Dal villaggio alla città

SpiegazioneScuola primaria · 3ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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In questa lezione scoprirai come i piccoli villaggi dei nostri antenati sono cresciuti lentamente, nel corso di moltissimo tempo, fino a diventare le città grandi e affollate che conosciamo oggi.

Un viaggio lungo migliaia di anni

Immagina di poter salire su una macchina del tempo e tornare indietro di diecimila anni: troveresti pochissime persone che vivevano insieme in capanne di legno e paglia, vicine a un fiume o a un bosco. Quei piccoli gruppi di abitazioni si chiamavano villaggi ed erano il primo modo che gli esseri umani inventarono per vivere insieme dopo aver smesso di spostarsi continuamente. Pian piano, di generazione in generazione, alcuni villaggi sono cambiati tantissimo: sono diventati borghi, poi paesi e infine vere e proprie città. Questo cambiamento non è avvenuto in pochi giorni, ma in moltissimi anni, attraverso il lavoro, le scoperte e le scelte di tanti uomini e donne. Pensa, per esempio, alla città di Roma: prima di diventare la grande capitale che conosciamo, era solo un gruppo di capanne sui colli vicino al fiume Tevere. Anche Milano, oggi piena di grattacieli, era nata come un piccolo abitato circondato da campi e paludi.

Perché sono nati i primi villaggi

I primi villaggi sono nati quando gli esseri umani hanno imparato a coltivare la terra e ad allevare gli animali, smettendo così di essere nomadi. Prima di quel momento, i nostri antenati si spostavano in continuazione per cercare cibo, cacciando animali selvatici e raccogliendo frutti e radici nei boschi. Quando hanno capito che potevano seminare il grano e tenere vicino le pecore o le mucche, hanno deciso di fermarsi in un posto solo, costruendo abitazioni stabili. Sceglievano sempre luoghi con tanta acqua a disposizione, terreni fertili dove crescevano bene le piante e zone non troppo fredde. Un esempio bellissimo è il villaggio neolitico di Çatalhöyük, costruito tantissimo tempo fa in una pianura ricca di fiumi e campi coltivabili. Anche nelle nostre Alpi sono stati trovati resti di villaggi sulle palafitte, costruiti accanto ai laghi proprio perché l'acqua serviva per bere, pescare e bagnare i campi.

Come era fatto un villaggio

Un villaggio era un piccolo gruppo di case semplici dove vivevano poche decine o al massimo qualche centinaio di persone, quasi tutte imparentate tra loro. Le abitazioni erano costruite con materiali presi direttamente dalla natura vicina, come legno, paglia, fango e pietre raccolte nei dintorni. Intorno alle case si trovavano i campi coltivati, i recinti per gli animali e magari un piccolo bosco usato per la legna da ardere e da costruzione. Nel villaggio quasi tutti facevano lo stesso mestiere, cioè i contadini e i pastori, mentre poche persone si occupavano di costruire attrezzi o vasi di terracotta. Se pensi a un paesino di montagna come Cortina o a un borgo di campagna in Toscana qualche secolo fa, puoi farti un'idea di come si viveva: tutti si conoscevano, ci si aiutava nei lavori dei campi e si festeggiava insieme la fine del raccolto. Le decisioni importanti venivano prese parlandone tra le famiglie più anziane, perché non c'erano ancora uffici o municipi come oggi.

La grande trasformazione: dal villaggio alla città

Col passare dei secoli, alcuni villaggi che si trovavano in posti particolarmente fortunati sono cresciuti molto più degli altri, trasformandosi in città. Questi posti fortunati erano, per esempio, gli incroci di strade importanti, le rive di fiumi navigabili oppure le zone vicine al mare dove arrivavano le navi cariche di merci. In questi luoghi arrivavano sempre più persone, attirate dalla possibilità di vendere e comprare cose, di trovare lavoro e di vivere meglio. Così le case sono aumentate di numero, si sono moltiplicate le strade e sono nati nuovi mestieri che nei villaggi non esistevano, come il fabbro, il vasaio, il mercante e lo scrivano. Un esempio famoso è quello di Venezia, nata come un gruppo di villaggi di pescatori in mezzo alla laguna e diventata poi una città potentissima grazie ai commerci sul mare. Anche Firenze era inizialmente un piccolo abitato romano lungo il fiume Arno, e nel Medioevo è diventata una città ricca grazie alla lavorazione della lana e ai banchieri.

