La letteratura dell'Ottocento

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 3ªitaliano

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

Un secolo che cambia il modo di raccontare

L'Ottocento è il secolo in cui la letteratura italiana diventa lo specchio di una nazione che nasce, sogna e si interroga sul proprio futuro.

Immagina di vivere in un'epoca in cui un libro può accendere una rivoluzione, in cui una poesia viene imparata a memoria nelle piazze e in cui un romanzo storico riesce a far piangere intere famiglie riunite davanti al caminetto. Questo è l'Ottocento, un secolo lungo e tumultuoso, scosso da guerre, rivoluzioni industriali e ideali patriottici. La letteratura non resta chiusa nelle biblioteche degli aristocratici, ma scende nelle strade, parla ai borghesi, ai contadini, ai giovani studenti. Gli scrittori diventano figure pubbliche, talvolta esuli, talvolta combattenti, sempre testimoni del loro tempo. Capire questa stagione significa comprendere come la nostra lingua, la nostra identità nazionale e perfino il nostro modo di sentire le emozioni si siano formati attraverso le pagine di pochi grandi autori.

Il Romanticismo: la stagione del cuore e della patria

Il Romanticismo è il movimento culturale che apre l'Ottocento e che rivoluziona profondamente il modo di concepire l'arte e la letteratura. Nato in Germania e in Inghilterra alla fine del Settecento, arriva in Italia intorno al 1816 con la celebre polemica tra classicisti e romantici sulle pagine della rivista milanese «Biblioteca italiana». I romantici italiani propongono una letteratura che esprima i sentimenti veri, l'amore per la patria e l'attenzione per il popolo, rifiutando le rigide regole della tradizione classica. Al posto della ragione fredda mettono al centro l'immaginazione, il sogno, la passione e il senso del mistero. Amano i paesaggi notturni, i castelli medievali, le leggende popolari e le storie di amori contrastati. In Italia il Romanticismo si lega strettamente al Risorgimento, perché molti scrittori vedono nella letteratura uno strumento per risvegliare la coscienza nazionale.

Un primo esempio concreto lo troviamo nelle canzoni patriottiche cantate durante i moti del 1848: versi semplici, ritmati, capaci di emozionare folle intere. Un secondo esempio è il diffondersi dei romanzi storici ambientati nel Medioevo, che permettevano agli autori di parlare del presente fingendo di raccontare il passato, aggirando così la censura austriaca.

Ugo Foscolo: il poeta esule fra neoclassico e romantico

Ugo Foscolo, nato a Zante nel 1778 e morto a Londra nel 1827, rappresenta perfettamente il passaggio tra Neoclassicismo e Romanticismo. La sua vita è un romanzo: soldato napoleonico, professore universitario, infine esule volontario in Inghilterra per non giurare fedeltà agli austriaci. Nelle sue opere convivono l'amore per la bellezza classica greca e la tempesta dei sentimenti romantici, in un equilibrio sempre fragile e affascinante. Il suo romanzo epistolare «Le ultime lettere di Jacopo Ortis» racconta la passione disperata di un giovane patriota che si toglie la vita per amore e per delusione politica. Nel poema «Dei Sepolcri», scritto nel 1807, Foscolo riflette sul valore delle tombe come legame fra i vivi e i morti, fra il presente e la memoria delle grandi imprese del passato. Anche i suoi sonetti, come «A Zacinto» e «Alla sera», fondono il rimpianto per la terra natale con la meditazione sulla morte e sul tempo che fugge.

Un primo esempio quotidiano: quando in una manifestazione sportiva si suona un inno e tutti si commuovono pensando alla propria terra, stiamo vivendo un sentimento foscoliano. Un secondo esempio: quando visitiamo un cimitero monumentale, come quello di Staglieno a Genova, e leggiamo epitaffi che raccontano vite intere, sperimentiamo quel culto della memoria che Foscolo aveva celebrato.

