Statistica e dati: raccogliere, organizzare e leggere le informazioni

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 1ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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La statistica è la scienza che ci aiuta a raccogliere, ordinare e capire grandi quantità di informazioni, trasformando confusi elenchi di numeri in storie chiare e utili.

A cosa serve la statistica

Ogni giorno siamo immersi in una quantità enorme di dati: i voti dei compagni, i gol delle squadre, le temperature della settimana, il numero di passeggeri di un autobus. Da soli questi numeri ci dicono poco, ma se li raccogliamo e li ordiniamo in modo intelligente cominciano a parlare. La statistica nasce proprio per questo motivo: prende le informazioni sparse e le organizza in tabelle, grafici e indici sintetici che permettono di confrontare, decidere e prevedere. Pensa a quando il telegiornale annuncia il prezzo medio della benzina o la percentuale di italiani che fanno sport: dietro a quel numero c'è un lungo lavoro statistico. Anche a scuola, quando la professoressa calcola la media dei voti del quadrimestre, sta facendo statistica senza dirlo. Insomma, questa disciplina è uno strumento potente per leggere il mondo con occhi critici e consapevoli.

Popolazione, unità statistica e carattere

Prima di raccogliere dati dobbiamo decidere chi o cosa vogliamo studiare: l'insieme degli elementi osservati si chiama popolazione statistica. Ogni singolo elemento della popolazione prende il nome di unità statistica, mentre la caratteristica che andiamo a misurare si chiama carattere. Per esempio, se vogliamo studiare l'altezza degli alunni della classe 1ª B, la popolazione è formata da tutti gli alunni, ogni alunno è un'unità statistica e l'altezza è il carattere osservato. In un'altra indagine potremmo invece esaminare le automobili che passano davanti alla scuola in un'ora: ogni automobile sarà un'unità statistica e il colore potrà essere il carattere. I caratteri si dividono in qualitativi, quando si esprimono a parole come il colore degli occhi o lo sport preferito, e quantitativi, quando si esprimono con numeri come l'età o il peso. Distinguere bene questi elementi fin dall'inizio rende ordinato tutto il lavoro successivo.

Raccogliere i dati con un'indagine

Una volta scelto il carattere, dobbiamo organizzare la raccolta dei dati con un metodo preciso, perché informazioni raccolte male portano sempre a conclusioni sbagliate. Il modo più diretto è preparare un questionario con domande chiare e non ambigue, oppure osservare direttamente il fenomeno e segnare ciò che accade su un foglio di rilevazione. Immagina di voler scoprire qual è la merenda preferita dei tuoi compagni: puoi proporre quattro opzioni precise e chiedere a ciascuno di scegliere quella che mangia più spesso. Un altro esempio è il conteggio dei mezzi di trasporto usati per venire a scuola: ti basta una tabella con le voci a piedi, bici, autobus, auto e una crocetta accanto a ogni risposta. È importante che le risposte possibili siano tutte previste e che ogni unità statistica venga contata una sola volta, altrimenti i risultati saranno falsati. Solo con una rilevazione ordinata possiamo passare con tranquillità alla fase successiva.

Frequenza assoluta, relativa e percentuale

Dopo la raccolta otteniamo una lunga lista che va riassunta contando quante volte compare ciascuna risposta: questo numero si chiama frequenza assoluta. Se in una classe di 20 alunni 8 preferiscono la pizza, 6 il panino, 4 la focaccia e 2 la piadina, abbiamo già le quattro frequenze assolute del nostro studio. Per confrontare gruppi di dimensioni diverse usiamo però la frequenza relativa, che si calcola dividendo la frequenza assoluta per il totale delle osservazioni: nel caso della pizza otteniamo 8/20 = 0,4. Moltiplicando la frequenza relativa per 100 troviamo la frequenza percentuale: 0,4 × 100 = 40%, cioè il 40% della classe preferisce la pizza. La somma di tutte le frequenze relative di un'indagine deve sempre dare 1, e quella delle percentuali deve dare 100. Questi indici ci permettono di paragonare i risultati di due classi diverse anche se hanno un numero differente di alunni.

