Introduzione
Capire un racconto significa entrare nel mondo che l'autore ha costruito con le parole, riconoscendone i personaggi, i luoghi, i tempi e gli eventi.
Quando apri un libro di avventure, un romanzo per ragazzi o una fiaba, non stai leggendo soltanto delle frasi: stai entrando in un piccolo universo che qualcuno ha immaginato per te. Comprendere il testo narrativo vuol dire molto di più che riconoscere le singole parole sulla pagina, perché significa cogliere chi agisce, dove si trova, quando accade ciò che leggi e soprattutto perché succede. In questo percorso imparerai a osservare un racconto come fa un buon detective, raccogliendo indizi, collegando informazioni e distinguendo ciò che è scritto esplicitamente da ciò che invece va dedotto con attenzione. Vedrai che ogni storia, dalla fiaba breve al romanzo di centinaia di pagine, segue regole riconoscibili e che imparare a vederle ti permetterà di leggere meglio, ricordare di più e provare un piacere nuovo nella lettura. Imparerai inoltre a non confondere il narratore con l'autore, a riconoscere i diversi tipi di sequenze e a ricostruire l'ordine degli avvenimenti anche quando il testo li presenta in modo non lineare. Alla fine di questa lezione, leggere un racconto non sarà più solo seguire una trama, ma esplorare con consapevolezza un piccolo mondo costruito apposta per te.
Che cos'è un testo narrativo
Un testo narrativo è uno scritto in cui qualcuno racconta una storia, cioè una serie di fatti collegati tra loro che coinvolgono uno o più personaggi in un certo luogo e in un certo tempo. La differenza rispetto a un testo informativo o regolativo è proprio questa: nel testo narrativo c'è sempre qualcosa che accade, una situazione che cambia e si trasforma davanti agli occhi del lettore. Possiamo trovare testi narrativi di moltissimi tipi, come la fiaba, la favola, la leggenda, il mito, il racconto realistico, il racconto fantastico, il romanzo di avventura e il diario. Pensa, ad esempio, alla fiaba di Cappuccetto Rosso: c'è una bambina, un bosco, un lupo, una nonna, e una serie di azioni che si susseguono fino al lieto fine. Un secondo esempio quotidiano è il racconto che fa un tuo compagno quando ti spiega che cosa gli è successo durante la gita scolastica: anche lì ci sono personaggi, luoghi, tempo e fatti collegati. Riconoscere che hai di fronte un testo narrativo è il primo passo per leggerlo bene, perché ti aiuta ad attivare le domande giuste: chi, dove, quando, che cosa, perché.
La struttura del racconto: situazione iniziale, sviluppo, conclusione
Quasi tutti i racconti seguono una struttura riconoscibile, fatta di tre grandi momenti che si susseguono in modo ordinato e logico. Nella situazione iniziale ti vengono presentati i personaggi, il luogo e il tempo in cui si svolgerà la vicenda, in una specie di fotografia di partenza che ti fa entrare nella storia. Poi qualcosa rompe l'equilibrio: arriva un problema, una scoperta, un incontro inaspettato, e si apre lo sviluppo, fatto di una serie di avvenimenti che il protagonista affronta uno dopo l'altro. Infine si arriva alla conclusione, dove il problema viene risolto, oppure cambiato, e la situazione torna in equilibrio, anche se in modo diverso da quello iniziale. Per esempio, nella favola "La cicala e la formica" la situazione iniziale ci mostra le due protagoniste in estate, lo sviluppo racconta i comportamenti opposti delle due, la conclusione arriva con l'inverno e con la lezione finale. Un secondo esempio: in un racconto di scuola, l'inizio può presentarti un alunno timido, lo sviluppo può raccontare un'avventura che lo coinvolge, la conclusione può mostrarci come è cambiato. Riconoscere queste tre parti ti permette di non perderti mai dentro la trama.
I personaggi: protagonista, antagonista e aiutanti
I personaggi sono le persone, gli animali o gli esseri immaginari che agiscono dentro la vicenda e che danno vita al racconto con i loro pensieri, le loro parole e le loro azioni. Il protagonista è colui o colei attorno a cui ruota la storia, l'antagonista è chi si oppone al protagonista o gli crea ostacoli, mentre gli aiutanti sono i personaggi che lo sostengono nel raggiungere il suo scopo. Ci sono poi i personaggi secondari, che compaiono brevemente ma servono a rendere il racconto più ricco e credibile. Quando leggi, è utile distinguere i personaggi anche per il loro aspetto fisico, il loro carattere, la loro età, il ruolo che hanno nella società descritta. Pensa, ad esempio, a un racconto in cui un ragazzo deve attraversare una città sconosciuta per ritrovare il fratellino: il ragazzo è il protagonista, una signora gentile che gli indica la strada è un aiutante, un gruppo di bulli che lo deride è l'antagonista. Un secondo esempio: in una storia ambientata in una scuderia, il protagonista può essere una giovane fantina, il cavallo è un aiutante prezioso, l'antagonista può essere una rivale invidiosa. Saper riconoscere i ruoli ti aiuta a capire perché ogni personaggio compie certe azioni.
