Il regno animale

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 1ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Gli animali sono organismi viventi che mangiano, respirano, si muovono e si riproducono: scopriamo insieme come gli scienziati li classificano e quali caratteristiche li rendono così diversi e affascinanti.

Che cos'è il regno animale

Il regno animale comprende tutti gli esseri viventi pluricellulari che si nutrono di altri organismi, perché non sanno produrre da soli il proprio cibo come fanno invece le piante. Gli animali sono detti eterotrofi, una parola che deriva dal greco e significa proprio “che si nutre di altro”. Una caratteristica fondamentale è la capacità di muoversi attivamente, almeno in una fase della loro vita, per cercare cibo, riprodursi o sfuggire ai predatori. Le loro cellule non hanno la parete cellulare rigida tipica dei vegetali, e questo permette al corpo di essere flessibile e dinamico. Pensiamo a un gatto che balza sul divano: ogni suo movimento dipende da muscoli, ossa e nervi che lavorano insieme. Anche una spugna marina, che sembra immobile, in realtà filtra continuamente l'acqua per nutrirsi delle particelle che vi galleggiano.

Come si classificano gli animali

Gli scienziati hanno bisogno di mettere ordine tra il milione e mezzo di specie animali finora descritte, e per farlo usano la classificazione scientifica. Il sistema più importante divide gli animali in due grandi gruppi: i vertebrati, che hanno una colonna vertebrale interna, e gli invertebrati, che ne sono privi. All'interno di ciascun gruppo si distinguono ulteriori categorie chiamate classi, ordini, famiglie, generi e specie. Per esempio, il lupo appartiene alla classe dei mammiferi, all'ordine dei carnivori, alla famiglia dei canidi e alla specie Canis lupus. Anche la comune lumaca da giardino ha una sua classificazione precisa: è un invertebrato del gruppo dei molluschi, classe dei gasteropodi. Conoscere queste categorie ci aiuta a capire le relazioni di parentela tra specie diverse.

I vertebrati: animali con la colonna

I vertebrati sono animali dotati di uno scheletro interno e di una colonna vertebrale che protegge il midollo spinale. Si dividono in cinque classi principali: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. I pesci vivono in acqua, respirano con le branchie e hanno il corpo coperto di squame, come la trota dei nostri torrenti. Gli anfibi, come la rana verde dello stagno, hanno una vita doppia: da giovani vivono in acqua e respirano con le branchie, da adulti respirano con i polmoni e possono uscire sulla terraferma. I rettili, come la lucertola che vediamo sui muretti d'estate, hanno la pelle coperta di squame cornee e depongono uova con il guscio. Gli uccelli hanno il corpo coperto di piume, le ali e un becco senza denti; il passero che becca le briciole in cortile ne è un esempio quotidiano. I mammiferi, infine, allattano i piccoli con il latte prodotto dalle ghiandole mammarie: l'uomo, il cane e persino la balena ne fanno parte.

Gli invertebrati: la maggioranza nascosta

Gli invertebrati rappresentano oltre il 95% delle specie animali esistenti, anche se spesso passano inosservati perché piccoli o nascosti. In questo grande gruppo troviamo i poriferi, come le spugne, che hanno un corpo pieno di piccoli pori per filtrare l'acqua. Ci sono poi i celenterati, come la medusa o la simpatica anemone di mare, dotati di tentacoli urticanti per catturare le prede. I vermi si suddividono in piatti, cilindrici e anellidi: il lombrico che incontriamo dopo la pioggia appartiene proprio agli anellidi. I molluschi comprendono animali molto diversi tra loro come la cozza, il polpo e la chiocciola del giardino. Infine ci sono gli echinodermi, come la stella marina e il riccio di mare, riconoscibili per la simmetria a cinque raggi del loro corpo.

