Le soluzioni

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 1ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Una soluzione è un miscuglio in cui una sostanza si scioglie in un'altra in modo uniforme, formando un'unica fase in cui i componenti non sono più distinguibili a occhio nudo.

Soluto, solvente e omogeneità

Quando mescoliamo due sostanze, possiamo ottenere due risultati molto diversi: se le sostanze restano visibilmente separate parliamo di miscuglio eterogeneo, mentre se si fondono in un insieme uniforme otteniamo una soluzione. In una soluzione distinguiamo sempre due ruoli: il soluto, cioè la sostanza presente in quantità minore che viene sciolta, e il solvente, cioè la sostanza presente in quantità maggiore che scioglie. Il solvente più diffuso in natura è l'acqua, tanto che viene chiamata solvente universale per la sua straordinaria capacità di sciogliere moltissime sostanze diverse. È importante capire che le soluzioni non riguardano solo i liquidi: esistono soluzioni gassose come l'aria che respiriamo, soluzioni solide come le leghe metalliche e soluzioni liquide come l'acqua del mare. Ciò che accomuna tutti questi casi è l'omogeneità, cioè il fatto che osservando una qualsiasi porzione della soluzione troveremo sempre la stessa composizione. Una caratteristica fondamentale è che il soluto, una volta sciolto, non si deposita sul fondo del recipiente e non si separa dal solvente, neppure dopo molto tempo.

Concentrazione e solubilità

Le soluzioni non sono tutte uguali: una stessa coppia di soluto e solvente può dare origine a soluzioni più o meno concentrate. La concentrazione indica quanto soluto è presente rispetto al solvente o alla soluzione totale, e per questo si dice che una soluzione non è un solo numero ma un insieme di possibili numeri. Quando il soluto è in quantità piccola rispetto al solvente parliamo di soluzione diluita, mentre quando è in quantità elevata parliamo di soluzione concentrata. Esiste però un limite massimo oltre il quale il solvente non riesce più a sciogliere altro soluto: questo limite si chiama solubilità e dipende dal tipo di sostanze coinvolte e dalla temperatura. Una soluzione che ha raggiunto questo limite si dice satura, e se aggiungiamo altro soluto questo si deposita sul fondo senza sciogliersi. Per esempio, se scaldiamo l'acqua riusciamo a sciogliere molto più zucchero rispetto a quando l'acqua è fredda, perché il calore aumenta la solubilità della maggior parte dei solidi. Possiamo poi accelerare lo scioglimento agendo su tre fattori principali, secondo questo ordine di azione:

  1. Aumentare la temperatura del solvente, perché le particelle si muovono più velocemente.
  2. Mescolare con un cucchiaio o agitare il recipiente, per favorire il contatto tra soluto e solvente.
  3. Ridurre le dimensioni del soluto, sbriciolandolo, così aumenta la superficie a contatto con il solvente.

Ricorda

Piccolo esercizio sul quaderno: prepara mentalmente un bicchiere d'acqua in cui sciogli un cucchiaino di sale. Scrivi quale sostanza è il soluto, quale è il solvente, e spiega con parole tue perché dopo aver mescolato non vedi più i granelli di sale.

Riferimento curricolare

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