Che cosa rendeva diversa una città da un villaggio

La città non era soltanto un villaggio più grande, ma un luogo completamente diverso, con caratteristiche tutte sue che la rendevano riconoscibile. Innanzitutto era spesso circondata da mura alte e robuste che servivano a proteggere gli abitanti dai nemici e dagli assalti dei briganti. All'interno delle mura si trovavano edifici importanti che nei villaggi non esistevano, come la piazza del mercato, la cattedrale, il palazzo del governo e a volte il castello del signore. Nelle città vivevano molte più persone e di ogni tipo: contadini venuti dalla campagna, artigiani con le loro botteghe, mercanti che arrivavano da lontano, soldati, religiosi e nobili. Per esempio, nella città medievale di Bologna c'erano addirittura tantissime torri costruite dalle famiglie nobili e l'università più antica d'Italia, dove gli studenti arrivavano persino da altre nazioni. Anche Siena, con la sua famosa piazza del Campo, mostra ancora oggi come una città medievale fosse organizzata intorno a uno spazio centrale per il mercato e le feste.

I mestieri nuovi e la vita in città

Una delle differenze più importanti tra villaggio e città riguardava il modo in cui le persone si guadagnavano da vivere ogni giorno. In città non tutti lavoravano la terra: c'erano botteghe lungo le strade dove gli artigiani producevano scarpe, vestiti, mobili, pentole e tantissimi altri oggetti utili. Lungo le vie principali si svolgeva il commercio, con mercanti che vendevano stoffe colorate, spezie profumate, pesce, frutta e vino arrivati anche da molto lontano. C'erano poi le persone che studiavano e insegnavano, come i maestri delle scuole, i medici e i frati che copiavano i libri a mano nei conventi. Pensa a una bottega di calzolaio nel Medioevo: il maestro tagliava il cuoio, i giovani apprendisti imparavano il mestiere e i clienti entravano per ordinare le scarpe su misura. Oppure immagina un giorno di mercato a Padova nel Trecento, con bancarelle piene di formaggi, ortaggi, tessuti e bambini che correvano felici tra la folla rumorosa.

Le città di oggi e le tracce del passato

Anche le nostre città moderne conservano moltissime tracce di quel lungo viaggio cominciato migliaia di anni fa nei piccoli villaggi degli antenati. Quando passeggi nel centro storico di una città italiana puoi ancora vedere le mura antiche, le porte di pietra, le vie strette e le piazze dove un tempo si teneva il mercato settimanale. Molti nomi di vie ricordano gli antichi mestieri, come Via dei Calzolai, Via dei Fabbri o Via dei Vasai, perché lì un tempo lavoravano gli artigiani di quel mestiere. Le città di oggi sono però molto più grandi, con palazzi alti, automobili, autobus, semafori, parchi pubblici, ospedali e scuole moderne. Ad esempio, Torino è nata come accampamento romano chiamato Augusta Taurinorum e ancora oggi le sue vie del centro seguono il disegno regolare a griglia che le avevano dato i Romani. Roma invece conserva nel suo cuore il Foro, il Colosseo e tanti monumenti che ci raccontano com'era la vita in città quasi duemila anni fa.

Ricorda

Ecco i punti più importanti che hai imparato in questa lezione:

  1. I villaggi sono nati quando gli esseri umani hanno smesso di spostarsi e hanno iniziato a coltivare la terra e ad allevare gli animali.
  2. Nei villaggi vivevano poche persone, quasi tutte contadini o pastori, in case fatte di materiali naturali.
  3. Alcuni villaggi sono diventati città perché si trovavano in posti adatti al commercio, vicino a fiumi, strade o mare.
  4. La città è circondata da mura, ha edifici importanti, tante persone e tanti mestieri diversi come artigiani e mercanti.
  5. Anche le nostre città moderne conservano tracce di questa lunga trasformazione, come mura antiche, piazze e nomi di vie.

Ora prova tu! Apri il quaderno e disegna su una pagina divisa a metà: a sinistra rappresenta un villaggio del passato con poche capanne, campi e animali; a destra rappresenta una città moderna con palazzi, strade, negozi e veicoli. Sotto al disegno scrivi tre differenze importanti tra il villaggio e la città, usando le parole che hai imparato in questa lezione.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.tecnico-turismo.geografia-turistica.cl3.paesaggio-urbano-rurale.01 — Riordino degli istituti tecnici. Da revisionare.

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