Giacomo Leopardi: la voce profonda del pessimismo

Giacomo Leopardi, nato a Recanati nel 1798 in una famiglia nobile ma severa, è considerato il più grande poeta italiano dell'Ottocento. Cresciuto fra gli scaffali della ricchissima biblioteca paterna, dove studiò così intensamente da rovinarsi la salute, sviluppò una visione del mondo dolorosa e profonda, che chiamiamo pessimismo. Inizialmente pensava che solo i moderni fossero infelici, poi capì che l'infelicità appartiene a ogni essere umano e infine concluse che è la natura stessa a essere matrigna verso tutte le sue creature. Nei suoi «Canti», raccolta poetica fra le più belle della letteratura mondiale, troviamo testi celebri come «L'infinito», «A Silvia», «Il sabato del villaggio» e «La quiete dopo la tempesta». Nelle «Operette morali», invece, Leopardi affronta i grandi temi filosofici attraverso dialoghi brevi, ironici e malinconici, dove parlano personaggi mitologici, animali e perfino oggetti.

Un primo esempio concreto lo troviamo in «A Silvia»: la giovane che muore prima di realizzare i suoi sogni assomiglia a tante storie di adolescenti spezzate troppo presto, che ancora oggi ci commuovono. Un secondo esempio è «Il sabato del villaggio»: il sabato pomeriggio, quando aspettiamo la festa con più gioia della festa stessa, viviamo esattamente quel sentimento che Leopardi aveva descritto duecento anni fa.

Alessandro Manzoni: il romanzo che fonda la lingua italiana

Alessandro Manzoni, nato a Milano nel 1785 e morto nel 1873, è l'autore del romanzo più importante della letteratura italiana: «I promessi sposi». Dopo una giovinezza segnata dalla conversione religiosa, decise di dedicarsi a un'opera che parlasse a tutti gli italiani, scegliendo come protagonisti due umili popolani, Renzo e Lucia, e ambientando la vicenda nella Lombardia del Seicento. Manzoni lavorò al romanzo per oltre vent'anni, riscrivendolo più volte e operando una vera rivoluzione linguistica: per la versione definitiva del 1840 si trasferì idealmente a Firenze, scegliendo il toscano vivo e parlato come modello di italiano per tutta la penisola. Nel romanzo si intrecciano temi profondi come la giustizia, la fede, la Provvidenza, il rapporto fra umili e potenti, l'epidemia di peste e la denuncia delle ingiustizie sociali. Manzoni scrisse anche tragedie storiche come «Adelchi» e «Il conte di Carmagnola» e l'ode «Il cinque maggio», dedicata alla morte di Napoleone.

Un primo esempio concreto: quando oggi diciamo «questo matrimonio non s'ha da fare» citiamo, magari senza saperlo, le parole dei bravi a don Abbondio, segno di quanto Manzoni sia entrato nel parlato comune. Un secondo esempio: la figura dell'Innominato che si converte ricorda le storie contemporanee di persone che, dopo una vita sbagliata, scelgono di cambiare radicalmente strada.

Il Verismo: la letteratura guarda il vero

Nella seconda metà dell'Ottocento, dopo l'Unità d'Italia, gli scrittori si accorgono che la nuova nazione ha enormi problemi sociali, soprattutto nel Sud e nelle campagne. Nasce così il Verismo, una corrente letteraria che si propone di rappresentare la realtà con la massima oggettività, senza abbellimenti né sentimentalismi. Il modello viene dal Naturalismo francese di Émile Zola, ma in Italia assume caratteri originali, concentrandosi sulle classi più umili: pescatori, contadini, minatori, donne sfruttate. Lo scrittore deve, secondo i veristi, «eclissarsi» dietro la sua opera, come una telecamera che riprende senza commentare, lasciando che siano i fatti a parlare. Il principale esponente è il siciliano Giovanni Verga, autore di «I Malavoglia», «Mastro-don Gesualdo» e delle celebri novelle come «Rosso Malpelo» e «La lupa». Accanto a lui ricordiamo Luigi Capuana, teorico del movimento, e Federico De Roberto, autore del grande romanzo «I Viceré». La parola chiave del Verismo è la rappresentazione del vero senza filtri letterari.

Un primo esempio concreto è la storia di Rosso Malpelo, ragazzino sfruttato nella cava di rena rossa: la sua vicenda assomiglia tristemente a quella di tanti minori costretti ancora oggi a lavorare in condizioni disumane. Un secondo esempio: i Malavoglia che perdono la barca «Provvidenza» e con essa la dignità ricordano le famiglie moderne travolte da crisi economiche improvvise, costrette a vendere casa o attività.

