I Cretesi e i Micenei furono due antiche civiltà che vissero nel Mar Egeo molti secoli prima di Cristo, costruendo palazzi splendidi, navigando per commerciare e lasciando opere d'arte che ancora oggi possiamo ammirare nei musei.
Dove e quando vissero queste due civiltà
La civiltà cretese nacque sull'isola di Creta, una grande isola montuosa nel Mar Mediterraneo, a sud della Grecia, e si sviluppò all'incirca tra il 2000 e il 1450 prima di Cristo. La civiltà micenea, invece, fiorì poco dopo, tra il 1600 e il 1100 prima di Cristo, nella penisola del Peloponneso, cioè nella Grecia continentale. Le due civiltà furono in parte contemporanee e per molto tempo ebbero rapporti di scambio, anche se alla fine i Micenei diventarono più forti e conquistarono Creta. Possiamo immaginarle un po' come due squadre che giocano sullo stesso campo, il Mar Egeo, ma con regole e stili diversi. I Cretesi amavano il mare e lo usavano per commerciare in pace, mentre i Micenei erano più guerrieri e amavano costruire fortezze. Studiare queste civiltà ci aiuta a capire come sono nate molte abitudini dei popoli mediterranei che vennero dopo, compresi i Greci e i Romani.
I Cretesi: un popolo di navigatori e mercanti
I Cretesi vengono chiamati anche Minoici, da Minosse, un leggendario re dell'isola di Creta di cui parlano gli antichi miti greci. Vivendo su un'isola, impararono presto a costruire navi robuste e a leggere le stelle per orientarsi durante i lunghi viaggi sul mare. Con le loro imbarcazioni raggiungevano l'Egitto, la Siria e molte altre terre, scambiando vino, olio d'oliva e oggetti di ceramica con metalli preziosi, profumi e tessuti colorati. Possiamo paragonare i porti cretesi a un grande mercato all'aperto, dove ogni giorno arrivavano nuove merci da Paesi lontani. Per esempio, un mercante cretese poteva partire al mattino con anfore piene di olio e tornare con piccoli oggetti d'avorio provenienti dall'Africa. Grazie a questi scambi i Cretesi diventarono molto ricchi e poterono permettersi di costruire palazzi enormi senza bisogno di alzare mura difensive, perché si sentivano protetti dal mare che circondava l'isola.
Il palazzo di Cnosso e la vita quotidiana
Il palazzo più famoso dei Cretesi è quello di Cnosso, una costruzione gigantesca con centinaia di stanze, scale, magazzini e cortili interni dove si svolgevano feste e cerimonie religiose. Le pareti erano decorate con affreschi colorati che rappresentavano delfini, fiori, ragazze danzanti e giovani atleti che saltavano sul dorso di un toro. Proprio per la sua forma intricata, il palazzo di Cnosso ricordava un labirinto, e da qui nacque la celebre leggenda del Minotauro, il mostro metà uomo e metà toro rinchiuso da re Minosse. La vita quotidiana dentro il palazzo era organizzata come in una piccola città: c'erano laboratori artigiani, depositi di grano, sale per i banchetti e perfino bagni con tubature per l'acqua. Per esempio, dentro i magazzini sono state ritrovate enormi giare, chiamate pithoi, alte come un bambino di quarta, usate per conservare olio e cereali. Tutto questo dimostra che i Cretesi erano molto organizzati e attenti al benessere delle persone che vivevano nel palazzo.
I Micenei: guerrieri sulla terraferma
Mentre i Cretesi commerciavano in pace, i Micenei costruirono nella Grecia continentale città fortificate, come Micene, Tirinto e Pilo, ognuna guidata da un proprio re guerriero. Le loro città sorgevano sulle colline ed erano circondate da mura altissime fatte di pietre così grandi che i Greci più tardi le chiamarono "mura ciclopiche", credendo fossero state costruite dai Ciclopi giganti. I Micenei erano abili guerrieri, indossavano elmi rinforzati con denti di cinghiale e combattevano con spade di bronzo, carri da guerra e lance affilate. Per esempio, l'ingresso della città di Micene è ancora oggi protetto dalla famosa Porta dei Leoni, una grande porta sormontata da due leonesse scolpite nella pietra. Anche loro però amavano il commercio e impararono molto dai Cretesi: scrittura, arte, modi di costruire i palazzi e tecniche per lavorare i metalli. Si racconta che furono proprio i Micenei a combattere la guerra di Troia narrata da Omero nell'Iliade, e questo ci aiuta a immaginare quanto fossero valorosi in battaglia.
