La classificazione è il modo con cui gli scienziati mettono ordine nell'enorme varietà degli esseri viventi, raggruppandoli in base alle somiglianze. Conoscere questo sistema ci aiuta a capire chi è parente di chi nella grande famiglia della vita.
Perché classificare i viventi
Sulla Terra vivono milioni di specie diverse, dai batteri invisibili alle balene azzurre, e senza un sistema d'ordine sarebbe impossibile studiarle tutte. Pensa a una biblioteca con milioni di libri ammucchiati a caso: trovare un'informazione sarebbe disperante, mentre con gli scaffali ordinati per argomento la ricerca diventa rapida. Allo stesso modo, i biologi raggruppano gli organismi che condividono caratteristiche comuni, così possono confrontarli e capirne la storia evolutiva. Un esempio quotidiano è il supermercato, dove frutta, verdura e formaggi stanno in reparti separati per facilitare gli acquisti. Anche in cucina classifichiamo: le posate nel cassetto, le pentole nel pensile, le spezie sullo scaffale. La classificazione scientifica funziona con la stessa logica, ma usa criteri molto più rigorosi basati sull'osservazione e sull'analisi genetica.
I criteri della classificazione moderna
Gli scienziati non scelgono i gruppi a caso, ma seguono criteri precisi che riguardano la struttura del corpo, il modo di nutrirsi, la riproduzione e oggi anche il DNA. Due organismi che condividono molte caratteristiche profonde sono considerati parenti stretti, mentre quelli con poche somiglianze appartengono a gruppi lontani. Per esempio, il delfino e lo squalo si assomigliano per la forma idrodinamica, ma il delfino è un mammifero che respira aria, mentre lo squalo è un pesce con le branchie. Anche una farfalla e un pipistrello volano entrambi, ma uno è un insetto e l'altro un mammifero, perché le loro ali hanno origini completamente diverse. L'analisi del DNA ha rivoluzionato la classificazione, perché permette di leggere direttamente la parentela tra le specie scritta nei geni. Grazie a questa scoperta, alcuni gruppi sono stati riorganizzati, mostrando che certi animali apparentemente simili in realtà non sono affatto parenti.
Specie e nome scientifico
L'unità fondamentale della classificazione è la specie, cioè un insieme di organismi che possono accoppiarsi tra loro e generare figli a loro volta fertili. Il cavallo e l'asino, pur essendo simili, appartengono a specie diverse perché il loro figlio, il mulo, nasce sterile e non può riprodursi. Ogni specie riceve un nome scientifico in latino formato da due parole, secondo un sistema inventato nel Settecento dal naturalista svedese Carlo Linneo. La prima parola indica il genere e si scrive con la maiuscola, la seconda indica la specie e si scrive con la minuscola, e tutto va in corsivo: per esempio Homo sapiens è il nostro nome, mentre il lupo si chiama Canis lupus. Questo sistema funziona in tutto il mondo, così un biologo giapponese e uno brasiliano capiscono subito di quale animale o pianta si sta parlando. Senza il nome scientifico ci sarebbe confusione: la stessa pianta in Italia si chiama tarassaco, soffione o dente di leone, ma per la scienza è sempre e solo Taraxacum officinale.
Le grandi categorie: dai regni alla specie
La classificazione è organizzata come una scatola dentro un'altra scatola, con categorie sempre più ampie che contengono quelle più piccole, in un'organizzazione detta gerarchica. Partendo dal basso, l'unità più piccola è la specie, che si raggruppa nel genere, poi nella famiglia, nell'ordine, nella classe, nel phylum (o tipo) e infine nel regno. Per ricordare l'ordine puoi usare la frase iniziale di ogni livello: regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere, specie. Prendiamo il gatto domestico: la sua specie è catus, il genere è Felis, la famiglia è Felidi (con leoni e tigri), l'ordine è Carnivori, la classe è Mammiferi, il phylum è Cordati e il regno è Animali. Allo stesso modo l'ulivo appartiene alla specie europaea, al genere Olea, alla famiglia Oleacee, fino al regno delle Piante. Più si sale di livello, più gli organismi raggruppati hanno solo poche caratteristiche generali in comune, mentre nei livelli bassi le somiglianze sono molto dettagliate.
