Il suono è un fenomeno invisibile prodotto dalle vibrazioni dei corpi: viaggia nell'aria, raggiunge le nostre orecchie e ci permette di ascoltare voci, musica e rumori della vita quotidiana.
Quando battiamo le mani, pizzichiamo la corda di una chitarra o parliamo con un amico, produciamo qualcosa che non si vede ma si sente chiaramente. Questo qualcosa è il suono, uno dei fenomeni più affascinanti della natura, presente ovunque attorno a noi. Capire come nasce e come si propaga ci aiuta a comprendere meglio il mondo e anche il funzionamento del nostro corpo. In questa scheda scopriremo da dove arriva il suono, come si muove e perché lo percepiamo in modi diversi.
Come nasce il suono
Ogni suono nasce sempre da una vibrazione, cioè da un movimento rapidissimo di andata e ritorno di un oggetto. Se appoggiamo delicatamente un dito sulla gola mentre parliamo, sentiamo un piccolo tremolio: sono le nostre corde vocali che si muovono velocissime. Lo stesso accade quando colpiamo un tamburo con la bacchetta e la pelle tesa comincia a oscillare in modo visibile. Anche il diapason, uno strumento usato dai musicisti, vibra dopo essere stato percosso e produce una nota lunga e pulita. Senza queste vibrazioni non esisterebbe nessun suono, perché un oggetto perfettamente fermo non può emettere alcun rumore. Possiamo quindi dire che la vibrazione è il vero punto di partenza di ogni musica e di ogni voce.
Come viaggia il suono
Il suono prodotto dalla vibrazione ha bisogno di un mezzo per spostarsi e raggiungere le nostre orecchie, e questo mezzo si chiama materia. Nella maggior parte dei casi il suono viaggia attraverso l'aria, ma può muoversi anche dentro l'acqua e nei materiali solidi come il legno o il metallo. Le vibrazioni spingono le particelle del mezzo, che a loro volta urtano quelle vicine, formando onde simili a quelle che si vedono lanciando un sasso in uno stagno. Se appoggiamo l'orecchio sul banco di scuola e un compagno gratta leggermente l'altra estremità, sentiamo il rumore in modo molto chiaro. Nel vuoto, invece, dove non ci sono particelle, il suono non può viaggiare: per questo nello spazio gli astronauti devono comunicare tramite radio.
Le caratteristiche del suono
I suoni che ascoltiamo ogni giorno sono molto diversi tra loro e possiamo distinguerli grazie ad alcune caratteristiche ben precise. La prima è l'intensità, che ci dice se un suono è forte oppure debole: un trattore in lontananza è debole, mentre lo stesso trattore vicino a noi diventa fortissimo. La seconda è l'altezza, cioè la differenza tra suoni acuti, come il cinguettio di un passerotto, e suoni gravi, come il muggito di una mucca. La terza è il timbro, una specie di impronta personale che ci permette di riconoscere chi sta cantando anche senza vederlo in volto. Grazie a queste qualità possiamo distinguere il pianoforte dal violino, anche se stanno suonando esattamente la stessa nota musicale.
Come ascoltiamo i suoni
Il nostro orecchio è uno strumento naturale meraviglioso, capace di trasformare le vibrazioni dell'aria in messaggi che il cervello sa interpretare. Le onde sonore entrano attraverso il padiglione auricolare, percorrono il condotto uditivo e raggiungono una sottile membrana chiamata timpano. Il timpano vibra e mette in movimento tre piccolissimi ossicini, che amplificano il segnale e lo trasmettono verso le parti più interne dell'orecchio. Da qui i segnali viaggiano lungo un nervo speciale fino al cervello, che li riconosce come parole, musica o rumori familiari. Proprio perché l'orecchio è delicato, dobbiamo proteggerlo dai suoni troppo forti, come quelli delle cuffie a volume altissimo, che possono danneggiarlo nel tempo.
Ricorda
- Ogni suono nasce dalla vibrazione di un corpo, come una corda, una pelle tesa o le nostre corde vocali.
- Il suono si propaga attraverso l'aria, l'acqua e i solidi, ma non può viaggiare nel vuoto perché servono le particelle della materia.
- I suoni si distinguono per intensità (forte o debole), altezza (acuto o grave) e timbro, che è come una loro firma personale.
- L'orecchio raccoglie le vibrazioni e le invia al cervello, che le trasforma in suoni riconoscibili e significativi.
- Piccolo esercizio: prova a riempire d'acqua quattro bicchieri di vetro a livelli diversi e colpiscili con un cucchiaino, poi descrivi quali producono suoni più acuti e quali più gravi.