Alessandro Magno: il re che conquistò il mondo conosciuto

SpiegazioneScuola primaria · 5ªstoria

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Alessandro Magno fu un giovane re macedone che, in soli tredici anni, costruì uno degli imperi più vasti della storia antica, spingendosi dalla Grecia fino ai confini dell'India.

Un principe nella Macedonia

Alessandro nacque nel 356 a.C. a Pella, capitale della Macedonia, una regione del nord della Grecia. Suo padre era il re Filippo II, un sovrano abile in guerra e in politica, e sua madre era Olimpiade, una principessa dell'Epiro. Fin da bambino, Alessandro fu circondato da soldati, ambasciatori e cavalli, e imparò molto presto cosa significasse comandare un giorno un grande regno. Una storia famosa racconta di quando, ancora ragazzino, riuscì a domare un cavallo selvaggio chiamato Bucefalo, che nessun adulto era riuscito a montare. Il giovane principe aveva capito che l'animale aveva paura della propria ombra, così lo girò verso il sole e lo calmò. Da quel giorno Bucefalo divenne il suo cavallo inseparabile e lo accompagnò in quasi tutte le sue battaglie più importanti.

Aristotele, il grande maestro

Filippo II volle per il figlio il migliore degli insegnanti, e scelse il filosofo Aristotele, uno dei più grandi pensatori dell'antichità. Per tre anni, dai tredici ai sedici, Alessandro studiò con lui in una scuola immersa nei boschi, lontano dalla città rumorosa. Imparò la filosofia, la geografia, la medicina e soprattutto i poemi di Omero, in particolare l'Iliade, che lo affascinava tantissimo. Si racconta che portasse sempre con sé una copia dell'Iliade durante le campagne militari, custodita dentro uno scrigno prezioso. Aristotele gli insegnò anche la curiosità verso il mondo: per questo, durante le sue conquiste, Alessandro portò con sé scienziati, botanici e cartografi. Grazie a loro, i greci scoprirono piante, animali e terre fino ad allora sconosciute, come i pappagalli colorati dell'India o i grandi fiumi dell'Asia.

La salita al trono

Nel 336 a.C. Filippo II fu ucciso a tradimento durante un matrimonio, e Alessandro divenne re a soli venti anni. La situazione era difficile: molte città greche, che il padre aveva sottomesso, pensarono di ribellarsi al giovane sovrano appena salito al potere. Alessandro reagì con grande rapidità: marciò verso sud e domò ogni rivolta, distruggendo perfino la città di Tebe per dare un esempio. Una volta sistemati gli affari in Grecia, riprese il sogno che era stato del padre: muovere guerra all'impero persiano, il più potente nemico dei greci. La Persia era enorme, ricca e governata dal grande re Dario III, che disponeva di un esercito immenso e di tante province lontane. Alessandro, però, aveva un esercito ben addestrato e una formazione di lance lunghissime, le sarisse, chiamata falange macedone.

La conquista dell'impero persiano

Nel 334 a.C. Alessandro attraversò lo stretto dell'Ellesponto con circa quarantamila soldati e iniziò la sua incredibile avventura verso oriente. Vinse subito i persiani al fiume Granico, poi una seconda volta a Isso, nel 333 a.C., dove sconfisse personalmente Dario III, costretto a fuggire. Dopo questa vittoria, Alessandro liberò l'Egitto dai persiani e gli egiziani lo accolsero come un eroe, anzi, come un nuovo faraone. Lì fondò la prima delle sue molte città, Alessandria d'Egitto, che diventerà uno dei centri più importanti del mondo antico. Tornato in Asia, affrontò di nuovo Dario nel 331 a.C. nella battaglia di Gaugamela: nonostante l'esercito persiano fosse molto più numeroso, vinse grazie a una manovra astuta della cavalleria. Dario fuggì ancora, ma fu ucciso dai suoi stessi nobili, e così Alessandro divenne padrone di un impero gigantesco, dall'Egitto all'Asia centrale.

Fino ai confini del mondo

Alessandro non si accontentò: voleva spingersi sempre più a est, fino al punto dove i greci credevano finisse la terra. Attraversò montagne altissime, deserti caldissimi e fiumi pericolosi, arrivando fino all'India, nella valle del fiume Indo. Lì, nel 326 a.C., affrontò il re Poro, che aveva un esercito con elefanti da guerra, animali che i macedoni non avevano mai combattuto prima. La battaglia del fiume Idaspe fu durissima, ma Alessandro vinse e fece di Poro un suo alleato, restituendogli il regno. I soldati, però, erano stanchi dopo otto anni di marce e battaglie, e si rifiutarono di proseguire oltre, verso est. Alessandro, a malincuore, fu costretto a tornare indietro: attraversò il terribile deserto della Gedrosia, dove molti uomini morirono di sete e di fatica.

Le città di Alessandro

Durante le sue campagne, Alessandro fondò oltre settanta città, quasi tutte chiamate Alessandria in suo onore. Queste città erano costruite secondo il modello greco, con strade dritte, piazze, teatri, ginnasi e biblioteche, anche se sorgevano in mezzo a deserti o sulle rive di fiumi lontanissimi. La più famosa è senza dubbio Alessandria d'Egitto, che ospitava la biblioteca più grande dell'antichità, con centinaia di migliaia di rotoli di papiro. In queste città si mescolavano popoli diversi: greci, egiziani, persiani e indiani vivevano fianco a fianco, scambiando lingue, religioni e abitudini quotidiane. Pensa, ad esempio, alla cucina: nei mercati delle Alessandrie si trovavano spezie indiane, datteri persiani, olio greco e grano egiziano. Anche le mode si mescolarono: i greci impararono a indossare i pantaloni dei persiani, comodissimi per cavalcare, e i persiani adottarono l'usanza greca della ginnastica.

La morte misteriosa e l'eredità

Nel 323 a.C., a soli trentadue anni, Alessandro morì improvvisamente a Babilonia, forse per una febbre violentissima, forse avvelenato: il mistero non è mai stato risolto. Senza un erede chiaro, il suo immenso impero fu diviso tra i suoi generali, chiamati i Diadochi, che si combatterono tra loro per anni. Anche se l'impero non sopravvisse, l'opera di Alessandro cambiò per sempre il mondo, dando vita alla civiltà ellenistica, mescolanza di culture diverse. La lingua greca divenne la lingua del commercio e della cultura in tutto il Mediterraneo orientale, parlata nei mercati, nelle scuole e nei palazzi reali. Le scoperte scientifiche fatte ad Alessandria furono enormi: lì lavorarono studiosi come Euclide, padre della geometria, ed Eratostene, che misurò la circonferenza della Terra. Quando, secoli dopo, i romani conquistarono questi territori, ereditarono molte di queste conoscenze e le diffusero in tutto l'Occidente.

Ricorda

I punti chiave da fissare bene nella memoria sono questi: Alessandro nacque in Macedonia nel 356 a.C., ebbe come maestro Aristotele e salì al trono a soli venti anni. Sconfisse i persiani in tre grandi battaglie (Granico, Isso e Gaugamela), arrivò fino all'India lungo il fiume Indo e fondò molte città chiamate Alessandria. Morì giovanissimo a Babilonia nel 323 a.C., ma la sua eredità diede vita alla civiltà ellenistica, in cui culture diverse si mescolarono in modo profondo e duraturo.

Ora prova tu, sul quaderno: scrivi una piccola cronologia della vita di Alessandro Magno mettendo in ordine queste cinque date e raccontando con una frase tua cosa accadde in ciascuna: 356 a.C., 336 a.C., 333 a.C., 326 a.C., 323 a.C.

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