Che cos'è la parafrasi
La parafrasi è la riscrittura di un testo, di solito poetico, con parole tue e nell'ordine consueto della prosa, per renderne chiaro il significato.
Quando leggi una poesia, ti capita spesso di incontrare parole insolite, frasi capovolte o immagini complicate che ti lasciano perplessa. La parafrasi è proprio lo strumento che ti permette di sciogliere questi nodi e di mostrare, in modo semplice e ordinato, che cosa il poeta ha voluto dire davvero. Si tratta di un esercizio antico, praticato già nelle scuole del Medioevo, che ti insegna ad ascoltare con attenzione ogni parola del testo. Pensa, ad esempio, al verso di Petrarca "Solo et pensoso i più deserti campi": parafrasandolo otterresti "Cammino solo e pensieroso per i campi più isolati". Allo stesso modo, se Leopardi scrive "Sempre caro mi fu quest'ermo colle", tu puoi riscrivere "Questo colle solitario mi è sempre stato caro". In entrambi i casi il significato resta, ma la forma diventa chiara e immediata.
A cosa serve la parafrasi
La parafrasi non è un capriccio dei professori, ma uno strumento di comprensione profonda che ti aiuta a entrare davvero dentro un testo. Quando parafrasi, sei costretta a fermarti su ogni parola e a chiederti che cosa significhi, perché senza capirla non puoi sostituirla. In questo modo eserciti contemporaneamente il vocabolario, la sintassi e la capacità di ragionare sui contenuti del testo. Immagina di leggere il verso manzoniano "Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro": senza parafrasi resterebbe un'eco lontana, mentre con la parafrasi diventa "Egli morì. Quando emise l'ultimo respiro, rimase immobile". Un altro esempio quotidiano: se a scuola un compagno dice "L'insegnante ha posticipato la verifica a data da destinarsi", tu lo parafrasi mentalmente con "La professoressa ha rimandato il compito senza dire ancora quando".
Le regole d'oro della parafrasi
Per fare una buona parafrasi devi rispettare alcune regole precise, che valgono sia per un sonetto del Trecento sia per una lirica dell'Ottocento. La prima regola è la fedeltà al significato: non devi aggiungere idee tue né eliminare quelle dell'autore. Ecco i passaggi fondamentali da seguire ogni volta che ti trovi davanti a un testo da parafrasare:
- Leggi la poesia almeno due volte ad alta voce, per cogliere il senso generale.
- Sottolinea le parole difficili e cercale sul vocabolario o nelle note a piè di pagina.
- Riordina le parole nella sequenza logica soggetto-verbo-complementi.
- Sostituisci i termini antichi o letterari con sinonimi attuali.
- Sciogli le figure retoriche, spiegando ciò che significano realmente.
- Rileggi la tua versione per controllare che fili e che rispetti il testo originale.
Se applichi questi passi al verso "Chiare, fresche et dolci acque" di Petrarca, ottieni "Acque limpide, fresche e dolci". Se li applichi a un verso pascoliano come "C'è qualcuno che pia? pia? pia?", ottieni "C'è qualcuno che fa il verso pia-pia-pia", mantenendo l'onomatopea ma spiegandola.
Riordinare la sintassi: l'iperbato
Nelle poesie l'ordine delle parole è spesso diverso da quello della prosa, perché il poeta vuole creare un ritmo o mettere in evidenza un termine particolare. Questo scarto si chiama iperbato, ed è uno dei primi ostacoli da affrontare quando si parafrasa. Il tuo compito è rimettere ogni parola al posto giusto, seguendo lo schema soggetto-predicato-complementi tipico della prosa italiana. Prendi il verso foscoliano "Né più mai toccherò le sacre sponde": riordinato diventa "Non toccherò mai più le sponde sacre". Allo stesso modo, un verso come "Dolce e chiara è la notte e senza vento" di Leopardi, parafrasato, diventa "La notte è dolce, chiara e senza vento". Come vedi, il significato non cambia, ma la frase diventa subito più scorrevole.
Sostituire le parole antiche o letterarie
Molti testi poetici contengono parole che oggi non usiamo più, oppure forme abbreviate, troncate o tipiche della lingua letteraria. Per parafrasare bene, devi sostituirle con sinonimi attuali, senza però banalizzare il testo né renderlo grossolano. Ti serve quindi un buon vocabolario e l'abitudine di consultare le note che accompagnano la poesia nel libro di testo. Per esempio, "ei" diventa "egli", "mirar" diventa "guardare", "talor" diventa "talvolta", "l'aere" diventa "l'aria". Se incontri il verso "Mirate il vostro sol, ch'è in cielo asceso", lo trasformi in "Guardate il vostro sole, che è salito in cielo". Allo stesso modo "Onde venisti? Quali a noi secoli..." può diventare "Da dove sei venuto? Quali secoli a noi...". Ricorda però di non inventare significati: se non sei sicura di una parola, controllala.
Sciogliere le figure retoriche
Le figure retoriche, come la metafora, la similitudine o la personificazione, sono modi espressivi che rendono la poesia ricca e suggestiva, ma possono confondere chi legge per la prima volta. Quando parafrasi, devi spiegare la figura retorica in modo chiaro, dicendo a cosa si riferisce davvero. Se il poeta scrive "Il sole sorride al mattino", capisci che si tratta di una personificazione e parafrasi "Il sole, al mattino, appare luminoso e caldo come un volto che sorride". Se invece leggi una metafora come "La vita è un viaggio", la sciogli in "La vita assomiglia a un viaggio, perché è piena di tappe ed esperienze". Attenzione, però: non devi cancellare del tutto l'immagine, ma spiegarne il significato, perché altrimenti perderesti la ricchezza del testo originale.
Cosa NON fare quando si parafrasa
Fare una buona parafrasi significa anche sapere che cosa evitare, perché molti errori sono comuni e si ripetono spesso. L'errore più grave è il riassunto: la parafrasi non riduce il testo, ma lo riscrive verso per verso, mantenendone la lunghezza e la completezza. Non devi neppure aggiungere commenti personali, giudizi o impressioni: quelli appartengono all'analisi, non alla parafrasi. Evita poi di copiare interi pezzi del testo originale senza cambiarli, perché in quel caso non staresti spiegando nulla. Se la poesia dice "O dolce notte stellata" non puoi scrivere "O dolce notte stellata" tale e quale: devi tradurla in "Oh, che notte dolce e piena di stelle". Infine, non confondere mai la parafrasi con la traduzione da una lingua all'altra: si lavora sempre dentro l'italiano.
Ricorda
Punti chiave da tenere a mente per fare una parafrasi corretta ed efficace.
- La parafrasi riscrive un testo poetico con parole tue, mantenendone il significato.
- Devi riordinare la sintassi nella sequenza soggetto-verbo-complementi.
- Sostituisci parole antiche e letterarie con sinonimi attuali e adeguati.
- Sciogli le figure retoriche spiegando ciò che vogliono dire.
- Non riassumere, non aggiungere commenti personali, non copiare tale e quale.
- Usa il vocabolario e le note del libro per le parole difficili.
Piccolo esercizio di verifica (svolgi sul quaderno): parafrasa sul quaderno il verso di Foscolo "All'ombra de' cipressi e dentro l'urne / confortate di pianto è forse il sonno / della morte men duro?". Sottolinea prima le parole difficili, poi riordina la sintassi e infine sciogli l'immagine dei cipressi e delle urne. Confronta la tua parafrasi con quella di un compagno e discutete le scelte diverse.