Il suolo e le rocce

SpiegazioneScuola primaria · 3ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Sotto i nostri piedi c'è un mondo nascosto fatto di terra, sassi e piccoli esseri viventi: scopriamo insieme cos'è il suolo e da dove arrivano le rocce che vediamo ogni giorno.

Cosa c'è sotto i nostri piedi

Quando cammini in un prato o in un giardino, sotto le tue scarpe non c'è solo terra: c'è un vero e proprio strato vivo chiamato suolo. Il suolo è la parte più esterna della crosta terrestre, quella sottile pellicola che ricopre il nostro pianeta come una buccia ricopre una mela. Senza di esso non potrebbero crescere gli alberi del parco, l'erba del campo da calcio e nemmeno i pomodori dell'orto della nonna. Pensa a quando piantate un seme di fagiolo in un vasetto a scuola: quel terriccio scuro è proprio suolo, ed è lì che le radici trovano acqua e nutrimento. Anche i lombrichi che vedi spuntare dopo la pioggia vivono dentro al suolo, scavando piccole gallerie. Per questo gli scienziati lo studiano con tanta attenzione, perché senza suolo non ci sarebbe vita sulla terraferma.

Di che cosa è fatto il suolo

Il suolo non è una sostanza unica, ma un miscuglio di tante cose diverse mescolate insieme. Se prendi una manciata di terra dell'orto e la osservi con una lente d'ingrandimento, scopri sassolini, granelli di sabbia, polverina di argilla e pezzettini scuri di foglie marce. Tra un granellino e l'altro ci sono anche piccoli spazi vuoti, e dentro questi spazi si nascondono aria e acqua, indispensabili per le radici e per gli animaletti del sottosuolo. Una parte del suolo è fatta di materiali che vengono dalle rocce, sbriciolate dal vento, dal sole e dalla pioggia nel corso di tantissimi anni. Un'altra parte, chiamata humus, nasce invece dai resti di foglie, insetti e radici che si decompongono lentamente. Se confronti la terra di un bosco con la sabbia di una spiaggia capisci subito che esistono suoli molto diversi tra loro.

Gli strati del suolo

Il suolo non è tutto uguale dall'alto in basso: se scavi una buca profonda noti che ha vari strati sovrapposti, un po' come le fette di una torta. In superficie trovi la lettiera, cioè foglie secche, rametti e ghiande cadute dagli alberi che pian piano si trasformano. Subito sotto c'è uno strato scuro e morbido, ricco di humus, dove crescono meglio le radici delle piante e vivono moltissimi lombrichi. Più in profondità il colore diventa più chiaro perché compare l'argilla mescolata a sassolini più grandi e meno resti di esseri viventi. Ancora più giù si incontrano pezzi di roccia spaccata, e infine la roccia intera, quella dura, che si chiama roccia madre. Se osservi le pareti di una collina tagliata per costruire una strada riesci spesso a vedere questi strati colorati uno sopra l'altro, come pagine di un libro.

Tipi di suolo

Non tutti i terreni si comportano allo stesso modo, perché esistono tipi diversi di suolo a seconda di quale materiale prevale al loro interno. Il suolo sabbioso, come quello vicino al mare, lascia passare velocemente l'acqua e si asciuga in fretta, perciò è difficile coltivarci verdure delicate. Il suolo argilloso, invece, trattiene tantissima acqua e diventa appiccicoso quando piove, tanto che con le mani si possono modellare piccole palline come fa il vasaio con la creta. Esiste poi il suolo ghiaioso, pieno di sassolini, che vedi spesso lungo i sentieri di montagna o nei letti dei torrenti asciutti. Il suolo migliore per l'agricoltura si chiama suolo di medio impasto e mescola un po' di sabbia, un po' di argilla e tanto humus. Per questo i contadini scelgono con cura i campi e a volte aggiungono del concime per renderli più fertili e produttivi.

