Gli strumenti della geografia

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 1ªgeografia

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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La geografia è la scienza che studia la Terra e il rapporto tra l'uomo e l'ambiente: per farlo utilizza una cassetta degli attrezzi ricchissima, fatta di carte, grafici, fotografie e strumenti digitali che imparerai a riconoscere e usare.

Perché la geografia ha bisogno di strumenti

La Terra è un oggetto enorme e complesso: nessuno di noi riesce a vederla tutta intera con i propri occhi, nemmeno salendo sulla montagna più alta. Per questo motivo i geografi hanno inventato degli strumenti che permettono di rappresentare, misurare e raccontare il mondo in modo ordinato e comprensibile. Pensa a un medico che usa lo stetoscopio per ascoltare il cuore: allo stesso modo, il geografo usa carte, grafici e fotografie per ascoltare e leggere il territorio. Ogni strumento serve a rispondere a una domanda diversa: dove si trova un luogo, quanto è grande, come è fatto, chi ci abita, come cambia nel tempo. Un primo esempio quotidiano è il navigatore satellitare dell'automobile, che ci mostra la strada da percorrere usando le mappe digitali. Un secondo esempio è il bollettino meteo in televisione, dove vediamo carte tematiche colorate con sole, nuvole e pioggia sulle regioni italiane.

Le carte geografiche

Le carte geografiche sono lo strumento più antico e più importante della geografia: rappresentano la superficie terrestre, o una sua parte, su un foglio piano. Una carta è sempre una rappresentazione ridotta, perché ovviamente non possiamo disegnare le città a grandezza naturale, ed è anche approssimata e simbolica. Approssimata significa che la sfericità della Terra deve essere appiattita su un piano, e qualche piccola deformazione è inevitabile; simbolica significa che usa segni convenzionali, come un puntino nero per le città o una linea azzurra per i fiumi. Le carte si distinguono in base alla scala e al contenuto: esistono carte topografiche, fisiche, politiche, tematiche e stradali. Un esempio quotidiano è la mappa della metropolitana che troviamo nelle grandi città, dove le linee colorate rappresentano i percorsi dei treni. Un altro esempio è il planisfero appeso in aula, che mostra continenti e oceani su un'unica grande immagine del mondo.

La scala di riduzione

Ogni carta ha una scala, cioè il rapporto tra le distanze sulla carta e quelle reali sul terreno. La scala si scrive come una frazione, ad esempio 1:100.000, e si legge "uno a centomila": significa che un centimetro sulla carta corrisponde a centomila centimetri reali, cioè un chilometro. Più il secondo numero è piccolo, più la carta è dettagliata e mostra una porzione ristretta di territorio: si parla allora di grande scala. Più il secondo numero è grande, più la carta è ridotta e copre un territorio ampio, mostrando però meno dettagli: si parla di piccola scala. Ad esempio, una pianta del centro storico di Verona in scala 1:5.000 ti permette di vedere ogni vicolo e ogni piazza con precisione. Una carta dell'Europa in scala 1:10.000.000, invece, ti mostra tutti gli Stati ma non potrà rappresentare i singoli paesi o le strade secondarie.

I simboli e la legenda

Le carte parlano un linguaggio fatto di colori e simboli che bisogna saper interpretare correttamente. Il blu indica le acque, il verde le pianure, il giallo le colline, il marrone le montagne, mentre puntini, stelline e linee tratteggiate indicano città, capitali e confini. Per capire il significato di ogni segno si consulta la legenda, una piccola tabella esplicativa che di solito si trova in un angolo della carta. Senza la legenda, una carta sarebbe come un libro scritto in una lingua sconosciuta: i segni non avrebbero alcun significato per chi la guarda. Pensa, per esempio, a quando apri una guida turistica e vedi un quadratino rosso accanto al nome di un monumento: la legenda ti spiega che quel simbolo indica un museo. Allo stesso modo, sulla carta dei sentieri di montagna le linee rosse e gialle indicano i percorsi escursionistici di diversa difficoltà.

