Ricostruire il passato

SpiegazioneScuola primaria · 2ªstoria

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Il passato non è scomparso: lascia sempre piccole impronte che possiamo trovare e mettere in ordine come i pezzi di un puzzle.

Che cosa significa ricostruire il passato

Ricostruire il passato vuol dire mettere insieme tante piccole informazioni per capire come erano le cose prima di adesso. È un po' come quando trovi i pezzi di un giocattolo rotto in fondo a un cassetto e provi a rimontarlo per capire com'era. Lo storico, cioè la persona che studia la storia, fa proprio questo lavoro con i fatti accaduti tanto tempo fa. Però lo storico non può vedere il passato con i suoi occhi, perché il tempo è già passato e non si può tornare indietro. Allora deve cercare degli indizi, cioè delle tracce che il passato ha lasciato.

Anche tu, senza saperlo, ricostruisci il passato ogni giorno: quando racconti alla mamma cosa hai fatto a scuola, oppure quando guardi le foto delle vacanze dell'estate scorsa per ricordare un bel momento.

Le fonti: i messaggeri del passato

Gli indizi che lo storico usa per ricostruire il passato si chiamano fonti. Una fonte è qualcosa che ci dà un'informazione su un tempo che non c'è più, come un piccolo messaggero arrivato da lontano. Le fonti possono essere oggetti, parole, immagini o anche luoghi che hanno una storia da raccontare. Senza fonti, lo storico sarebbe come un detective senza prove: potrebbe solo immaginare, ma non saprebbe niente di sicuro. Per questo le fonti sono molto preziose e vanno conservate con cura, nei musei, negli archivi o nelle biblioteche.

Pensa al diario della nonna quando era bambina: le sue pagine sono una fonte. Anche il cucchiaio di legno usato dal bisnonno per mangiare la minestra è una fonte, perché racconta come si viveva tanti anni fa.

I diversi tipi di fonti

Non tutte le fonti sono uguali: ce ne sono di quattro tipi principali, e ognuno ci racconta il passato in un modo diverso. Le fonti materiali sono oggetti che possiamo toccare, come un vaso antico, una moneta, una pentola di rame o un giocattolo di legno. Le fonti scritte sono parole messe sulla carta o su altri materiali, come una lettera, un libro vecchio, una pagella o un registro. Le fonti orali sono i racconti che le persone fanno con la voce, per esempio quando la nonna ti parla di quando era piccola. Infine le fonti iconografiche sono immagini, come fotografie, disegni o quadri che mostrano scene di un altro tempo.

Se trovi in soffitta una vecchia pentola, hai una fonte materiale. Se la nonna ti racconta come la usava per cucinare il riso la domenica, aggiungi una fonte orale: due indizi insieme raccontano molto di più.

Le tracce nascoste intorno a noi

Il passato lascia tracce dappertutto, anche dove non ce le aspettiamo. Una traccia è un piccolo segno che il tempo non ha cancellato del tutto e che parla di chi è venuto prima di noi. A volte le tracce sono grandi e visibili, come un castello in cima a una collina o una chiesa nel centro del paese. Altre volte sono piccolissime, come una targa con una data sul muro di una casa o un nome scritto sotto un banco di scuola. Imparare a vedere queste tracce è molto importante, perché significa imparare a leggere il mondo come un libro pieno di storie.

Quando passi davanti a un ponte vecchio, prova a chiederti chi lo ha costruito e perché. Anche il nome di una via, per esempio "Via Roma" o "Via Garibaldi", è una traccia che ricorda qualcosa di accaduto molto tempo fa.

Il lavoro dello storico passo dopo passo

Lo storico non lavora a caso: segue dei passaggi precisi, come una vera indagine di un detective. Prima di tutto cerca le fonti, poi le osserva con attenzione, poi cerca di capire cosa raccontano e infine racconta agli altri quello che ha scoperto. È un lavoro che richiede pazienza, occhio attento e tante domande. Ecco i passi principali che lo storico compie quando vuole ricostruire un pezzo di passato:

  1. Cerca le fonti in luoghi adatti, come musei, soffitte, archivi o anche nei racconti delle persone anziane.
  2. Osserva con cura ogni fonte, cercando di capire da dove viene e quanti anni ha.
  3. Si fa molte domande: chi l'ha fatta? A che cosa serviva? Chi la usava?
  4. Confronta le fonti tra loro per vedere se raccontano la stessa storia.
  5. Mette tutto in ordine nel tempo, dal più antico al più recente.
  6. Racconta o scrive quello che ha scoperto, così anche gli altri possono saperlo.

Mettere in ordine il tempo

Quando ricostruiamo il passato, è molto importante mettere i fatti nel giusto ordine: prima quello che è successo per primo, poi quello che è venuto dopo. Se mescoliamo i fatti, la storia non si capisce più, proprio come quando le pagine di un libro sono fuori posto. Per ordinare nel tempo possiamo usare parole come "prima", "dopo", "poi", "infine", oppure possiamo costruire una linea del tempo, che è una linea diritta con i fatti segnati uno dopo l'altro. La linea del tempo ci aiuta a vedere con un solo colpo d'occhio quanto tempo è passato tra un fatto e un altro.

Pensa alla tua giornata: prima ti svegli, poi fai colazione, poi vai a scuola, infine torni a casa. Se cambiamo l'ordine, sembra una giornata strana e senza senso. La stessa cosa succede con la storia di una famiglia o di un paese.

Curiosità: gli archeologi e i loro tesori

C'è una persona speciale che cerca le tracce del passato sottoterra: si chiama archeologo. L'archeologo usa piccoli pennelli, palette e setacci per scavare la terra senza rovinare niente, perché ogni oggetto è un tesoro di informazioni. A volte trova cocci di vasi rotti, pezzi di mura, monete arrugginite o perfino impronte di persone vissute tanti secoli fa. Ogni piccolo pezzo, anche se sembra inutile, può aiutarci a capire come si viveva una volta, cosa si mangiava, come ci si vestiva e come si giocava.

In Italia ci sono tanti luoghi famosi dove gli archeologi hanno lavorato, come Pompei, dove sotto la cenere è stata trovata un'intera città antica. Anche nel tuo paese, magari, qualcuno ha trovato una vecchia moneta in un campo: anche quella è un piccolo tesoro del passato.

Ricorda

Piccolo esercizio sul quaderno: disegna tre fonti diverse che potresti trovare nella casa dei tuoi nonni (per esempio una foto, un oggetto e qualcosa di scritto). Sotto ogni disegno scrivi di che tipo di fonte si tratta e una domanda che vorresti fare ai tuoi nonni su quell'oggetto.

Riferimento curricolare

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