Il Neolitico e l'agricoltura

SpiegazioneScuola primaria · 3ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Nel Neolitico, l'uomo smette di spostarsi sempre e impara a coltivare la terra e ad allevare gli animali, costruendo i primi villaggi.

Il Neolitico è chiamato "età della pietra nuova" perché in questo lunghissimo periodo, che va circa dall'8000 al 3500 a.C., gli uomini impararono a lavorare la pietra con una tecnica nuova e più precisa. Prima, nel Paleolitico, gli uomini erano cacciatori e raccoglitori e si spostavano continuamente per cercare cibo. Nel Neolitico, invece, avviene un cambiamento enorme nella vita quotidiana, talmente importante che gli studiosi lo chiamano rivoluzione. Questa trasformazione non avvenne in un solo giorno, ma lentamente, di generazione in generazione, mentre gli uomini osservavano la natura e imparavano a controllarla.

La rivoluzione agricola: coltivare e allevare

La scoperta più importante del Neolitico fu l'agricoltura, cioè la capacità di far crescere le piante che servono per nutrirsi. Gli uomini si accorsero che, se mettevano nel terreno i semi di alcune erbe selvatiche, dopo qualche mese spuntavano nuove piante con altri semi commestibili. Cominciarono così a coltivare soprattutto il grano e l'orzo, che servivano per fare farina e pane. Insieme all'agricoltura, gli uomini impararono anche l'allevamento: catturavano cuccioli di animali selvatici, come capre, pecore e mucche, e li tenevano vicino alle loro case. Da questi animali ottenevano latte, lana, carne e pelli, senza bisogno di andare ogni giorno a caccia. Per esempio, una famiglia poteva tenere alcune capre in un recinto vicino alla casa e munger­le al mattino, proprio come si fa ancora oggi in molte fattorie.

La vita nei villaggi e le nuove invenzioni

Dato che i campi coltivati richiedevano cure ogni giorno e gli animali dovevano essere custoditi, gli uomini non potevano più spostarsi: diventarono sedentari, cioè vivevano sempre nello stesso posto. Nacquero così i primi villaggi, formati da tante case costruite con mattoni di fango seccato al sole e tetti di paglia intrecciata. Vivere insieme in un villaggio permise agli uomini di inventare cose nuove e utili: impararono a modellare l'argilla per costruire vasi e pentole, e questa tecnica si chiama ceramica. Inventarono anche la tessitura, intrecciando fili di lana o di lino per fare stoffe e vestiti più caldi e comodi delle pelli. Una delle invenzioni più geniali fu la ruota, che permetteva di trasportare carichi pesanti con i carri, e infine la pietra levigata, cioè lisciata con cura per ottenere asce e coltelli molto più precisi di prima.

Ricorda

Ora prova tu sul quaderno: disegna un piccolo villaggio del Neolitico e scrivi accanto a ogni elemento (casa, campo, animali, vasi) il nome giusto. Poi scrivi una frase che spieghi perché l'uomo del Neolitico non aveva più bisogno di spostarsi continuamente.

Riferimento curricolare

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