In natura tutti gli esseri viventi hanno bisogno di mangiare per vivere, e ognuno mangia qualcosa di diverso: in questo modo si forma una catena che unisce piante e animali.
Che cosa significa nutrirsi
Tutti gli esseri viventi, dalla margherita più piccola al lupo più grande, hanno bisogno di energia per crescere, muoversi, respirare e riprodursi. Questa energia si ricava dal cibo, ma non tutti gli organismi mangiano allo stesso modo: alcuni se la fabbricano da soli, altri devono procurarsela mangiando altri esseri viventi. Pensa al tuo gatto di casa, che non sa cucinare e ha bisogno che qualcuno gli dia le crocchette: anche in natura funziona così, ognuno dipende da qualcun altro. Le piante invece sono molto più indipendenti, perché riescono a prepararsi il pranzo usando soltanto la luce del sole, l'acqua e l'aria. Capire chi mangia chi è il primo passo per scoprire come funziona un bosco, uno stagno o un prato. Questo percorso di passaggi che porta il cibo da un vivente all'altro si chiama proprio catena alimentare.
Il Sole, motore di tutto
La prima sorpresa è che ogni catena alimentare comincia dal Sole, una stella lontanissima che però scalda la Terra e illumina prati, boschi e mari. Senza la sua luce le piante non potrebbero vivere e quindi non vivrebbero neppure tutti gli animali che da esse dipendono. Quando d'estate vedi un campo di girasoli che girano la testa verso la luce, stai osservando proprio questo: le piante che cercano l'energia di cui hanno bisogno. Allo stesso modo, le alghe di uno stagno crescono meglio nei punti dove il sole arriva fino al fondo, perché lì possono lavorare di più. Il Sole, quindi, è come una grande batteria che ricarica ogni giorno la natura. Per questo i contadini sanno che un'estate senza sole rovina i raccolti e mette in difficoltà anche gli animali.
I produttori: le piante che si fanno il cibo da sole
Le piante si chiamano produttori perché riescono a produrre da sole il proprio nutrimento attraverso un processo chiamato fotosintesi. Con le radici succhiano l'acqua dal terreno, con le foglie catturano la luce del sole e l'anidride carbonica dell'aria, e mescolando tutto questo fabbricano zuccheri che servono da cibo. Un esempio che vedi spesso è il prato del giardino: l'erba cresce da sola, nessuno la imbocca, eppure diventa sempre più alta e verde. Anche il melo del nonno funziona così: prende acqua, luce e aria e ne ricava foglie, fiori e mele dolcissime. I produttori sono fondamentali perché aprono la catena: senza di loro nessuno mangerebbe. Per questo gli scienziati li chiamano anche "il primo anello" della catena alimentare.
I consumatori primari: gli erbivori
Gli animali che mangiano soltanto piante si chiamano erbivori e nella catena sono i consumatori primari, cioè i primi a consumare il cibo prodotto dalle piante. Hanno spesso denti larghi e piatti, perfetti per masticare foglie, semi ed erba senza stancarsi. La mucca della fattoria, ad esempio, passa ore intere a brucare l'erba del pascolo e poi la rumina con calma per digerirla bene. Il coniglio selvatico del bosco fa qualcosa di simile quando rosicchia trifoglio e radici tenere. Anche bruchi, cavallette e api sono erbivori, perché si nutrono di foglie, polline e nettare. Senza erbivori, le piante crescerebbero in modo disordinato e gli animali più grandi non avrebbero nulla da mangiare.
I consumatori secondari: i carnivori
I carnivori sono animali che si nutrono di altri animali e nella catena vengono dopo gli erbivori, perciò si chiamano consumatori secondari. Hanno spesso denti aguzzi, artigli forti e sensi molto sviluppati per cacciare con successo. La volpe del bosco, ad esempio, insegue conigli e piccoli roditori muovendosi silenziosa tra i cespugli. Nel laghetto del parco, una rana spalanca la bocca e cattura le zanzare con la lingua appiccicosa: anche lei è una carnivora. Esistono carnivori grandi come l'aquila, che afferra prede in volo, e carnivori piccoli come la coccinella, che divora i pidocchi delle piante. Tutti, però, hanno una cosa in comune: per vivere hanno bisogno che ci siano abbastanza erbivori, e quindi abbastanza piante.
Gli onnivori e i decompositori
Non tutti gli animali mangiano una cosa sola: gli onnivori mangiano sia vegetali sia altri animali e si adattano a ciò che trovano. Il cinghiale, per esempio, scava il terreno per cercare ghiande, ma non disdegna lombrichi, insetti e piccoli rettili. Anche l'orso bruno è un onnivoro famoso, perché si nutre di bacche, miele, pesci e perfino formiche. Esiste poi un gruppo speciale di esseri viventi chiamati decompositori, come funghi, muffe e lombrichi, che si occupano di mangiare ciò che resta degli animali morti e delle foglie cadute. Grazie al loro lavoro, le sostanze tornano nel terreno e diventano cibo per nuove piante, chiudendo così il cerchio. Senza decompositori, il bosco sarebbe sommerso da foglie secche e resti di animali.
Come si scrive una catena alimentare
Per disegnare una catena alimentare si usano delle frecce che vanno sempre dal cibo a chi lo mangia, perché indicano il passaggio dell'energia. Ecco i passi da seguire per costruirne una corretta:
- Scegli un ambiente, come un prato, uno stagno o un bosco.
- Trova una pianta che cresce in quel luogo e mettila per prima.
- Aggiungi un erbivoro che si nutre di quella pianta.
- Aggiungi un carnivoro che mangia quell'erbivoro.
- Collega tutti gli anelli con una freccia che parte dal cibo.
Un esempio facile è: erba → cavalletta → rana → cicogna; un altro esempio è: foglia di quercia → bruco → cinciallegra → gheppio. Le frecce non vanno mai al contrario, perché è il pesce piccolo che finisce nella pancia del pesce grande, non viceversa.
L'equilibrio della natura
La natura funziona bene solo quando c'è equilibrio, cioè quando il numero di piante, erbivori e carnivori resta abbastanza stabile nel tempo. Se in un campo scomparissero tutte le coccinelle, gli afidi si moltiplicherebbero senza freno e divorerebbero le rose del giardino. Allo stesso modo, se in un bosco non ci fossero più i lupi, i cervi diventerebbero troppi e finirebbero per mangiare tutta la vegetazione, lasciando il terreno spoglio. Per questo motivo ogni anello della catena è importante, anche quello che ci sembra fastidioso, come la zanzara o il ragno. Proteggere la natura significa anche rispettare gli animali piccoli e poco simpatici, perché ognuno ha un compito preciso. Quando un anello si rompe, tutta la catena ne soffre.
Ricorda
Ecco i punti chiave da tenere a mente:
- Ogni catena alimentare inizia dal Sole, che dà energia alle piante.
- Le piante sono i produttori, perché si fabbricano il cibo da sole.
- Gli erbivori sono consumatori primari, i carnivori sono consumatori secondari.
- Gli onnivori mangiano un po' di tutto; i decompositori riciclano i resti.
- Le frecce nella catena vanno sempre dal cibo a chi lo mangia.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna una catena alimentare di uno stagno usando almeno quattro anelli, partendo da una pianta acquatica e arrivando a un uccello. Sotto il disegno, scrivi una frase per ogni animale, spiegando se è erbivoro, carnivoro o onnivoro, e perché. Infine, prova a immaginare cosa succederebbe se sparisse uno degli anelli centrali.