Il lavoro dello storico: domande e prove dal passato

SpiegazioneScuola primaria · 2ªstoria

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Lo storico è una persona che studia il passato. Per scoprirlo, fa domande e cerca prove vere che lo aiutino a trovare le risposte giuste.

Chi è lo storico

Lo storico è una studiosa o uno studioso che vuole conoscere come vivevano le persone tanto tempo fa. Non ha una macchina del tempo, quindi non può tornare indietro per guardare con i suoi occhi quello che succedeva. Per questo motivo deve lavorare un po' come una detective: osserva, riflette e raccoglie indizi. Pensa, per esempio, a una storica che vuole sapere cosa mangiavano i bambini cento anni fa: non potendo invitarli a cena, deve cercare informazioni in altri modi. Oppure pensa a uno storico che si chiede come si vestivano i nonni dei nonni: osserverà vecchie fotografie ingiallite e abiti conservati nei musei. Il suo lavoro è quindi paziente, curioso e molto attento ai particolari.

La domanda è il primo passo

Ogni ricerca storica comincia sempre con una domanda precisa sul passato. Senza una domanda, lo storico non saprebbe cosa cercare e si perderebbe in mezzo a troppe informazioni. Le domande possono essere tante: come vivevano i bambini in classe cinquant'anni fa? Quali giochi facevano i nostri bisnonni nei cortili? Cosa scrivevano gli antichi romani sulle loro tavolette di cera? La domanda è importante perché funziona come una bussola che indica la strada giusta da seguire. Per esempio, se la domanda riguarda i giocattoli di una volta, lo storico cercherà bambole di stoffa e trottole di legno, non utensili da cucina. Quindi prima di partire bisogna sempre fermarsi a pensare: cosa voglio scoprire?

Le prove: gli indizi del passato

Dopo aver scelto la domanda, lo storico cerca le prove, cioè tutto ciò che il passato ci ha lasciato. Le prove sono come le briciole di pane della favola: aiutano a ritrovare la strada di un tempo lontano. Possono essere oggetti antichi, come una pentola di terracotta trovata sotto terra, oppure documenti scritti, come una lettera ingiallita conservata in un cassetto. Anche un vecchio diario di scuola con i quaderni rovinati è una prova preziosa. Persino una canzone che la nonna canta da quando era piccola può diventare una prova del passato. Tutti questi indizi insieme aiutano a costruire una risposta vera e non inventata.

I diversi tipi di fonti

Le prove che lo storico raccoglie si chiamano fonti e si dividono in quattro grandi gruppi. Le fonti materiali sono gli oggetti che possiamo toccare, come monete antiche, vasi rotti o resti di case. Le fonti scritte sono tutti i testi che qualcuno ha scritto, come libri vecchissimi, lettere, registri di scuola o cartoline. Le fonti orali sono i racconti che le persone si tramandano a voce, come quando il nonno racconta della sua infanzia o ti insegna una filastrocca antica. Infine le fonti iconografiche sono le immagini: fotografie, disegni, dipinti e affreschi sui muri. Per esempio, una foto del matrimonio dei bisnonni è una fonte iconografica, mentre l'anello che hanno scambiato è una fonte materiale.

Dove si trovano le prove

Le prove del passato si nascondono in tantissimi luoghi diversi, e bisogna sapere dove guardare. Negli archivi si conservano i documenti scritti, ordinati con grande cura dentro grandi scaffali pieni di cartelle. Nei musei invece sono esposti gli oggetti antichi, dietro vetri che li proteggono dalla polvere e dalle mani curiose. Anche le biblioteche custodiscono molte fonti, soprattutto libri stampati tanti anni fa. Poi ci sono i siti archeologici, cioè i luoghi dove gli studiosi scavano la terra per riportare alla luce i resti delle antiche città. Persino la soffitta della tua casa può essere un piccolo museo: una vecchia radio dimenticata in un baule è una vera fonte storica. Anche i racconti dei nonni, conservati nella loro memoria, sono un tesoro da ascoltare con attenzione.

Come lavora lo storico passo dopo passo

Lo storico segue un ordine preciso quando svolge la sua ricerca, e ogni passaggio è importante. Ecco come procede:

  1. Si pone una domanda chiara sul passato che vuole conoscere meglio.
  2. Cerca le fonti che possono aiutarlo a rispondere a quella domanda.
  3. Osserva con attenzione ogni fonte e cerca di capire cosa racconta.
  4. Confronta tra loro fonti diverse per essere sicuro di non sbagliare.
  5. Mette insieme tutte le informazioni come pezzi di un puzzle.
  6. Racconta finalmente la sua scoperta agli altri con un libro o una lezione.

Questo metodo è molto utile perché aiuta a non confondere quello che è vero con quello che potrebbe essere solo immaginato. Per esempio, se trovi un giocattolo vecchio in soffitta, prima ti chiedi a chi apparteneva, poi cerchi altre prove come fotografie o racconti di famiglia per essere sicuro della risposta.

Perché serve confrontare le fonti

Una sola fonte a volte non basta per essere certi di una risposta, perché potrebbe ingannare lo storico. Per questo motivo serve sempre il confronto fra più prove diverse. Immagina di voler sapere come era fatta la tua scuola quarant'anni fa: una sola fotografia ti mostrerebbe solo un'aula, ma se aggiungi i racconti di una vecchia maestra e un quaderno di quegli anni, capirai molto di più. Allo stesso modo, se trovi un vaso antico e accanto una moneta della stessa epoca, sai con più sicurezza quando furono usati. Confrontare significa mettere vicino, guardare le somiglianze e notare le differenze. Così la ricerca diventa più sicura e la storia raccontata è più vicina alla verità.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: prendi il quaderno e prova a immaginare di essere uno storico per un giorno. Scrivi una domanda che vorresti fare al passato della tua famiglia, per esempio: "Com'era la cucina della nonna quando era bambina?". Poi elenca tre fonti diverse che potresti usare per trovare la risposta, indicando per ognuna se è materiale, scritta, orale o iconografica.

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