Le rocce: di che cosa sono fatte

Le rocce sono materiali solidi che formano la crosta del nostro pianeta e che troviamo dappertutto, dai sentieri di montagna ai muretti dei giardini. Ogni roccia è composta da uno o più minerali, cioè sostanze naturali con un colore, una durezza e una forma caratteristici. Per esempio il granito, che vedi sulle vette delle Alpi o sui gradini di certi palazzi antichi, contiene piccoli cristalli chiari e scuri ben visibili a occhio nudo. Il marmo invece è famoso perché è bianco e liscio: con esso sono state realizzate statue celebri e i pavimenti di tante chiese italiane. Anche un semplice ciottolo del fiume è una piccola roccia, che il torrente ha levigato urtandolo contro altri sassi per moltissimi anni. Le rocce non sono tutte uguali: alcune sono durissime come il basalto, altre si sgretolano facilmente sotto le dita come il tufo o l'arenaria.

Come nascono le rocce

Le rocce non compaiono per magia: si formano lentamente seguendo strade diverse, e gli studiosi le dividono in tre famiglie principali. Le rocce magmatiche, come il granito e la pomice, nascono dal raffreddamento del magma, cioè della roccia fusa e bollente che esce dai vulcani durante le eruzioni. Le rocce sedimentarie, come l'arenaria e il calcare, si formano invece quando fanghi, sabbie e gusci di animali marini si depositano sul fondo del mare e si compattano nel corso di milioni di anni. Le rocce metamorfiche, come il marmo, nascono da rocce già esistenti che vengono trasformate dal calore e dalla pressione nelle profondità della terra. Pensa al gesso che usiamo sulla lavagna: anch'esso viene da una roccia sedimentaria estratta dalle cave. Anche la pietra pomice che la mamma usa per lisciare i talloni è una roccia magmatica, leggera perché piena di piccoli buchi lasciati dai gas vulcanici.

Dalle rocce al suolo: una lunga storia

Il suolo e le rocce sono parenti stretti, perché il primo nasce in gran parte dalle seconde attraverso un processo lentissimo chiamato erosione. Il vento che soffia, la pioggia che batte, il sole che riscalda e il gelo invernale lavorano insieme come pazienti scultori, rompendo le rocce in pezzi sempre più piccoli. Quando l'acqua si infila nelle crepe e ghiaccia, si espande e spacca la roccia, proprio come accade a una bottiglia di vetro lasciata piena nel congelatore. I pezzetti staccati vengono trasportati dai fiumi, dal vento e dalle frane, e finiscono per accumularsi in pianure e valli. Su questi detriti si stabiliscono muschi, licheni e piccole piante, e quando muoiono lasciano humus che arricchisce il terreno. Ci vogliono centinaia o migliaia di anni perché si formi anche solo un centimetro di buon suolo, perciò è un bene prezioso da rispettare.

Perché suolo e rocce sono importanti

Il suolo e le rocce non sono soltanto un argomento di scienze, ma fanno parte della nostra vita di tutti i giorni in tanti modi che spesso non notiamo. Dal suolo arrivano il grano per il pane, la frutta del fruttivendolo e l'erba che mangiano le mucche da cui otteniamo il latte. Dalle rocce, invece, ricaviamo materiali da costruzione come la pietra dei muretti, la ghiaia delle strade e perfino i mattoni, che nascono dall'argilla cotta nei forni. Anche molti oggetti che usi ogni giorno hanno origine dalle rocce: la mina della matita è grafite, una specie di minerale, e il sale grosso della cucina si estrae da rocce particolari chiamate saline. Quando vediamo una cava di marmo, una miniera o un campo arato stiamo osservando proprio queste risorse al lavoro. Per questo proteggere il suolo dall'inquinamento e non sprecare il terreno fertile è un compito importante anche per noi bambini.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: prendi il quaderno e disegna una sezione del suolo a strati, etichettando lettiera, humus, argilla e roccia madre. Accanto al disegno scrivi tre oggetti della tua casa che derivano dalle rocce o dal suolo e spiega in una frase, per ciascuno, come pensi che sia stato ottenuto.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.scienze.cl3.oggetti-materiali-trasformazioni.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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