Le tabelle di frequenza

Per organizzare in modo chiaro tutti questi numeri si costruisce una tabella di frequenza, formata da almeno due colonne: nella prima si scrivono le modalità del carattere, nella seconda le frequenze assolute corrispondenti. Spesso si aggiunge una terza e una quarta colonna per la frequenza relativa e quella percentuale, in modo da avere subito sotto gli occhi tutte le informazioni utili. Ad esempio, per uno studio sul mese di nascita degli alunni avremo dodici righe, una per ogni mese, con accanto il numero di compagni nati in quel periodo. Un altro caso pratico è la tabella dei punteggi ottenuti in una verifica di matematica, con i voti da 4 a 10 nella prima colonna e il numero di alunni che li hanno presi nella seconda. È fondamentale ricordare di scrivere sempre il titolo della tabella e l'intestazione di ogni colonna, così chiunque la legga capisce di cosa si tratta. Una tabella ben fatta è già metà del lavoro statistico.

Rappresentare i dati con i grafici

I numeri di una tabella diventano ancora più parlanti se vengono trasformati in un grafico, perché l'occhio coglie subito le differenze e le proporzioni. L'ideogramma usa piccoli disegni ripetuti, dove ogni figura rappresenta una certa quantità: ad esempio un omino per ogni cinque alunni che praticano calcio. L'istogramma è composto da barre rettangolari alte quanto la frequenza, perfetto per confrontare i voti di una classe o le temperature di una settimana. Il diagramma cartesiano, fatto di punti uniti da segmenti, è utilissimo per mostrare come una grandezza cambia nel tempo, per esempio l'altezza di una piantina misurata ogni domenica. L'areogramma, di solito a forma di torta, mostra come il totale si suddivide in parti: ogni fetta corrisponde a una percentuale e l'intero cerchio rappresenta il 100%. Scegliere il grafico giusto dipende dal tipo di dato e da ciò che vogliamo mettere in evidenza.

Moda, media e mediana

Per riassumere in un solo numero un intero gruppo di dati usiamo gli indici di posizione, e il più immediato è la moda, cioè il dato che si presenta con la frequenza più alta. Se in una pizzeria i clienti ordinano per lo più la margherita, allora la margherita è la moda delle ordinazioni di quella serata. La media aritmetica si ottiene invece sommando tutti i valori e dividendo il risultato per il loro numero: con i voti 6, 7, 8, 7, 7 abbiamo (6+7+8+7+7):5 = 7, quindi la media è 7. La mediana è il valore che si trova in posizione centrale quando i dati sono ordinati dal più piccolo al più grande, e divide la serie esattamente a metà: nei valori 3, 5, 7, 8, 10 la mediana è 7. Quando i dati sono in numero pari, la mediana si calcola come media dei due valori centrali, mentre la moda e la media restano definite come prima. Questi tre indici si completano a vicenda: insieme raccontano molto bene il comportamento dei dati raccolti.

Leggere un grafico con spirito critico

Saper costruire un grafico è importante, ma altrettanto fondamentale è saperlo leggere senza farsi ingannare. Quando guardi un istogramma controlla sempre la scala dell'asse verticale: una scala che non parte da zero può far sembrare enormi differenze in realtà minime, ed è un trucco molto usato nelle pubblicità. Verifica poi la fonte dei dati e l'anno a cui si riferiscono, perché informazioni vecchie possono dare un'immagine sbagliata della realtà attuale. Un esempio quotidiano è il grafico delle vendite di un prodotto: se l'asse parte da 95 invece che da 0, un aumento da 96 a 100 sembrerà enorme pur essendo solo del 4%. Un altro caso è l'areogramma in cui le fette sono colorate in modo confuso o mancano le percentuali: senza i numeri precisi è facile sbagliare l'interpretazione. Lo spirito critico è la migliore difesa contro l'uso scorretto dei dati.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: sul quaderno prepara una mini-indagine sui 10 libri (o film) preferiti dei tuoi familiari, scegliendo un carattere qualitativo (per esempio il genere: avventura, giallo, fantasy, comico). Costruisci la tabella di frequenza con assoluta, relativa e percentuale, poi disegna un istogramma e individua la moda. Infine scrivi due righe per spiegare cosa hai scoperto.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.matematica.cl3.dati-e-previsioni.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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