Classificare i viventi significa ordinarli in gruppi sulla base di caratteristiche condivise, per studiarli meglio e capire i loro rapporti di parentela.
Sulla Terra esistono milioni di specie diverse, dai batteri invisibili alle balene azzurre, e gli scienziati hanno bisogno di un metodo ordinato per riconoscerle e studiarle. La classificazione è proprio lo strumento che permette di raggruppare gli organismi in base a somiglianze nella struttura del corpo, nel modo di nutrirsi e, oggi, anche nel patrimonio genetico. Il primo studioso a proporre un sistema moderno fu lo svedese Carlo Linneo, nel Settecento, e da allora le regole sono state perfezionate ma il principio è rimasto lo stesso. Capire la classificazione ci aiuta a orientarci nella straordinaria varietà della biodiversità che ci circonda ogni giorno.
I criteri e i livelli della classificazione
Per classificare un essere vivente gli scienziati osservano molte caratteristiche, come il tipo di cellule che lo compongono, il numero di cellule, il modo di procurarsi il cibo e la presenza o assenza di strutture come scheletro, foglie o radici. Sulla base di queste somiglianze, gli organismi vengono inseriti in scatole sempre più piccole e precise, che si chiamano categorie sistematiche. Le categorie principali, dalla più ampia alla più ristretta, sono: 1. regno, 2. phylum (o divisione per le piante), 3. classe, 4. ordine, 5. famiglia, 6. genere, 7. specie. La specie è il livello fondamentale: indica un gruppo di individui simili che, accoppiandosi, possono avere figli a loro volta fertili. Ogni specie riceve un nome scientifico formato da due parole latine, secondo la regola della nomenclatura binomia: la prima indica il genere e la seconda la specie, come in Felis silvestris, il gatto selvatico. Questo sistema è uguale in tutto il mondo, così uno scienziato italiano e uno giapponese sanno con certezza di parlare dello stesso organismo.
I cinque regni dei viventi
Gli organismi sono oggi suddivisi in cinque grandi regni, ciascuno con caratteristiche ben riconoscibili. Il regno delle monere comprende i batteri, organismi formati da una sola cellula molto semplice, senza nucleo, che vivono ovunque, persino nello yogurt. Il regno dei protisti raggruppa esseri unicellulari più complessi, dotati di nucleo, come le amebe e le alghe microscopiche degli stagni. Il regno dei funghi include muffe, lieviti e funghi con il cappello: non fanno fotosintesi e si nutrono assorbendo sostanze da materia organica in decomposizione. Il regno delle piante riunisce organismi pluricellulari verdi che producono il proprio cibo grazie alla fotosintesi clorofilliana, sfruttando la luce solare. Infine il regno degli animali comprende organismi pluricellulari che si nutrono di altri viventi, si muovono attivamente e percepiscono l'ambiente grazie a organi di senso, dalla minuscola pulce all'enorme elefante africano.
Ricorda
- La classificazione ordina i viventi in categorie gerarchiche, dal regno (la più ampia) alla specie (la più ristretta).
- Ogni specie ha un nome scientifico latino formato da due parole: genere e specie.
- I cinque regni sono monere, protisti, funghi, piante, animali, distinti per tipo di cellula, numero di cellule e modo di nutrirsi.
Piccolo esercizio sul quaderno: scegli tre esseri viventi che vedi nella tua giornata (per esempio in cucina, in giardino, in cortile) e per ciascuno scrivi a quale regno appartiene e una caratteristica che ti ha permesso di riconoscerlo.