Tanto, tanto tempo fa, gli uomini scoprirono che potevano far crescere il cibo invece di cercarlo: questa grande scoperta cambiò per sempre la vita sulla Terra e diede inizio al Neolitico.
Un nome strano per un grande cambiamento
La parola Neolitico viene dal greco e significa "età della pietra nuova": gli studiosi la usano per indicare un periodo molto lungo della preistoria che va circa dall'8000 al 3500 avanti Cristo. In questo periodo gli uomini continuavano a usare la pietra per costruire i loro strumenti, ma impararono a lavorarla in modo molto più fine rispetto ai loro antenati del Paleolitico. Per esempio, prima si limitavano a scheggiare un sasso con un altro sasso per ottenere una punta tagliente, mentre adesso lo strofinavano a lungo su una pietra ruvida bagnata, fino a renderlo perfettamente liscio. Un altro esempio è la cura nei dettagli: un'ascia neolitica aveva il taglio dritto e regolare, simile a quello di un coltello da cucina di oggi, e durava molto più a lungo. Il nome "pietra nuova" ricorda quindi non un materiale diverso, ma un modo nuovo e più abile di trattarlo.
La grande scoperta dell'agricoltura
Per migliaia di anni gli uomini avevano vissuto raccogliendo frutti selvatici e cacciando animali, spostandosi continuamente in cerca di cibo. Un giorno, però, qualcuno notò una cosa importantissima: dove cadevano per terra i chicchi delle spighe selvatiche, dopo qualche tempo nascevano nuove piantine identiche. Da quell'osservazione nacque l'agricoltura, cioè l'arte di coltivare la terra per ottenere il cibo che serve. Le donne e gli uomini cominciarono a seminare apposta i chicchi di grano e di orzo in piccoli campi vicino a casa, e ad aspettare con pazienza che le piante crescessero. Pensa a quando tu metti un fagiolo nel cotone bagnato a scuola e dopo qualche giorno spunta una radichetta: quella semplice esperienza è la stessa intuizione che ebbero gli uomini del Neolitico. Da quel momento la fame divenne meno frequente, perché il cibo si poteva produrre e non solo cercare.
L'allevamento degli animali
Insieme all'agricoltura nacque anche l'allevamento, cioè la cura di animali utili che vivevano accanto alle case degli uomini. I cacciatori si accorsero che, invece di uccidere subito una pecora o una capra catturata, conveniva tenerla in un recinto e farla riprodurre, per avere sempre carne, latte e lana a disposizione. Così furono addomesticati a poco a poco le pecore, le capre, le mucche, i maiali e i buoi, mentre il cane era già amico dell'uomo da molto prima. Per fare un esempio, una sola capra poteva dare ogni giorno il latte per tutta la famiglia, e con quel latte si imparò presto a fare i primi formaggi. Un altro esempio quotidiano è la lana delle pecore: tosata in primavera, veniva filata e poi intrecciata per fare coperte calde da usare in inverno. L'allevamento, insieme ai campi, rese la vita molto più sicura.
Dalla tenda al villaggio: la vita sedentaria
Finché si cacciava, bisognava muoversi continuamente seguendo le mandrie di animali e le stagioni dei frutti. Quando però si comincia a coltivare un campo, non ci si può più allontanare: bisogna restare lì per innaffiare, togliere le erbacce e proteggere le piantine. Per questo motivo l'uomo del Neolitico diventò sedentario, cioè smise di spostarsi e si fermò sempre nello stesso luogo, scegliendo soprattutto le rive dei fiumi, dove l'acqua era abbondante. Le famiglie costruirono le loro case una vicina all'altra e nacquero così i primi villaggi, piccoli gruppi di abitazioni in cui vivevano insieme parenti e amici. Per capirci, è un po' come quando in vacanza si pianta la tenda in campeggio e ci si ferma più giorni: ci si organizza, si conoscono i vicini e si dividono i lavori. Allo stesso modo, nei villaggi neolitici ognuno aveva un compito preciso per il bene di tutti.
