La nascita di Roma: tra leggenda e storia

SpiegazioneScuola primaria · 5ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Introduzione

Immagina una città nata sulle rive di un fiume, raccontata attraverso una storia di gemelli, una lupa e un re coraggioso: questa è la nascita di Roma.

Quando parliamo della fondazione di Roma, entriamo in un mondo dove la storia si intreccia con la leggenda in modo affascinante. Gli antichi Romani amavano raccontare la loro origine con un racconto pieno di avventure, divinità e prove difficili da superare. Questa narrazione veniva tramandata di padre in figlio durante le cene di famiglia, proprio come oggi i nonni raccontano le storie ai nipoti. Conoscere queste vicende ci aiuta a capire perché Roma sia diventata una delle città più importanti del mondo antico. La data tradizionale della fondazione, fissata dagli storici romani, è il 753 a.C., un anno che ogni bambino dell'antica Roma imparava a memoria. Studiare questo argomento significa unire fantasia e realtà, scoprendo come un popolo costruisce la propria identità.

La leggenda dei gemelli Romolo e Remo

La storia comincia con una principessa di nome Rea Silvia, figlia del re di Alba Longa, che diede alla luce due gemelli, Romolo e Remo, figli del dio della guerra Marte. Il re cattivo, geloso del suo trono, ordinò che i due neonati fossero abbandonati nelle acque del fiume Tevere dentro una cesta di vimini. La corrente però fu gentile e portò la cesta dolcemente fino alla riva, dove i piccoli furono trovati da una lupa che li allattò come fossero suoi cuccioli. Possiamo immaginare la scena come quando un cane di casa adotta dei gattini rimasti senza mamma e li protegge con cura. Più tardi un pastore di nome Faustolo scoprì i gemelli e li portò a casa sua, crescendoli insieme alla moglie come figli propri. Diventati ragazzi forti e coraggiosi, Romolo e Remo decisero di fondare una città nuova nel luogo dove erano stati salvati da piccoli.

Il litigio tra i due fratelli

Quando arrivò il momento di scegliere chi avrebbe dato il nome alla città, i due fratelli iniziarono a discutere animatamente, perché nessuno voleva cedere all'altro. Per risolvere la questione decisero di osservare il volo degli uccelli nel cielo, un metodo che gli antichi chiamavano auspicio e che serviva per capire la volontà degli dei. Remo vide sei avvoltoi sopra il colle Aventino, mentre Romolo ne vide ben dodici sopra il colle Palatino, e questo lo rese il vincitore della sfida. La situazione assomiglia un po' a quando due compagni di classe litigano su chi deve scegliere il gioco durante la ricreazione e tirano a sorte con la conta. Purtroppo la lite tra i fratelli finì in tragedia, perché Remo saltò per scherno oltre il piccolo muro tracciato da Romolo, e quest'ultimo, furioso, lo uccise. Romolo restò così unico fondatore, e diede alla nuova città il proprio nome: Roma.

I sette colli e il fiume Tevere

La nuova città non venne costruita in pianura, ma sopra sette colli che si trovavano vicino al fiume Tevere, in una posizione davvero strategica e ben difendibile. I nomi di questi colli erano Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio, e ciascuno aveva un ruolo importante nella vita della comunità. La presenza del fiume garantiva acqua per bere, per lavarsi e per irrigare i campi, oltre a permettere il commercio con le barche che risalivano dalla costa. È un po' come quando si sceglie di costruire una casa vicino a una fontana e su una piccola altura: si ha l'acqua a disposizione e si vede chi arriva da lontano. I colli proteggevano gli abitanti dai nemici e dalle piene del fiume, che spesso allagavano le zone più basse durante le piogge autunnali. Questa posizione geografica fortunata fu uno dei segreti del successo futuro della città.

Romolo, il primo re

Dopo aver fondato la città, Romolo divenne il primo dei sette re di Roma e dovette affrontare un problema molto pratico: nella sua città c'erano pochi abitanti, soprattutto uomini. Per popolare Roma, accolse pastori, contadini e perfino fuggiaschi provenienti dalle regioni vicine, creando un luogo dove chiunque poteva ricominciare una vita nuova. Organizzò poi il famoso episodio del ratto delle Sabine, durante il quale i Romani invitarono i popoli vicini a una festa e portarono via le donne sabine per averle come mogli. Possiamo paragonare le sue decisioni a quelle di un capitano di squadra che, all'inizio dell'anno, deve formare un gruppo unito partendo da compagni che non si conoscono ancora. Romolo divise inoltre il popolo in classi sociali e creò il Senato, un consiglio di anziani saggi che lo aiutava a prendere le decisioni importanti per la comunità. Il suo lavoro pose le basi di tutte le istituzioni che avrebbero reso Roma grande nei secoli successivi.

Ricorda

Ecco i punti chiave da tenere a mente sulla nascita di Roma:

  1. Secondo la leggenda, Roma fu fondata nel 753 a.C. dal re Romolo, figlio del dio Marte.
  2. I gemelli Romolo e Remo, abbandonati nel Tevere, furono salvati e allattati da una lupa.
  3. Romolo uccise il fratello Remo dopo una lite sul luogo dove costruire la città.
  4. Roma sorse su sette colli (Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio) vicino al fiume Tevere.
  5. La posizione vicino al fiume favorì il commercio, l'agricoltura e la difesa dai nemici.
  6. Romolo organizzò la città, accolse nuovi abitanti e fondò il Senato.

Piccolo esercizio: prova a raccontare a un compagno la storia della fondazione di Roma usando almeno cinque parole tra queste: gemelli, lupa, Tevere, colli, Romolo, Senato, 753 a.C.

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