Tempo e luogo della storia
Il tempo e il luogo formano l'ambientazione, cioè la cornice dentro cui si svolge la vicenda narrata e che ne influenza profondamente il significato. Il tempo può essere indicato in modo preciso, con date e ore, oppure in modo vago, con espressioni come "tanto tempo fa" o "una sera d'autunno", e può essere storico, fantastico, presente o futuro. Il luogo può essere reale, come una città esistente, oppure inventato, come un regno magico, e può essere descritto con molti dettagli oppure soltanto accennato. Capire l'ambientazione ti aiuta a immaginare meglio la scena e a comprendere perché certi eventi sono possibili proprio lì e in quel momento. Per esempio, un racconto ambientato in un castello medievale d'inverno avrà atmosfere, oggetti e personaggi molto diversi da un racconto ambientato in una stazione spaziale del futuro. Un secondo esempio: una storia che si svolge in un piccolo paese di montagna negli anni Cinquanta avrà ritmi di vita, usanze e linguaggi diversi da una che si svolge oggi in una grande città. Per riconoscere l'ambientazione cerca nel testo le parole che indicano spazi, oggetti, stagioni, orari ed epoche.
Le sequenze: narrative, descrittive, dialogiche e riflessive
Un racconto non procede sempre allo stesso modo, ma si divide in pezzi più piccoli chiamati sequenze, che hanno funzioni diverse e si riconoscono per il tipo di contenuto. Le sequenze narrative raccontano fatti e azioni che fanno avanzare la storia, e le riconosci perché sono ricche di verbi di movimento e di accadimento. Le sequenze descrittive servono a descrivere luoghi, persone o oggetti, e fermano l'azione per farti osservare meglio un dettaglio, come una fotografia inserita nel testo. Le sequenze dialogiche riportano le parole dei personaggi, di solito introdotte da trattini o virgolette, e ti fanno sentire le voci dei protagonisti. Infine, le sequenze riflessive presentano pensieri, emozioni o ragionamenti, spesso del protagonista o del narratore. Per esempio, in un racconto puoi trovare prima una descrizione del giardino di una nonna, poi un dialogo tra nipote e nonna, poi una sequenza narrativa in cui la nipote scappa nel bosco, infine una sequenza riflessiva in cui la bambina pensa a cosa farà. Un secondo esempio: in un racconto sportivo, alterni le descrizioni del campo, i dialoghi della squadra, le azioni della partita e le riflessioni del protagonista che sta per tirare il rigore. Saper riconoscere le sequenze ti aiuta a capire come l'autore ha costruito il ritmo del racconto.
Fabula e intreccio: l'ordine dei fatti
La fabula è l'ordine cronologico naturale degli avvenimenti, cioè la sequenza dei fatti così come sarebbero accaduti nella realtà, dal primo all'ultimo. L'intreccio invece è l'ordine in cui l'autore decide di raccontarteli, e può essere uguale alla fabula oppure diverso, perché lo scrittore può usare anticipazioni o ricordi del passato per rendere il racconto più interessante. Quando l'autore interrompe la storia per raccontare qualcosa accaduto prima, si parla di flashback; quando invece anticipa qualcosa che accadrà, si parla di anticipazione o flash forward. Saper distinguere fabula e intreccio ti permette di riordinare gli eventi e di capire le scelte narrative dell'autore. Per esempio, un racconto può iniziare con un ragazzo che si sveglia spaventato e poi tornare indietro a raccontare cosa è successo la sera prima, fino a riagganciare l'inizio: lì hai un classico flashback. Un secondo esempio: un romanzo può aprirsi con la frase "Anni dopo, avrebbe ricordato quel pomeriggio come il più importante della sua vita", e questa è una chiara anticipazione. Per ricostruire la fabula, prova a numerare gli eventi mettendoli nell'ordine in cui si sono svolti davvero.
Il narratore e il punto di vista
Il narratore è la voce che racconta la storia, e non va mai confuso con l'autore, cioè la persona reale che ha scritto il libro. Il narratore può essere interno, cioè un personaggio della storia che parla in prima persona, oppure esterno, cioè una voce fuori dalla vicenda che parla in terza persona. Quando il narratore è interno, vediamo i fatti dal suo punto di vista e conosciamo i suoi pensieri, ma non sappiamo cosa pensano gli altri personaggi. Quando il narratore è esterno, può essere onnisciente, cioè sapere tutto di tutti, oppure limitato a un solo personaggio. Per esempio, in un diario il narratore è interno, perché chi scrive racconta in prima persona ciò che vive: "Oggi sono andato al parco e ho visto un cane bianco". Un secondo esempio: in una favola classica come quella della volpe e l'uva, il narratore è esterno e onnisciente, e ci dice anche cosa pensa la volpe quando rinuncia all'uva. Riconoscere il narratore ti aiuta a capire perché conosci certe informazioni e non altre, e perché alcune scene sono raccontate in un certo modo.
Ricorda
- Il testo narrativo racconta una storia con personaggi, tempo, luogo e fatti collegati tra loro.
- La struttura tipica è formata da situazione iniziale, sviluppo e conclusione.
- I personaggi possono essere protagonista, antagonista, aiutanti e secondari.
- L'ambientazione è formata dal tempo e dal luogo in cui si svolge la storia.
- Le sequenze possono essere narrative, descrittive, dialogiche e riflessive.
- La fabula è l'ordine reale dei fatti, l'intreccio è l'ordine scelto dall'autore.
- Il narratore è la voce che racconta e può essere interno o esterno; non è l'autore.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: pensa all'ultimo libro o racconto che hai letto e scrivi sul quaderno una scheda di analisi di sei righe rispondendo, una per riga, alle seguenti domande: 1) chi è il protagonista e quali sono le sue caratteristiche principali; 2) chi è l'antagonista o quale problema deve affrontare il protagonista; 3) dove e quando si svolge la storia; 4) qual è la situazione iniziale; 5) qual è la conclusione; 6) il narratore è interno o esterno e come lo hai capito. Poi, sotto, scrivi due frasi che spieghino se nel racconto fabula e intreccio coincidono oppure no, motivando la tua risposta con un esempio preso dal testo.