La letteratura dell'Ottocento
L'Ottocento è il secolo in cui la letteratura italiana ed europea cambia volto: nascono il Romanticismo, il Realismo, il Verismo e il Decadentismo, movimenti che riflettono le grandi trasformazioni storiche, sociali e culturali dell'epoca.
Il XIX secolo è attraversato da rivoluzioni politiche, dall'industrializzazione e dalla nascita degli Stati nazionali, fenomeni che influenzano profondamente gli scrittori. La letteratura abbandona le rigide regole del Neoclassicismo per esplorare i sentimenti, la storia, la natura e i problemi sociali. In Italia, l'Ottocento coincide con il Risorgimento, il periodo che porta all'unità nazionale nel 1861. Gli autori si sentono spesso coinvolti nelle vicende politiche e usano la penna come strumento civile, capace di formare le coscienze. Per questo motivo studiare la letteratura ottocentesca significa anche comprendere l'identità culturale italiana moderna.
Romanticismo e Manzoni
Il Romanticismo nasce in Germania e Inghilterra a fine Settecento e arriva in Italia intorno al 1816, con la celebre polemica sulla rivista "Il Conciliatore". I romantici rifiutano la fredda razionalità illuministica e mettono al centro il sentimento, l'immaginazione, la passione individuale e l'amore per la patria. Amano la storia medievale, le leggende popolari, i paesaggi notturni e i protagonisti tormentati, capaci di lottare contro un destino avverso. In Italia il movimento assume un carattere meno cupo e più impegnato civilmente, perché si lega alla lotta per l'indipendenza dall'Austria. Il maggiore esponente è Alessandro Manzoni, autore de "I promessi sposi", primo grande romanzo storico italiano, pubblicato in versione definitiva nel 1840. Accanto a lui troviamo Giacomo Leopardi, che nei "Canti" esprime un pessimismo profondo sulla condizione umana, e Ugo Foscolo, ponte tra Neoclassicismo e Romanticismo con i "Sepolcri".
Verismo e secondo Ottocento
Nella seconda metà del secolo, dopo l'Unità d'Italia, gli scrittori si accorgono che il Paese reale è molto diverso da quello sognato dai patrioti: contadini poverissimi, emigrazione, questione meridionale. Nasce così il Verismo, versione italiana del Realismo francese, che vuole rappresentare la realtà con oggettività scientifica, come se l'autore non esistesse. Il narratore verista racconta dal di dentro l'ambiente descritto, usando il linguaggio e il punto di vista dei personaggi popolari, senza giudicarli. Il maggior rappresentante è Giovanni Verga, siciliano, autore di novelle come "Rosso Malpelo" e del romanzo "I Malavoglia" (1881), storia di una famiglia di pescatori travolta dalla sfortuna. Verga elabora la tecnica dell'impersonalità e il pessimismo dei "vinti", coloro che vengono schiacciati nella lotta per il progresso. Alla fine del secolo si afferma il Decadentismo, con Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio, che apriranno la strada al Novecento.
Ricorda
- L'Ottocento italiano si divide in due grandi stagioni: la prima metà domina il Romanticismo, legato al Risorgimento, con Manzoni, Leopardi e Foscolo; la seconda metà vede il Verismo di Verga e l'inizio del Decadentismo.
- Il Romanticismo esalta sentimento, storia e patria; il Verismo cerca l'oggettività e descrive le classi umili con linguaggio realistico, attraverso la tecnica dell'impersonalità.
- Piccolo esercizio sul quaderno: disegna una linea del tempo dal 1800 al 1900 e colloca al posto giusto questi cinque elementi: Romanticismo, "I promessi sposi" (1840), Unità d'Italia (1861), Verismo, "I Malavoglia" (1881). Accanto a ciascuna voce scrivi una frase che ne spieghi l'importanza.