Il testo argomentativo serve a sostenere un'idea e a convincere chi legge usando ragionamenti, prove ed esempi. Si regge su tre pilastri: tesi, argomenti e conclusione.
A cosa serve davvero argomentare
Ogni giorno, anche senza accorgertene, costruisci ragionamenti per convincere qualcuno: chiedi al genitore di uscire più tardi, proponi al gruppo di amici di vedere un film, difendi una tua scelta davanti al professore. In tutti questi casi non basta dire cosa vuoi: devi spiegare perché, portando motivi credibili e ben collegati. Il testo argomentativo nasce proprio da questa esigenza umana di persuadere in modo ordinato e ragionato. A differenza del testo narrativo, che racconta fatti, o del descrittivo, che dipinge immagini, il testo argomentativo lavora sulle idee e cerca di farle accettare al destinatario. Pensa al discorso di un avvocato in tribunale: non racconta una storia per intrattenere, ma costruisce un ragionamento per dimostrare l'innocenza del suo cliente. Allo stesso modo, un editoriale di giornale che difende l'importanza della lettura non ti racconta semplicemente un libro, ma ti spiega con argomenti precisi perché dovresti leggere di più.
La struttura: tesi, argomenti, conclusione
Un testo argomentativo ben costruito ha tre parti chiare che si susseguono come gli ingranaggi di un meccanismo. La prima è la tesi, cioè l'idea principale che vuoi sostenere: deve essere espressa in una frase netta, senza ambiguità, di solito all'inizio del testo. Subito dopo vengono gli argomenti, ovvero le ragioni che giustificano la tesi: possono essere fatti, dati, esempi, citazioni, esperienze personali o ragionamenti logici. Infine c'è la conclusione, che riprende la tesi rinforzandola alla luce di quanto detto e lascia al lettore un'impressione duratura. Immagina di voler convincere la classe a scegliere come meta della gita la città di Verona: la tesi è "Verona è la scelta migliore", gli argomenti possono essere la ricchezza storica, i costi contenuti e la vicinanza, la conclusione ribadisce che questi vantaggi rendono Verona insuperabile. Un secondo esempio quotidiano: se sostieni che bisognerebbe dormire almeno otto ore per notte, la tesi è chiara, gli argomenti possono riguardare il rendimento scolastico, l'umore e la salute, e la conclusione richiama tutti questi vantaggi insieme.
L'antitesi e la confutazione
Un buon argomentatore non finge che esistano solo le proprie ragioni: conosce anche le obiezioni e le affronta apertamente. L'antitesi è la posizione contraria alla tua, quella che potrebbe sostenere chi la pensa diversamente, mentre la confutazione è il momento in cui spieghi perché quell'obiezione non regge. Inserire antitesi e confutazione rende il tuo testo molto più solido, perché dimostra che hai riflettuto su tutti i lati della questione. Per esempio, se sostieni che lo smartphone in classe andrebbe vietato durante le lezioni, qualcuno potrebbe ribattere che serve per cercare informazioni utili: tu puoi confutare ricordando che le scuole hanno tablet e computer dedicati, più sicuri e controllati. Un altro caso: se sostieni che leggere romanzi sviluppa l'immaginazione, l'antitesi potrebbe essere che anche i film fanno lo stesso; puoi confutare osservando che la lettura costringe la mente a costruire da sola le immagini, mentre il film le offre già pronte. Riconoscere l'antitesi non ti indebolisce, anzi: ti rende credibile agli occhi del lettore.
I tipi di argomenti che puoi usare
Non tutti gli argomenti hanno la stessa forza, e una scheda di testo argomentativo efficace ne mescola di tipi diversi per convincere lettori con sensibilità diverse. Gli argomenti di autorità si appoggiano al parere di esperti o di persone riconosciute, come quando citi uno scienziato per parlare di clima o un medico per parlare di alimentazione. Gli argomenti basati su dati e statistiche mostrano numeri concreti, come la percentuale di ragazzi che pratica sport o le ore medie passate davanti agli schermi. Ci sono poi gli argomenti di esempio, in cui racconti un caso reale che illustra la tua tesi, e gli argomenti logici, che procedono per ragionamento causa-effetto. Infine, gli argomenti emotivi cercano di toccare i sentimenti del lettore, ma vanno usati con misura, perché da soli non bastano a sostenere una tesi seria. Per esempio, per difendere l'importanza di fare colazione puoi citare un nutrizionista (autorità), riportare uno studio sul rendimento mattutino degli alunni (dati), raccontare di un compagno che svenne perché era a digiuno (esempio) e mostrare che senza energia il cervello fatica (logica).
