Gli Egizi: la civiltà del Nilo

SpiegazioneScuola primaria · 4ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Gli antichi Egizi furono un popolo straordinario che visse per migliaia di anni lungo le rive del fiume Nilo, costruendo piramidi imponenti, inventando una scrittura misteriosa e organizzando una società complessa governata dal faraone.

Dove e quando vissero gli Egizi

La civiltà egizia nacque circa cinquemila anni fa, intorno al 3000 a.C., in una terra africana che oggi conosciamo come Egitto. Questo paese si trova nell'angolo nord-orientale del continente africano, bagnato a nord dal Mar Mediterraneo e attraversato per tutta la sua lunghezza dal fiume Nilo. Gli Egizi chiamavano la loro terra Kemet, che significa "terra nera", per via del colore scuro del fango fertile depositato dal fiume. Tutto intorno, invece, si estendeva il deserto, che chiamavano Deshret, cioè "terra rossa", perché brullo e sabbioso. Per fare un esempio concreto, immagina di camminare lungo il Nilo: alla tua destra e alla tua sinistra vedresti una striscia verde di campi coltivati larga pochi chilometri, e subito dopo il deserto infinito. Un secondo esempio: era come se gli Egizi vivessero in un lungo nastro verde, simile a un serpente d'acqua e vegetazione che attraversa la sabbia.

Il Nilo, fiume della vita

Il Nilo era considerato dagli Egizi un vero e proprio dono degli dèi, perché senza di esso la vita in quel territorio sarebbe stata impossibile. Ogni anno, tra giugno e settembre, le sue acque straripavano dalle rive e ricoprivano i campi vicini, lasciando uno strato di limo, un fango ricchissimo di sostanze nutrienti che rendeva il terreno fertilissimo. Quando le acque si ritiravano, i contadini potevano seminare grano, orzo, lino, papiro e legumi, ottenendo raccolti abbondanti. Pensa, per esempio, a un contadino che dopo la piena trova il suo campo coperto di fango scuro: sa che potrà coltivare e sfamare la sua famiglia per tutto l'anno. Un secondo esempio quotidiano: il Nilo era anche come una grande strada d'acqua, su cui le barche trasportavano persone, animali, pietre e cibo da un villaggio all'altro, proprio come oggi usiamo le autostrade. Per misurare l'altezza della piena, gli Egizi avevano inventato dei pozzi speciali chiamati nilometri, scavati lungo le rive.

Il faraone, re e dio

A capo dell'intera civiltà egizia c'era il faraone, un sovrano che gli Egizi consideravano non soltanto un re potentissimo, ma anche un dio vivente sceso sulla Terra. Il suo compito era governare il paese, comandare l'esercito, far rispettare le leggi e mantenere l'equilibrio dell'universo, che chiamavano Maat. Il faraone portava simboli particolari, come la doppia corona bianca e rossa che rappresentava l'unione dell'Alto e del Basso Egitto, oltre allo scettro e al flagello, segni del suo potere. Per esempio, durante le grandi cerimonie, il faraone appariva al popolo seduto su un trono dorato, vestito con stoffe preziose e gioielli scintillanti, mentre tutti si inchinavano davanti a lui. Un secondo esempio concreto: quando un faraone moriva, il suo corpo veniva trattato con grandissima cura e sepolto in una tomba ricca di oggetti preziosi, perché si credeva che dovesse continuare la sua esistenza nell'aldilà. Tra i faraoni più famosi ricordiamo Cheope, Tutankhamon e la regina Hatshepsut.

La società egizia: una piramide di persone

La società egizia era organizzata come una grande piramide, con pochi uomini potenti in cima e moltissime persone comuni alla base. Al vertice c'era il faraone, seguito dai sacerdoti, che si occupavano dei templi e degli dèi, e dagli scribi, gli unici che sapevano leggere e scrivere. Sotto di loro venivano i funzionari, i mercanti, gli artigiani e i soldati, che svolgevano mestieri importanti per il funzionamento del paese. Alla base della piramide sociale c'erano i contadini, che lavoravano i campi e costituivano la maggior parte della popolazione, e infine gli schiavi, spesso prigionieri di guerra. Per esempio, uno scriba poteva trascorrere la giornata seduto a gambe incrociate, con un foglio di papiro sulle ginocchia, annotando le tasse pagate dai contadini. Un secondo esempio quotidiano: un artigiano del villaggio modellava vasi di terracotta e gioielli, mentre sua moglie tesseva tessuti di lino al telaio.