I tipi di carte geografiche

Non tutte le carte servono allo stesso scopo, e per questo i geografi le hanno classificate in famiglie diverse. Le carte fisiche mostrano gli elementi naturali del territorio, come monti, fiumi, laghi e mari, attraverso i colori altimetrici. Le carte politiche, invece, evidenziano i confini degli Stati, delle regioni o delle province, e indicano le capitali e i centri amministrativi. Le carte tematiche sono carte specializzate che si concentrano su un singolo argomento, come la distribuzione della popolazione, la presenza di industrie, il clima o la diffusione di una lingua. Le carte topografiche, infine, rappresentano con grande dettaglio piccole porzioni di territorio e sono molto usate dagli escursionisti. Un esempio è la carta fisica dell'Italia che vedi sul libro di testo, con la dorsale appenninica colorata di marrone. Un altro esempio è la carta tematica delle precipitazioni medie annue, in cui le zone più piovose appaiono in azzurro scuro.

Grafici, tabelle e dati statistici

La geografia non lavora solo con le immagini, ma anche con i numeri, che vengono organizzati in tabelle e poi trasformati in grafici per essere letti più facilmente. I dati statistici ci dicono ad esempio quanti abitanti ha una città, quanta pioggia cade in un anno o quante automobili vengono prodotte in una regione. Il grafico a barre, o istogramma, è utile per confrontare quantità diverse, come la popolazione di varie città italiane. Il grafico a torta, detto anche areogramma, mostra invece le parti di un tutto, ad esempio la percentuale di cattolici, musulmani e ortodossi in un Paese. L'ideogramma usa piccole figurine ripetute, come omini stilizzati che rappresentano migliaia di abitanti, ed è molto immediato da leggere. Il climogramma, infine, combina temperature e precipitazioni di una località in un unico grafico, ed è lo strumento principale per studiare il clima di una zona.

Fotografie, immagini satellitari e strumenti digitali

Grazie alla tecnologia, oggi possiamo osservare la Terra dall'alto con una precisione che fino a pochi decenni fa sembrava fantascienza. Le fotografie aeree vengono scattate da aerei o droni e mostrano il territorio dall'alto con grande nitidezza, mentre le immagini satellitari sono riprese da satelliti che orbitano attorno al nostro pianeta. I sistemi GPS, integrati negli smartphone e nei navigatori, calcolano la nostra posizione in tempo reale grazie a una rete di satelliti. I GIS, cioè i Sistemi Informativi Geografici, sono programmi che permettono di sovrapporre molti dati diversi sulla stessa mappa, ad esempio strade, fiumi e popolazione. Un esempio quotidiano è l'applicazione Google Maps, che ci consente di esplorare qualsiasi angolo del mondo con un dito. Un altro esempio sono le immagini satellitari del telegiornale che mostrano l'evoluzione di un uragano o di un incendio boschivo.

L'orientamento e la rosa dei venti

Orientarsi significa capire dove ci troviamo rispetto ai punti cardinali, che sono quattro: Nord, Sud, Est e Ovest. La bussola è lo strumento classico per orientarsi: il suo ago magnetico punta sempre verso il Nord, permettendoci di stabilire le altre direzioni. Sulle carte geografiche l'orientamento è indicato da una freccia o da una piccola stella, chiamata rosa dei venti, che riporta anche i punti cardinali intermedi come Nord-Est e Sud-Ovest. In assenza di una bussola si può ricorrere ad alcuni trucchi naturali: il Sole sorge a Est e tramonta a Ovest, mentre di notte la Stella Polare indica con precisione il Nord. Un esempio pratico è la gita scolastica in montagna, in cui la guida usa una bussola insieme alla carta topografica per scegliere il sentiero. Un altro esempio sono i marinai antichi, che attraversavano gli oceani guidati dalle stelle e dalla bussola, ben prima dell'invenzione del GPS.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: prendi il quaderno e disegna la rosa dei venti completa con i quattro punti cardinali principali e i quattro intermedi; poi, accanto, scrivi tre situazioni della vita quotidiana in cui useresti una carta geografica e spiega in due righe quale tipo di carta sceglieresti e perché.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.geografia.cl3.linguaggio-geo-graficita.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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