L'apparato digerente è il sistema di organi che trasforma il cibo in sostanze utili al corpo, le assorbe e elimina ciò che resta. È un lungo tubo con organi annessi che lavorano insieme come una catena di montaggio chimica e meccanica.
Perché mangiamo: il senso della digestione
Il nostro corpo è una macchina vivente che ha bisogno continuamente di energia per muoversi, respirare, pensare e crescere, e questa energia la ricava dal cibo. Tuttavia, una mela o una fetta di pane non possono entrare nelle cellule così come sono: sono troppo grandi e complessi chimicamente per attraversare le pareti cellulari. Per questo motivo serve un sistema capace di smontare gli alimenti in mattoncini piccolissimi, chiamati nutrienti, che possano essere trasportati dal sangue. La digestione è proprio questa lunga operazione di smontaggio, che combina movimenti meccanici e reazioni chimiche. Pensa a quando mangi una pizza margherita: il pomodoro, la mozzarella e la farina vengono trasformati in zuccheri semplici, amminoacidi e grassi minuscoli. Allo stesso modo, un bicchiere di latte bevuto a colazione viene scomposto fino a fornire calcio e proteine alle ossa e ai muscoli durante la mattinata di scuola.
Gli organi del tubo digerente
L'apparato digerente è formato da un lungo canale che parte dalla bocca e termina nell'ano, attraversando il corpo per circa nove metri totali in un adulto. Lungo questo percorso il cibo incontra in ordine la bocca, la faringe, l'esofago, lo stomaco, l'intestino tenue e l'intestino crasso, ciascuno con un compito preciso. Al canale principale si collegano poi tre organi annessi fondamentali: le ghiandole salivari, il fegato e il pancreas, che producono succhi necessari alle trasformazioni chimiche. Tutti questi organi non lavorano isolati, ma sono coordinati come gli operai di una fabbrica, dove ogni reparto prepara il materiale per il successivo. Quando mangi un panino al prosciutto durante l'intervallo, ogni boccone compie un viaggio guidato attraverso queste stazioni. Lo stesso accade con la pasta al pomodoro del pranzo, che impiega molte ore prima di concludere tutto il suo percorso.
La bocca: dove inizia tutto
La digestione comincia in bocca, dove il cibo viene ridotto in pezzi piccoli grazie all'azione dei denti e mescolato con la saliva prodotta dalle ghiandole salivari. I denti incisivi tagliano, i canini lacerano e i molari triturano, mentre la lingua sposta il cibo e lo impasta formando il bolo, cioè una pallina morbida pronta per essere inghiottita. La saliva non serve solo a bagnare il cibo: contiene un enzima chiamato ptialina che inizia a spezzare gli amidi in zuccheri più semplici. Se mastichi a lungo un pezzo di pane senza companatico, dopo un po' senti un sapore leggermente dolce: è proprio la ptialina che sta trasformando l'amido in maltosio. Allo stesso modo, masticare bene un piatto di riso aiuta lo stomaco a digerirlo più facilmente, perché il lavoro chimico è già stato avviato.
Esofago e stomaco: discesa e mescolamento
Dopo la deglutizione il bolo passa nella faringe e poi nell'esofago, un tubo muscolare lungo circa venticinque centimetri che lo spinge verso lo stomaco grazie a movimenti ondulatori chiamati peristalsi. Questi movimenti sono così efficaci che potresti bere un bicchiere d'acqua anche a testa in giù, perché non è la gravità a guidare il cibo, ma la contrazione dei muscoli. Lo stomaco è una sacca elastica capace di contenere fino a un litro e mezzo di alimenti, dove il bolo si trasforma in chimo grazie ai succhi gastrici. Questi succhi contengono acido cloridrico, che uccide gran parte dei batteri ingeriti, e pepsina, che spezza le proteine in pezzi più piccoli. Per esempio, una bistecca mangiata a cena resta nello stomaco anche tre o quattro ore prima di essere completamente trasformata. Una mela, invece, povera di proteine, attraversa lo stomaco in molto meno tempo perché ha bisogno di un lavoro chimico più leggero.