Carducci, Pascoli e la fine del secolo

Negli ultimi decenni dell'Ottocento la letteratura italiana si arricchisce di voci nuove che preparano il Novecento. Giosuè Carducci, primo italiano a ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1906, recupera la metrica classica greca e latina nelle «Odi barbare» e canta la storia patria con tono solenne e civile. Le sue poesie, come «Pianto antico» dedicata al figlioletto morto, mostrano però anche una vena intima e dolorosa, capace di toccare il cuore di ogni lettore. Giovanni Pascoli, suo allievo, propone invece una poesia tutta nuova fondata sul cosiddetto fanciullino: dentro ogni adulto vive un bambino che sa stupirsi delle piccole cose, ascoltare la voce degli uccelli, vedere il mistero nei gesti più semplici. Nelle raccolte «Myricae» e «Canti di Castelvecchio», Pascoli usa un linguaggio nuovo, fatto di onomatopee, suoni della natura e simboli misteriosi, aprendo la strada alla poesia del Novecento.

Un primo esempio concreto è la celebre poesia «Il lampo» di Pascoli, dove un istante luminoso nella notte tempestosa diventa simbolo del nostro modo di vedere la vita: brevi momenti di chiarezza in mezzo al buio. Un secondo esempio: quando un nonno scrive una poesia per un nipotino scomparso, sta facendo, senza saperlo, qualcosa di simile a ciò che fece Carducci con «Pianto antico».

Generi, lingua e pubblico nell'Ottocento

Nell'Ottocento la letteratura italiana sperimenta nuovi generi e raggiunge un pubblico mai così vasto. Il romanzo, prima considerato un genere minore, diventa centrale: romanzo storico, romanzo sociale, romanzo psicologico, romanzo d'appendice pubblicato a puntate sui giornali. La poesia continua a essere amatissima, ma cambia volto: dalle forme classiche di Foscolo si passa alla musicalità nuova di Pascoli, attraversando la perfezione dei canti leopardiani. Anche il teatro vive una stagione importante, con le tragedie manzoniane e i drammi storici di Silvio Pellico, autore del celebre memoriale «Le mie prigioni». Un altro fenomeno importante è la diffusione della scolarizzazione dopo l'Unità, grazie alla legge Coppino del 1877 che rese obbligatori i primi due anni di scuola elementare. Per la prima volta milioni di italiani imparano a leggere, e nascono libri pensati appositamente per ragazzi, come «Cuore» di Edmondo De Amicis e «Le avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi, due capolavori che ancora oggi continuano a essere letti e amati.

Un primo esempio concreto: le puntate dei romanzi d'appendice sui quotidiani ottocenteschi funzionavano come le nostre serie televisive, con colpi di scena che facevano aspettare con ansia il numero successivo. Un secondo esempio: i diari scolastici come quello di Enrico in «Cuore» ricordano i racconti che ancora oggi i ragazzi scrivono sui social per condividere la loro vita di classe.

Ricorda

Ecco i punti chiave da fissare bene nella memoria prima di affrontare ogni verifica o interrogazione su questo argomento. Il Romanticismo è il movimento che apre l'Ottocento e che esalta sentimenti, patria, popolo e immaginazione. Ugo Foscolo è il poeta dell'esilio e delle tombe, in bilico fra Neoclassicismo e Romanticismo. Giacomo Leopardi è il poeta del pessimismo cosmico, autore dei «Canti» e delle «Operette morali». Alessandro Manzoni è l'autore de «I promessi sposi» e il rifondatore della lingua italiana sul modello del toscano vivo. Il Verismo, con Giovanni Verga, rappresenta oggettivamente la realtà delle classi umili dopo l'Unità d'Italia. Carducci e Pascoli chiudono il secolo aprendo strade nuove fra classicismo civile e poesia simbolica del fanciullino.

Ora prova tu: prendi il quaderno e costruisci una piccola linea del tempo dal 1800 al 1900. Colloca al posto giusto questi sei autori (Foscolo, Leopardi, Manzoni, Verga, Carducci, Pascoli) indicando per ciascuno il movimento di appartenenza e un'opera fondamentale. Aggiungi infine due eventi storici importanti che secondo te hanno influenzato profondamente la letteratura di questo secolo, spiegando in tre righe il motivo della tua scelta.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.italiano.cl3.lettura.08 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis