Articolo e nome: due parole che lavorano insieme

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 1ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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L'articolo è la parolina che accompagna il nome e ne segnala genere, numero e grado di determinazione.

Quando parliamo o scriviamo, raramente lasciamo un nome da solo: davanti a esso mettiamo quasi sempre un piccolo accompagnatore, l'articolo. Questa parolina, pur essendo brevissima, svolge un compito importantissimo, perché ci dice subito se il nome è maschile o femminile, singolare o plurale, conosciuto o sconosciuto. Studiare insieme articolo e nome è quindi naturale, perché formano una squadra che si muove sempre coordinata. In questa pagina vedremo come riconoscere i nomi nelle loro varietà e come scegliere l'articolo giusto da abbinare a ciascuno di essi.

Il nome: di cosa parla e come si presenta

Il nome, chiamato anche sostantivo, è la parola con cui indichiamo persone, animali, cose, luoghi, sentimenti o idee. I nomi si distinguono prima di tutto in comuni, che indicano un essere o un oggetto in modo generico (ragazzo, città, gatto), e propri, che individuano qualcuno o qualcosa di unico e si scrivono con la lettera maiuscola (Marco, Roma, Fido). Ogni nome ha poi un genere, che può essere maschile o femminile, e un numero, che può essere singolare se indica una sola realtà o plurale se ne indica più di una. Esistono inoltre nomi concreti, che si percepiscono con i sensi (pane, vento, musica), e nomi astratti, che indicano idee, qualità o sentimenti (coraggio, libertà, gioia). Una categoria interessante è quella dei nomi collettivi, che al singolare indicano un insieme di elementi simili: pensiamo a gregge, sciame o flotta, parole formalmente singolari ma riferite a molti animali o oggetti insieme. Per non sbagliare, bisogna sempre chiedersi: di chi o di che cosa sto parlando, e in quanti esemplari?

L'articolo: la parolina che accompagna il nome

L'articolo si divide in tre famiglie: determinativo, indeterminativo e partitivo, e ciascuna comunica un'informazione diversa sul nome. L'articolo determinativo (il, lo, la, i, gli, le) si usa quando indichiamo qualcosa di già conosciuto o ben preciso, come quando diciamo «il quaderno è sul banco», riferendoci a un quaderno specifico. L'articolo indeterminativo (un, uno, una, un') si usa invece quando presentiamo qualcosa per la prima volta o in modo generico, come in «ho visto un cane nel cortile»: chi ascolta non sa ancora quale cane sia. L'articolo partitivo (del, dello, della, dei, degli, delle) indica una quantità imprecisata, una parte di un tutto, e lo riconosciamo in frasi come «vorrei del pane» oppure «ho comprato delle mele». La scelta della forma corretta dipende dal genere, dal numero e soprattutto dal suono iniziale del nome che segue: davanti a s seguita da consonante, a z, gn, ps, x e y usiamo lo, uno, gli, dello (lo studente, uno zaino, gli psicologi), mentre davanti a vocale l'articolo singolare si elide diventando l' o un' (l'amico, un'amica). Sbagliare l'articolo, dunque, significa spesso non aver ascoltato bene il suono del nome che lo segue.

Ricorda

Esercizio di verifica sul quaderno: scrivi cinque nomi che ti vengono in mente guardando la tua aula; per ciascuno indica genere e numero, poi anteponi prima l'articolo determinativo e poi quello indeterminativo adatto, motivando in una riga la scelta di lo/uno o l'/un' quando compaiono.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.italiano.cl3.grammatica.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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