La linea del tempo della preistoria

SpiegazioneScuola primaria · 3ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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La preistoria è il lunghissimo periodo prima dell'invenzione della scrittura. Per orientarci in tanti millenni gli storici usano la linea del tempo, una specie di strada lunga e sottile dove ogni passo corrisponde a un anno, un secolo o addirittura un millennio.

Che cos'è la linea del tempo

La linea del tempo è un disegno che assomiglia a un righello speciale, dove invece dei centimetri troviamo gli anni. Serve agli storici per mettere in ordine gli avvenimenti del passato e capire quali sono accaduti prima e quali dopo. Immagina di disegnare una freccia lunga su un foglio: a sinistra ci sono i fatti più antichi, a destra quelli più recenti, fino ad arrivare al presente. Ogni puntino sulla freccia rappresenta un momento importante della storia dell'umanità. Per esempio, possiamo segnare con un puntino la nascita dell'agricoltura e con un altro l'invenzione delle prime città. La linea del tempo ci aiuta anche a confrontare distanze enormi, come quella tra noi e i primi uomini comparsi sulla Terra.

Le grandi epoche della storia

La storia umana è stata divisa dagli studiosi in cinque grandi epoche: Preistoria, Età antica, Medioevo, Età moderna ed Età contemporanea. Ognuna di queste epoche dura migliaia o centinaia di anni ed è caratterizzata da scoperte, invenzioni o cambiamenti molto importanti. La Preistoria è la più lunga di tutte, perché copre milioni di anni; le altre, invece, durano molto meno. Per esempio, l'Età contemporanea, in cui viviamo noi adesso, è cominciata poco più di duecento anni fa. Sulla linea del tempo le epoche sono come grandi stanze colorate, una accanto all'altra, e ciascuna ha la sua porta d'ingresso e d'uscita. La porta d'uscita della Preistoria è l'invenzione della scrittura, che apre la stanza successiva, l'Età antica.

Perché si chiama preistoria

La parola preistoria significa letteralmente "prima della storia" e indica tutto il tempo trascorso prima che gli esseri umani imparassero a scrivere. Senza documenti scritti, non possiamo leggere lettere, cronache o diari di chi viveva allora; per questo gli studiosi devono usare altri indizi. Gli archeologi cercano nel terreno strumenti di pietra, ossa, pitture sulle pareti delle grotte e resti di antichi accampamenti. Per esempio, una punta di freccia in selce ci racconta che qualcuno la usava per cacciare, anche se non ha lasciato il suo nome scritto da nessuna parte. Allo stesso modo, le impronte di mani colorate sulle pareti di una grotta ci dicono che lì viveva una comunità di persone. Tutti questi oggetti si chiamano reperti e sono i nostri "libri" della preistoria.

I due grandi periodi: Paleolitico e Neolitico

Gli storici hanno diviso la Preistoria in due grandi periodi, e per capirli basta guardare con quali strumenti vivevano le persone. Il primo periodo si chiama Paleolitico, che vuol dire "età della pietra antica", quando gli uomini scheggiavano la pietra per ottenere lame taglienti ma grezze. In questo periodo lunghissimo, i nostri antenati erano nomadi, cioè si spostavano in continuazione cacciando animali selvatici e raccogliendo frutti spontanei. Il secondo periodo si chiama Neolitico, che significa "età della pietra nuova", perché le pietre venivano levigate con cura per renderle lisce e più precise. Nel Neolitico le persone diventarono sedentarie: impararono a coltivare il grano e ad allevare pecore, capre e mucche. Per esempio, una famiglia che prima inseguiva i cervi nei boschi cominciò a costruirsi una capanna di fango e paglia vicino a un campo di orzo.

Le date prima di Cristo

Sulla linea del tempo della preistoria troviamo date un po' particolari, scritte con la sigla a.C., che significa "avanti Cristo". Queste date funzionano al contrario rispetto alle nostre: più il numero è grande, più indietro nel tempo siamo. Per esempio, il 10.000 a.C. è molto più antico del 3.000 a.C., anche se il primo numero sembra più grande. È come quando facciamo il conto alla rovescia prima di un lancio: 10, 9, 8... ci avviciniamo a zero. Il punto zero della nostra linea del tempo è la nascita di Gesù Cristo, che gli studiosi hanno scelto come riferimento. Tutti gli avvenimenti accaduti dopo si indicano con la sigla d.C., cioè "dopo Cristo", e funzionano in modo normale: il 2026 d.C. è più recente del 1500 d.C.

Le tappe fondamentali della preistoria

Sulla linea del tempo della preistoria possiamo segnare alcune tappe veramente importanti che hanno cambiato per sempre la vita degli esseri umani. La prima grande tappa è la comparsa dei primi ominidi in Africa, milioni di anni fa, creature che camminavano già su due gambe. Poi arriva la scoperta del fuoco, che permise ai nostri antenati di cuocere il cibo, scaldarsi nelle notti fredde e difendersi dagli animali feroci. Un'altra tappa fondamentale è l'invenzione di strumenti di pietra sempre più precisi, come asce, raschiatoi e punte di lancia. Intorno al 10.000 a.C. ci fu la cosiddetta rivoluzione neolitica, quando gli uomini cominciarono a coltivare la terra. Infine, verso il 3.500 a.C., con l'invenzione della scrittura in Mesopotamia, la preistoria finì e cominciò la storia vera e propria.

Misurare il tempo lunghissimo

Quando parliamo di preistoria dobbiamo abituarci a numeri davvero enormi, perché si tratta di milioni e migliaia di anni. Per renderci conto di quanto sia lungo questo periodo, possiamo fare un piccolo gioco: se la storia dell'umanità fosse lunga come la nostra aula scolastica, la preistoria occuperebbe quasi tutto lo spazio e la storia scritta solamente l'ultimo banco vicino alla porta. Per misurare distanze così grandi, sulla linea del tempo usiamo unità diverse: il millennio, che equivale a mille anni, e il secolo, che dura cento anni. Per esempio, dieci millenni fanno diecimila anni, mentre dieci secoli ne fanno mille. Quando disegniamo la linea del tempo della preistoria sul quaderno, conviene scegliere una scala adatta, magari un quadretto ogni mille anni, altrimenti la nostra freccia non basterebbe mai.

Ricorda

Ecco i punti chiave da tenere a mente:

  1. La linea del tempo è uno strumento che mette in ordine gli avvenimenti dal più antico al più recente.
  2. La storia umana si divide in cinque epoche: Preistoria, Età antica, Medioevo, Età moderna, Età contemporanea.
  3. La Preistoria è il periodo prima dell'invenzione della scrittura ed è il più lungo di tutti.
  4. La Preistoria si divide in Paleolitico (pietra antica, uomini nomadi) e Neolitico (pietra nuova, uomini sedentari e agricoltori).
  5. Le date a.C. funzionano al contrario: più il numero è grande, più si va indietro nel tempo.

Ora prova tu sul quaderno: disegna una linea del tempo orizzontale e segna in ordine queste tre tappe della preistoria: la scoperta del fuoco, l'invenzione di strumenti di pietra levigata, l'inizio dell'agricoltura. Scrivi accanto a ogni puntino una breve frase che spieghi che cosa rappresenta e colora con tinte diverse il Paleolitico e il Neolitico. Buon lavoro!

Riferimento curricolare

Scheda didattica originale fedele all'obiettivo DM 254/2012 ob.primaria.storia.cl3.organizzazione-informazioni.02; testo in linguaggio accessibile per DSA/BES.

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