I cinque regni dei viventi
Fino a pochi decenni fa gli scienziati dividevano la vita in soli due grandi gruppi, animali e piante, ma oggi si riconoscono almeno cinque regni principali. Il regno delle Monere comprende i batteri, organismi minuscoli formati da una sola cellula priva di nucleo, presenti ovunque, persino nello yogurt e nel nostro intestino. Il regno dei Protisti raccoglie esseri unicellulari più complessi, come i paramèci che vivono nelle pozzanghere e le alghe microscopiche che colorano di verde l'acqua degli stagni. Il regno dei Funghi include i lieviti che fanno lievitare la pizza, le muffe del formaggio gorgonzola e i funghi del bosco come i porcini. Il regno delle Piante comprende tutti gli organismi che producono il proprio cibo grazie alla fotosintesi, dai muschi alle querce, dai gerani sul balcone ai pomodori dell'orto. Il regno degli Animali raggruppa esseri che si nutrono di altri organismi, dalla minuscola formica sul marciapiede all'elefante della savana africana.
Vertebrati e invertebrati
Il regno animale si divide in due grandi gruppi a seconda della presenza o meno di una colonna vertebrale all'interno del corpo. Gli invertebrati, che non possiedono uno scheletro interno con vertebre, costituiscono circa il novantacinque per cento di tutte le specie animali e includono insetti, ragni, lumache, polipi, vermi e meduse. Tra gli esempi quotidiani ci sono la zanzara che ronza d'estate, la lumaca che striscia dopo la pioggia e il granchio che cammina sulla spiaggia. I vertebrati, pur essendo molto meno numerosi, comprendono gli animali più grandi e familiari, suddivisi in cinque classi: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. Il pesce rosso nell'acquario è un vertebrato, così come la rana nello stagno, la lucertola sul muro, il passero sul balcone e il cane in casa. Ogni classe ha caratteristiche tipiche: i mammiferi allattano i piccoli, gli uccelli hanno le penne, i rettili hanno la pelle squamosa, gli anfibi vivono tra acqua e terra, i pesci respirano con le branchie.
Le grandi divisioni del regno vegetale
Anche le piante sono divise in gruppi seguendo la complessità della loro struttura e il modo in cui si riproducono. Le piante più semplici sono le briofite, come i muschi che ricoprono i tronchi umidi e le pietre dei boschi, prive di veri vasi conduttori per trasportare l'acqua. Salendo di complessità troviamo le pteridofite, come le felci che crescono nei sottoboschi e gli equiseti che spuntano nei terreni umidi, dotate di vasi ma che si riproducono ancora tramite spore. Le piante più evolute sono le spermatofite, cioè quelle che producono semi, e si dividono in gimnosperme e angiosperme. Le gimnosperme hanno semi nudi protetti da coni, come avviene nei pini delle Alpi e negli abeti degli alberi di Natale. Le angiosperme producono fiori e frutti che racchiudono i semi, come il melo del giardino, il girasole del campo, il grano del pane e la rosa del vaso.
Ricorda
- La classificazione mette ordine nella varietà dei viventi raggruppandoli per somiglianze.
- I criteri usati sono la struttura, la nutrizione, la riproduzione e il DNA.
- La specie è l'unità base e ogni essere vivente ha un nome scientifico in latino formato da genere e specie.
- Le categorie, dalla più ampia alla più piccola, sono: regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere, specie.
- I cinque regni sono Monere, Protisti, Funghi, Piante e Animali.
- Gli animali si dividono in vertebrati e invertebrati, le piante in briofite, pteridofite e spermatofite.
Piccolo esercizio di verifica: sul quaderno costruisci una tabella con tre colonne intitolate "Organismo", "Regno" e "Caratteristica principale". Inserisci almeno otto esempi di esseri viventi che incontri nella tua giornata (in casa, a scuola, per strada, in cucina) e completa le colonne. Poi scegli un animale vertebrato e scrivi sotto la tabella la sua classificazione completa dal regno alla specie, cercando se serve sul libro di testo.