Gli artropodi: il gruppo più numeroso

Gli artropodi meritano un discorso a parte perché sono il gruppo animale più numeroso del pianeta, con oltre un milione di specie descritte. Sono invertebrati caratterizzati da un esoscheletro rigido fatto di chitina, che protegge il corpo come un'armatura, e da zampe articolate da cui prendono il nome. Si dividono in quattro grandi classi: insetti, aracnidi, crostacei e miriapodi. Gli insetti, come l'ape che impollina i fiori del balcone, hanno il corpo diviso in testa, torace e addome, sei zampe e quasi sempre due paia di ali. Gli aracnidi, come il ragno che tesse la tela in cantina, hanno otto zampe e il corpo diviso in due parti. I crostacei, come il granchio della scogliera o il gamberetto, vivono soprattutto in acqua e hanno spesso chele robuste. I miriapodi, come il millepiedi sotto i sassi, hanno il corpo formato da tantissimi anelli ciascuno con uno o due paia di zampe.

Come si nutrono gli animali

In base alla loro alimentazione, gli animali si distinguono in tre grandi categorie: erbivori, carnivori e onnivori. Gli erbivori si cibano esclusivamente di vegetali, e per digerire la cellulosa delle piante hanno spesso uno stomaco diviso in più parti, come accade nella mucca al pascolo. I carnivori si nutrono di carne, cioè di altri animali, e possiedono denti aguzzi, artigli o becchi adunchi per catturare e lacerare le prede; il falco pellegrino che piomba sulle prede dall'alto ne è un esempio impressionante. Gli onnivori, come il cinghiale del bosco o lo stesso essere umano, mangiano sia vegetali sia animali, e questa flessibilità li aiuta a sopravvivere in ambienti molto vari. Esistono anche casi particolari come i decompositori, ad esempio certi vermi e insetti che si nutrono di sostanza organica morta, riciclando i nutrienti del suolo. Capire chi mangia chi è fondamentale per ricostruire la catena alimentare di un ecosistema.

Come si riproducono gli animali

La riproduzione è la funzione che permette alle specie di continuare a esistere nel tempo, generando nuovi individui simili ai genitori. La maggior parte degli animali si riproduce in modo sessuato, con l'unione di una cellula maschile e di una femminile, ma esistono anche casi di riproduzione asessuata, come la gemmazione dell'idra d'acqua dolce. Gli animali ovipari depongono uova all'esterno del corpo della madre, e il piccolo si sviluppa lì dentro: pensiamo alla gallina che cova le sue uova nel pollaio. Gli animali vivipari, come la pecora, trattengono l'embrione nell'utero materno fino alla nascita, e il piccolo viene al mondo già formato. Esistono poi gli ovovivipari, come alcuni squali e la vipera, le cui uova si schiudono all'interno del corpo della madre poco prima della nascita. Molti animali si prendono cura della prole dopo la nascita, mentre altri la abbandonano subito al proprio destino.

Animali e ambiente: gli adattamenti

Ogni specie animale si è evoluta in modo da essere perfettamente adattata all'ambiente in cui vive, sviluppando caratteristiche particolari del corpo e del comportamento. L'orso bianco, ad esempio, ha una pelliccia folta e uno strato di grasso spesso che lo proteggono dal freddo polare, mentre il dromedario possiede gobbe ricche di grasso che gli permettono di affrontare lunghi periodi senza cibo nel deserto. Anche il colore del corpo è spesso un adattamento utile: il camaleonte cambia tonalità per mimetizzarsi tra le foglie, e la coccinella esibisce un rosso acceso per avvertire i predatori che è poco appetibile. Alcuni animali compiono lunghe migrazioni stagionali, come le rondini che ogni autunno volano in Africa per sfuggire al freddo. Altri vanno in letargo, come il ghiro che dorme per mesi rallentando il battito cardiaco. Studiare questi adattamenti ci aiuta a comprendere quanto la natura sia ingegnosa e ricca di soluzioni.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno costruisci una tabella a tre colonne intitolate “Animale”, “Gruppo di classificazione” e “Tipo di alimentazione”. Inserisci almeno sei animali che incontri nella vita di tutti i giorni (per esempio in casa, al parco, in TV) e completa le tre informazioni per ciascuno, motivando in una riga la tua scelta.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.scienze.cl3.biologia.06 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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