L'intestino tenue: il vero laboratorio
Il chimo passa poi nell'intestino tenue, lungo circa sette metri e diviso in tre parti chiamate duodeno, digiuno e ileo, dove avviene la fase più importante della digestione e quasi tutto l'assorbimento. Nel duodeno arrivano la bile prodotta dal fegato, che frammenta i grassi in goccioline piccolissime, e il succo pancreatico, che contiene enzimi per scomporre proteine, zuccheri e lipidi. Una volta completata la digestione chimica, i nutrienti devono passare nel sangue: ciò avviene attraverso milioni di villi intestinali, piccole pieghe della parete che aumentano enormemente la superficie utile. Se srotolassimo questa superficie sarebbe grande quanto un campo da tennis, una struttura formidabile per non sprecare neppure una briciola di nutrimento. Quando bevi un succo d'arancia a colazione, le vitamine entrano nel sangue proprio attraverso questi villi. Lo stesso vale per le proteine di un uovo sodo: vengono scomposte e poi assorbite per costruire i tuoi muscoli e i tuoi capelli.
L'intestino crasso e gli scarti
Ciò che non viene assorbito passa nell'intestino crasso, lungo circa un metro e mezzo, dove si concentrano i residui non digeriti e si riassorbe gran parte dell'acqua presente. Qui vivono miliardi di batteri amici, chiamati nel loro insieme microbiota, che producono alcune vitamine utili come la vitamina K e la B12 e aiutano a completare la fermentazione delle fibre. I residui solidi formano le feci, che vengono accumulate nel retto e poi espulse attraverso l'ano al momento opportuno. Mangiare cibi ricchi di fibra, come una mela con la buccia o un piatto di verdure, aiuta l'intestino crasso a funzionare bene, perché le fibre trattengono acqua e rendono le feci più morbide. Al contrario, bere poca acqua durante una giornata afosa può rallentare il transito e causare stitichezza, perché l'intestino assorbe troppi liquidi dai residui.
Fegato e pancreas: gli aiutanti indispensabili
Dietro le quinte lavorano due organi annessi senza i quali la digestione non potrebbe completarsi: il fegato e il pancreas. Il fegato produce la bile, un liquido giallo-verdastro che viene depositato nella cistifellea e poi riversato nel duodeno per emulsionare i grassi, cioè separarli in goccioline minuscole su cui gli enzimi possono agire meglio. Il pancreas, invece, fabbrica il succo pancreatico, una miscela di enzimi attivi su tutti i tipi di nutrienti, ed è quindi un vero laboratorio chimico in miniatura. Quando mangi una porzione di patatine fritte, il fegato lavora molto perché deve gestire una grande quantità di grassi. Quando invece pranzi con un piatto di pasta integrale e legumi, il pancreas produce enzimi per scomporre sia gli amidi sia le proteine vegetali, in modo che il corpo possa usare entrambi.
Curiosità e abitudini sane
L'apparato digerente è un sistema delicato che funziona molto meglio se viene rispettato con buone abitudini quotidiane, e qui entra in gioco la nostra responsabilità personale. Masticare lentamente, ad esempio, riduce il lavoro dello stomaco e aiuta a sentirsi sazi prima, evitando di mangiare più del necessario. Anche bere acqua durante la giornata è importante, perché aiuta la formazione della saliva e dei succhi digestivi e mantiene morbido il contenuto intestinale. Mangiare in fretta davanti al televisore, invece, fa ingoiare aria e provoca gonfiore, come capita spesso dopo una corsa per arrivare a tavola. Allo stesso modo, saltare la colazione e poi divorare un panino enorme alla ricreazione mette sotto sforzo lo stomaco. Un curioso dettaglio: lo stomaco fa rumore non solo quando hai fame, ma anche durante la digestione, perché i muscoli continuano a contrarsi per mescolare il contenuto.
Ricorda
- L'apparato digerente trasforma il cibo in nutrienti, li assorbe nel sangue ed elimina gli scarti come feci.
- Il percorso del cibo è: bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso, ano.
- Le ghiandole salivari, il fegato e il pancreas sono organi annessi che producono saliva, bile e succo pancreatico.
- La digestione è sia meccanica (denti, peristalsi, mescolamento) sia chimica (enzimi e bile).
- L'assorbimento dei nutrienti avviene quasi tutto nell'intestino tenue grazie ai villi intestinali.
- L'intestino crasso riassorbe acqua, accoglie il microbiota e forma le feci.
Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: disegna lo schema dell'apparato digerente indicando con frecce numerate da 1 a 7 il percorso del cibo, poi a fianco scrivi per ogni organo una frase che spieghi che cosa succede al cibo in quel punto (azione meccanica, azione chimica o assorbimento). Infine, sotto al disegno, elenca i tre organi annessi e abbinali al succo che producono.