Scrittura, arte e religione
Sia i Cretesi sia i Micenei inventarono una loro scrittura, che gli studiosi chiamano Lineare A per i Cretesi e Lineare B per i Micenei: si tratta di segni incisi su tavolette di argilla. La Lineare B è stata decifrata e contiene soprattutto liste di animali, oggetti e prodotti dei magazzini, mentre la Lineare A rimane ancora oggi un mistero che nessuno è riuscito a leggere completamente. Nell'arte, i Cretesi preferivano dipingere scene gioiose della natura, come pesci e fiori, mentre i Micenei rappresentavano spesso scene di caccia, di guerra e di vita di corte. Per esempio, nelle tombe reali di Micene gli archeologi hanno trovato maschere d'oro che coprivano il volto dei re defunti, come la famosa "maschera di Agamennone". Per quanto riguarda la religione, i Cretesi adoravano una grande dea della natura, spesso raffigurata con serpenti tra le mani, mentre i Micenei pregavano molti dei diversi, antenati di quelli che poi venereranno i Greci. Queste differenze ci mostrano quanto fosse ricca e variegata la spiritualità dei popoli antichi.
La fine delle due civiltà
La civiltà cretese subì un duro colpo intorno al 1450 prima di Cristo, forse a causa di una terribile eruzione vulcanica sull'isola di Thera, oggi chiamata Santorini, che provocò onde gigantesche e distrusse molti porti. Approfittando di questo momento di debolezza, i Micenei attraversarono il mare, conquistarono Creta e si presero le sue ricchezze, le sue tecniche artistiche e la sua scrittura. Tuttavia anche la civiltà micenea non durò per sempre: intorno al 1100 prima di Cristo le loro città vennero distrutte, forse a causa di nuovi popoli invasori, di carestie o di guerre interne tra i diversi regni. Dopo questa caduta iniziò un lungo periodo chiamato "medioevo ellenico", durante il quale si dimenticarono molte cose, perfino la scrittura. Per esempio, per circa quattrocento anni nessuno in Grecia fu più capace di leggere e scrivere come prima. Eppure i ricordi di queste due civiltà non andarono mai del tutto perduti e rivissero nei miti raccontati dai poeti greci come Omero.
Come facciamo a sapere tutte queste cose
Gli studiosi che hanno scoperto i resti dei Cretesi e dei Micenei si chiamano archeologi, e lavorano un po' come dei detective che cercano indizi nascosti sotto terra. Verso la fine dell'Ottocento, l'archeologo inglese Arthur Evans portò alla luce il palazzo di Cnosso, mentre il tedesco Heinrich Schliemann scoprì le tombe reali di Micene piene di oggetti d'oro. Gli archeologi studiano i resti dei palazzi, le ceramiche, i gioielli, le ossa degli animali e perfino i semi rimasti nei vasi, perché ogni oggetto racconta qualcosa della vita di quei tempi. Per esempio, da una semplice tavoletta con la scrittura Lineare B possiamo capire quanti buoi possedeva un re o quanto grano veniva conservato in un magazzino. Anche i miti raccontati molti secoli dopo, come quello del Minotauro o della guerra di Troia, ci offrono indizi preziosi, anche se mescolati con la fantasia. Tutto questo lavoro paziente ci permette di ricostruire la storia di popoli scomparsi più di tremila anni fa, ed è una vera avventura della conoscenza.
Ricorda
- I Cretesi vissero sull'isola di Creta dal 2000 al 1450 a.C. circa, erano abili navigatori e mercanti e costruirono il grande palazzo di Cnosso senza mura difensive.
- I Micenei vissero nella Grecia continentale dal 1600 al 1100 a.C. circa, erano guerrieri, costruirono città fortificate con mura ciclopiche come Micene e Tirinto.
- Entrambi i popoli inventarono una scrittura (Lineare A e Lineare B), praticarono il commercio nel Mediterraneo e influenzarono la futura civiltà greca.
- I Cretesi furono colpiti probabilmente da un'eruzione vulcanica e poi conquistati dai Micenei, che a loro volta scomparvero intorno al 1100 a.C.
- Conosciamo queste civiltà grazie al lavoro degli archeologi, che hanno scoperto palazzi, tombe, affreschi e tavolette scritte.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna una tabella con due colonne, una intitolata "Cretesi" e l'altra "Micenei". In ogni colonna scrivi almeno quattro caratteristiche del popolo (luogo, attività principale, tipo di città, scrittura, oggetto famoso). Poi, sotto la tabella, scrivi tre frasi che spieghino in che cosa i due popoli erano simili e in che cosa erano diversi.