Le case di fango e paglia
Le abitazioni del Neolitico erano molto diverse dalle grotte usate nel Paleolitico, perché ora servivano case stabili in cui restare a lungo. Per costruirle si piantavano nel terreno dei pali di legno robusti, che facevano da scheletro, e poi si riempivano gli spazi tra un palo e l'altro con un impasto di fango mescolato a paglia, lasciato seccare al sole. Il tetto veniva fatto con canne, rami e altra paglia ben pressata, in modo da proteggere dalla pioggia e dal vento. È un sistema molto simile a quello con cui i bambini, in spiaggia, mescolano la sabbia bagnata con l'acqua per costruire muretti che si induriscono al sole. Un altro esempio è il fango che si attacca alle scarpe dopo la pioggia: quando si asciuga diventa duro come un mattone, ed è proprio questa la magia che permetteva alle pareti delle case neolitiche di reggersi in piedi.
Tante nuove invenzioni
La vita nei villaggi spinse gli uomini a inventare oggetti utili che noi usiamo ancora oggi, magari senza accorgercene. Una scoperta importantissima fu la ceramica: impastando l'argilla con l'acqua e poi cuocendola sul fuoco si ottenevano vasi, ciotole e pentole che servivano per conservare il grano, portare l'acqua e cucinare le zuppe. Un'altra grande invenzione fu la tessitura: si prendevano i fili di lana o di lino e si intrecciavano fra loro con un telaio di legno, ottenendo stoffe morbide per fare vestiti più comodi delle pelli. Pensa al maglione che indossi d'inverno: è figlio diretto di quei primi tessuti neolitici. Infine arrivò la ruota, che cambiò il mondo: posta sotto un carro trainato dai buoi, permetteva di trasportare facilmente sacchi pesanti di grano, esattamente come oggi le ruote del carrello del supermercato ci aiutano a portare la spesa.
Strumenti di pietra levigata
Nel Neolitico anche gli strumenti di pietra fecero un grande passo avanti, perché gli uomini impararono a levigare il sasso, cioè a strofinarlo a lungo contro una pietra ruvida bagnata, finché la superficie diventava liscia e il taglio molto preciso. Con questa tecnica si fabbricavano asce, zappe, falcetti e coltelli che funzionavano molto meglio di quelli soltanto scheggiati del periodo precedente. Per esempio, un'ascia di pietra levigata poteva abbattere un albero per ricavarne legna da costruzione, lavoro che prima richiedeva moltissimo tempo e fatica. Un altro esempio è il falcetto, un coltello ricurvo con piccole lame di selce incastrate nel manico di legno, usato per tagliare le spighe di grano al momento del raccolto. Questi strumenti più efficaci permisero ai contadini di lavorare meglio i campi e di costruire case più solide.
Una rivoluzione lenta ma enorme
Gli studiosi chiamano tutti questi cambiamenti rivoluzione agricola, anche se non avvennero in un giorno solo, ma nel corso di migliaia di anni. La parola "rivoluzione" indica un cambiamento talmente grande da trasformare per sempre la vita delle persone, proprio come è accaduto in questo caso. Prima del Neolitico l'uomo dipendeva totalmente da ciò che la natura gli offriva, mentre dopo cominciò a modificare la natura stessa per ottenere quello che voleva. Per esempio, scegliendo solo i semi delle piante più forti, i contadini neolitici resero il grano sempre più ricco e nutriente di stagione in stagione. Un altro esempio è il villaggio: dove prima c'era solo bosco, ora sorgevano case, campi coltivati e recinti per gli animali, segno della presenza stabile dell'uomo. Da quel momento, in pratica, è cominciata la storia delle nostre città e della nostra vita di oggi.
Ricorda
- Il Neolitico va circa dall'8000 al 3500 a.C. e significa "età della pietra nuova".
- L'uomo inventa l'agricoltura: coltiva grano e orzo nei campi.
- Nasce l'allevamento di pecore, capre, mucche, maiali e buoi.
- L'uomo diventa sedentario e vive in villaggi sulle rive dei fiumi.
- Le case sono fatte di pali di legno, fango, paglia e canne.
- Si inventano la ceramica, la tessitura e la ruota.
- La pietra viene levigata per ottenere strumenti più precisi.
- Tutti questi cambiamenti formano la rivoluzione agricola.
Piccolo esercizio sul quaderno. Disegna un villaggio del Neolitico visto dall'alto. Dentro al disegno devi inserire e indicare con una freccia almeno cinque elementi: il fiume, un campo coltivato di grano, un recinto con gli animali, una casa di fango e paglia e una persona che lavora con uno strumento di pietra levigata. Sotto al disegno, scrivi tre frasi che spieghino perché, secondo te, il villaggio è stato costruito proprio vicino al fiume.