I connettivi: le parole che reggono il ragionamento
Un testo argomentativo senza connettivi assomiglia a una collana senza filo: le perle ci sono, ma non stanno insieme. I connettivi sono parole o piccole espressioni che mostrano il rapporto tra le idee e guidano il lettore lungo il tuo ragionamento. Per introdurre un argomento puoi usare innanzitutto, in primo luogo, anzitutto; per aggiungerne un altro vanno bene inoltre, in secondo luogo, non solo... ma anche. Per esprimere una causa userai poiché, dato che, infatti, mentre per indicare una conseguenza ti servono quindi, perciò, di conseguenza. Per introdurre l'antitesi sono utili tuttavia, al contrario, c'è chi sostiene che; per la confutazione in realtà, eppure, bisogna però considerare che. Infine la conclusione si apre con in conclusione, insomma, per tutti questi motivi. Frasi come "Lo sport fa bene. Migliora l'umore. Aiuta a dormire" diventano molto più convincenti se diventano: "Lo sport fa bene: innanzitutto migliora l'umore e, inoltre, aiuta a dormire meglio".
Il linguaggio adatto al testo argomentativo
Il registro del testo argomentativo è di solito medio-alto, vicino a quello che useresti in un tema scolastico ben fatto o in un articolo di giornale. Devi scegliere parole precise, evitare espressioni gergali come "figata" o "sclerare", e preferire un lessico ricco ma comprensibile. Le frasi vanno costruite con cura, spesso con subordinate causali, consecutive o avversative, perché il pensiero argomentativo è naturalmente complesso. Anche la persona verbale ha il suo peso: la prima persona singolare ("io penso che") va bene per esprimere chiaramente la tua posizione, mentre forme impersonali ("si può sostenere che") danno un tono più oggettivo. Per esempio, una frase come "Secondo me i compiti delle vacanze sono pesanti perché tolgono tempo al riposo necessario dopo nove mesi di scuola" è argomentativa nel tono e nel lessico. Al contrario, "I compiti estivi sono una rottura, fanno schifo" non sarebbe accettabile in un testo scritto, perché il registro è troppo basso e gli argomenti sono solo emotivi.
Come si scrive: dalla scaletta al testo
Scrivere un testo argomentativo riuscito richiede un metodo preciso, che parte molto prima della stesura vera e propria. Ecco i passaggi fondamentali da seguire ogni volta che affronti una traccia argomentativa.
- Leggi con attenzione la traccia e individua l'argomento e la posizione che dovrai assumere.
- Scegli con chiarezza la tua tesi e prova a riassumerla in una sola frase.
- Fai un brainstorming di tutti gli argomenti possibili a favore e contro.
- Seleziona i tre o quattro argomenti più forti e mettili in ordine di importanza crescente.
- Pensa a una o due antitesi e prepara la tua confutazione.
- Scrivi una scaletta con introduzione, argomenti, antitesi-confutazione e conclusione.
- Stendi il testo curando i connettivi e il lessico.
- Rileggi controllando che la tesi sia chiara e che ogni argomento la sostenga davvero.
Una piccola strategia utile è chiudere il testo collegandoti all'apertura, magari riprendendo un'immagine o un'idea iniziale: dà al lettore la sensazione di un cerchio che si chiude. Per esempio, se hai aperto parlando di un viaggio in treno per introdurre il tema della lettura, puoi concludere immaginando lo stesso viaggio illuminato da un buon libro.
Ricorda
- Il testo argomentativo serve a sostenere una posizione convincendo il lettore con motivi ben costruiti.
- La struttura prevede tesi (l'idea che sostieni), argomenti (le ragioni e le prove) e conclusione (la chiusura che rinforza la tesi).
- L'antitesi è l'obiezione che riconosci, la confutazione è la tua risposta a quell'obiezione e insieme rendono il testo più solido.
- Esistono diversi tipi di argomenti (autorità, dati, esempi, logici, emotivi) e mescolarli aumenta la forza del discorso.
- I connettivi sono indispensabili per guidare il lettore: introducono argomenti, cause, conseguenze, antitesi e conclusioni.
- Il registro è medio-alto, con lessico preciso e frasi ben costruite.
Ora prova tu: prendi il quaderno e scrivi una breve scaletta argomentativa sulla tesi "Sarebbe utile introdurre un'ora settimanale di educazione emotiva alle medie". Indica tre argomenti a favore, un'antitesi possibile, la tua confutazione e una conclusione di una frase. Sottolinea infine, con colori diversi, i connettivi che useresti per legare le parti.