Unni e dalla ricerca di terre fertili, attraversarono i confini dell'Impero romano e si stabilirono nelle sue province occidentali. Dopo la deposizione dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo, ad opera del capo barbaro Odoacre, questi popoli fondarono nuovi regni sulle rovine dell'Impero. Si chiamano regni romano-barbarici perché nascono dall'incontro, talvolta conflittuale, tra la tradizione romana preesistente e le abitudini dei nuovi conquistatori germanici. In questi territori convivevano due popolazioni con leggi, lingue e religioni diverse, dando vita a una società complessa e in continua trasformazione. Comprendere questi regni significa capire come è iniziato il lungo passaggio dal mondo antico al Medioevo europeo.
I principali regni e i loro territori
Dopo il 476 d.C. l'Europa occidentale si presentava come un mosaico di regni governati da diverse popolazioni germaniche, ciascuna insediata in una regione specifica. I Visigoti si stabilirono nella penisola iberica e in parte della Gallia meridionale, fondando un regno con capitale prima a Tolosa e poi a Toledo. I Franchi, guidati dalla dinastia merovingia di Clodoveo, occuparono la Gallia, cioè l'attuale Francia, e si convertirono al cristianesimo cattolico già nel 496 d.C. circa. Gli Ostrogoti, sotto la guida di Teodorico, conquistarono l'Italia nel 493 d.C. e stabilirono la loro capitale a Ravenna, mantenendo molte istituzioni romane. I Vandali attraversarono addirittura il Mediterraneo e crearono un regno nell'Africa settentrionale, mentre Angli, Sassoni e Juti invasero la Britannia abbandonata dalle legioni romane. Questa varietà di insediamenti spiega perché ancora oggi l'Europa ha confini, lingue e culture così differenti tra loro.
La convivenza tra Romani e barbari
Nei regni romano-barbarici i conquistatori germanici erano una piccola minoranza rispetto alla popolazione romana, ma detenevano il potere politico e militare. Le due popolazioni vivevano fianco a fianco seguendo però leggi diverse: i Romani continuavano a usare il diritto romano scritto, mentre i Germani seguivano le proprie consuetudini orali basate sulla forza del clan familiare. Anche la religione spesso li divideva, perché molti popoli germanici erano cristiani ariani, considerati eretici dai Romani cattolici, e questo creava forti tensioni sociali. Sul piano economico l'agricoltura tornò a essere l'attività principale, le città si spopolarono e le grandi vie commerciali romane caddero in disuso. Un esempio chiaro di questa convivenza è il regno ostrogoto di Teodorico, dove il re cercò una collaborazione tra i due popoli mantenendo il senato romano e affidando gli incarichi amministrativi a intellettuali romani come Cassiodoro. Tuttavia, dopo la morte di Teodorico nel 526 d.C., questa fragile armonia si ruppe e l'Italia tornò a essere terreno di scontro tra i diversi popoli.
Ricorda
- I regni romano-barbarici nacquero dopo il 476 d.C. dall'incontro tra popoli germanici e tradizione romana.
- Ogni regno occupò un territorio diverso: Franchi in Gallia, Visigoti in Spagna, Ostrogoti in Italia, Vandali in Africa, Anglosassoni in Britannia.
- Romani e barbari convivevano con leggi, lingue e religioni differenti, creando società molto complesse.
Esercizio sul quaderno: disegna una semplice cartina dell'Europa occidentale del VI secolo e colora con tinte diverse i territori dei cinque principali regni romano-barbarici, scrivendo accanto a ciascuno il nome del popolo che lo abitava e quello della capitale, se la conosci.