Introduzione
Nel periodo, le proposizioni si organizzano in una gerarchia precisa: alcune reggono il discorso, altre dipendono e lo arricchiscono.
Quando uniamo più frasi semplici otteniamo un periodo, cioè un insieme di proposizioni collegate fra loro. Ogni proposizione contiene un proprio verbo, ma non tutte hanno lo stesso peso all'interno del discorso. Alcune stanno in piedi da sole e reggono il significato complessivo, mentre altre si appoggiano a queste per aggiungere informazioni, motivazioni o circostanze. Imparare a riconoscere questi ruoli ti permette di leggere con maggiore consapevolezza e di costruire testi più ordinati e ricchi. In questa lezione vedremo come distinguere la proposizione principale dalle subordinate e come queste ultime dipendano sintatticamente dalla reggente.
La proposizione principale
La proposizione principale è quella che ha senso compiuto autonomo e non dipende da nessun'altra all'interno del periodo. Per individuarla puoi provare a isolarla mentalmente: se, una volta tolta dal contesto, continua a comunicare un'informazione completa, allora è davvero principale. Solitamente contiene il verbo di modo finito che regge l'intero ragionamento e spesso si trova all'inizio del periodo, anche se non è una regola assoluta. La principale può essere enunciativa, interrogativa, esclamativa o volitiva, a seconda dell'intenzione comunicativa di chi parla. Quando in un periodo compaiono due proposizioni principali collegate da una congiunzione coordinante come "e", "ma", "oppure", parliamo di coordinate alla principale. Ricorda che senza una principale il periodo non può esistere: è la radice da cui si sviluppano tutti gli altri rami sintattici.
Le proposizioni subordinate
Le proposizioni subordinate, dette anche dipendenti, non hanno autonomia e si appoggiano sempre a un'altra proposizione, che chiamiamo reggente. La reggente può essere la principale oppure un'altra subordinata di grado superiore, formando così una catena di dipendenze a più livelli. Per riconoscere una subordinata osserva il suo collegamento: spesso è introdotta da una congiunzione subordinante (perché, sebbene, quando, se), da un pronome relativo o da un verbo di modo indefinito come infinito, participio e gerundio. Considera questo esempio: "Marta è rimasta a casa perché aveva la febbre"; qui "Marta è rimasta a casa" è la principale, mentre "perché aveva la febbre" è una subordinata causale di primo grado. Le subordinate si classificano per grado, in base alla distanza dalla principale, e per tipo, in base alla funzione logica che svolgono (causali, temporali, finali, relative, oggettive e molte altre). Possono inoltre essere esplicite, quando hanno il verbo di modo finito, o implicite, quando presentano un modo indefinito.
Ricorda
- Il periodo è formato da una proposizione principale, indispensabile e autonoma, e da eventuali subordinate che dipendono da una reggente.
- Le subordinate si riconoscono dai connettivi (congiunzioni, pronomi relativi) o dai modi indefiniti del verbo e si distinguono per grado e tipo.
- Esercizio sul quaderno: scrivi questo periodo e indica con P la principale e con S la subordinata: "Quando suona la campanella, gli alunni escono in cortile". Poi prova ad ampliarlo aggiungendo una seconda subordinata e classifica anche quella.