La scrittura e gli scribi

Gli Egizi inventarono una scrittura molto particolare chiamata geroglifici, formata da centinaia di piccoli disegni che rappresentavano oggetti, animali, persone o suoni. Questa scrittura veniva incisa sulle pareti dei templi, sulle tombe e sui monumenti, oppure dipinta su lunghi rotoli di papiro, un materiale leggero ricavato da una pianta che cresceva lungo il Nilo. Imparare a scrivere era molto difficile e ci volevano molti anni di studio in scuole speciali, per questo solo gli scribi conoscevano questa arte preziosa. Pensa, per esempio, a un ragazzino di dieci anni che ogni mattina si reca alla scuola del tempio per esercitarsi a copiare segni su tavolette di legno o cocci di vaso. Un altro esempio concreto: gli scribi avevano una cassetta degli attrezzi con calami di canna, pennelli e piccoli pani di inchiostro nero e rosso, proprio come uno studente di oggi ha l'astuccio. I geroglifici sono rimasti un mistero per secoli, finché nel 1822 lo studioso francese Champollion riuscì a decifrarli grazie alla famosa Stele di Rosetta.

La religione e gli dèi

Gli antichi Egizi erano politeisti, cioè credevano nell'esistenza di moltissimi dèi e dee, ognuno con un proprio compito e un proprio aspetto particolare. Spesso queste divinità venivano rappresentate con corpo umano e testa di animale, perché ogni animale ricordava una qualità del dio. Per esempio, Ra era il dio del Sole e veniva raffigurato con testa di falco; Anubi, dio dei morti, aveva testa di sciacallo; Thot, dio della scrittura e della sapienza, aveva testa di ibis; Bastet, protettrice della casa, aveva testa di gatto. Un esempio quotidiano: in molte case egizie si trovava una piccola statuetta di Bes, un dio nano e sorridente che proteggeva i bambini durante il sonno. Un secondo esempio: i sacerdoti ogni giorno entravano nei templi, lavavano e vestivano le statue degli dèi e offrivano loro cibo, profumi e fiori, proprio come si fa con un ospite importante.

Le piramidi e la mummificazione

Gli Egizi credevano fermamente nella vita dopo la morte e per questo prepararono per i loro faraoni delle tombe gigantesche chiamate piramidi. La più famosa è la Grande Piramide di Giza, costruita per il faraone Cheope intorno al 2500 a.C., alta circa 146 metri e formata da oltre due milioni di blocchi di pietra. Per garantire al defunto una vita eterna, il corpo veniva trasformato in mummia attraverso un procedimento lungo e delicato che durava settanta giorni. Ecco i passaggi principali della mummificazione:

  1. Si estraevano gli organi interni e si conservavano in vasi speciali detti canopi.
  2. Si copriva il corpo con un sale chiamato natron per farlo seccare completamente.
  3. Dopo circa quaranta giorni si lavava il corpo con oli e profumi.
  4. Si avvolgeva la salma in lunghe bende di lino, inserendo amuleti protettivi.
  5. Infine la mummia veniva chiusa in un sarcofago decorato e portata nella tomba.

Per esempio, dentro la tomba si mettevano cibo, gioielli, mobili e perfino giocattoli, perché si credeva che servissero al defunto nell'aldilà. Un altro esempio: nelle tombe più ricche venivano dipinte sulle pareti scene di vita quotidiana, come se fossero un album di fotografie pronto a rivivere nell'altro mondo.

La vita quotidiana e l'arte

La vita di ogni giorno degli Egizi era ricca di attività interessanti e gli artigiani producevano oggetti meravigliosi che ancora oggi possiamo ammirare nei musei. Gli uomini lavoravano nei campi, costruivano case di mattoni di fango essiccati al sole, pescavano nel Nilo con reti e arpioni, mentre le donne si occupavano della casa, tessevano stoffe di lino e preparavano il pane e la birra. I bambini giocavano con bambole di stoffa, palline di cuoio, animaletti di legno con la coda mobile e tavole da gioco simili alla nostra dama. Per esempio, una tipica cena egizia comprendeva pane d'orzo, cipolle, pesce arrostito, datteri, fichi e una bevanda dolce di miele e acqua. Un secondo esempio quotidiano: sia gli uomini sia le donne si truccavano gli occhi con il kohl, una polvere nera che proteggeva dal sole e dagli insetti, un po' come noi oggi mettiamo gli occhiali da sole. Gli artisti egizi dipingevano figure umane sempre di profilo, con la spalla di fronte e l'occhio visto frontalmente: una caratteristica facile da riconoscere.

Ricorda

Ecco i punti più importanti da tenere a mente sulla civiltà egizia:

Ora prova un piccolo esercizio sul quaderno: disegna la piramide della società egizia dividendola in cinque livelli, scrivi in ogni livello il nome del gruppo sociale corrispondente e accanto disegna un piccolo simbolo che lo rappresenti (per esempio una corona per il faraone, un papiro per lo scriba, una zappa per il contadino). Sotto al disegno, scrivi tre frasi che spieghino perché il Nilo era così importante per questa civiltà.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.storia.cl5.produzione-orale-scritta.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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