Gli antichi Egizi vissero per migliaia di anni lungo il fiume Nilo, in Africa nord-orientale, costruendo una civiltà ricca di conoscenze, arte e religione.
La civiltà egizia nacque circa cinquemila anni fa lungo le sponde del Nilo, un fiume lunghissimo che attraversa il deserto e porta acqua e fertilità. Senza questo fiume, il popolo egizio non sarebbe mai esistito, perché tutto il territorio intorno era arido e ostile. Ogni anno, durante l'estate, il Nilo straripava e depositava sui campi un fango scuro e ricchissimo, chiamato limo, che rendeva la terra adatta alla coltivazione. Gli Egizi impararono a prevedere queste piene osservando le stelle e a costruire canali per portare l'acqua più lontano. Grazie a queste tecniche, riuscirono a coltivare grano, orzo, lino e papiro in grandi quantità. Il loro territorio si divideva in Basso Egitto, vicino al delta, e Alto Egitto, più a sud verso le sorgenti.
La società e il faraone
La società egizia era organizzata come una piramide, con pochissime persone potenti al vertice e moltissime persone comuni alla base. Al comando di tutti c'era il faraone, considerato un dio vivente che governava la terra per conto delle divinità del cielo. Subito sotto di lui c'erano i sacerdoti, che si occupavano dei templi, e i visir, che amministravano la giustizia e le tasse. Poi venivano gli scribi, persone molto rispettate perché sapevano leggere e scrivere i geroglifici, una scrittura formata da piccoli disegni. Sotto ancora trovavamo gli artigiani, i mercanti e i soldati, che svolgevano lavori specializzati per la comunità. Alla base della piramide sociale c'erano i contadini e gli schiavi, che lavoravano la terra e costruivano le grandi opere volute dal sovrano.
Religione, scrittura e grandi opere
Gli Egizi credevano in moltissimi dei, ciascuno legato a un aspetto della natura o della vita quotidiana, come Ra, dio del sole, o Anubi, protettore dei morti. Erano convinti che dopo la morte iniziasse un lungo viaggio nell'aldilà, perciò conservavano il corpo con una tecnica chiamata mummificazione, avvolgendolo in bende dopo averne tolto gli organi interni. I faraoni e i nobili venivano sepolti dentro enormi tombe a forma di piramide o scavate nelle rocce della Valle dei Re, accompagnati da gioielli, cibo e oggetti preziosi. Per scrivere usavano i geroglifici incisi sulla pietra dei templi e una scrittura più veloce su rotoli di papiro, ottenuti dalle piante che crescevano lungo il fiume. Conoscevano anche la matematica e l'astronomia, tanto da inventare un calendario di trecentosessantacinque giorni divisi in dodici mesi. Le loro costruzioni più famose, come le piramidi di Giza e la Sfinge, ci raccontano ancora oggi la grandezza tecnica di questo popolo.
Ricorda
- Il Nilo era il cuore della civiltà egizia: senza le sue piene non ci sarebbero state agricoltura e città.
- La società era a piramide: il faraone comandava come un dio, mentre contadini e schiavi formavano la base.
- Gli Egizi credevano nella vita dopo la morte e per questo praticavano la mummificazione e costruivano le piramidi.
Piccolo esercizio attivo: sul tuo quaderno disegna la piramide sociale egizia dividendola in cinque piani; in ogni piano scrivi chi stava lì e una sola parola che spieghi cosa faceva. Poi confronta il tuo disegno con quello di un compagno.