Osservare e descrivere: usare i sensi per scoprire il mondo

SpiegazioneScuola primaria · 2ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Osservare significa guardare con attenzione e usare tutti i sensi per scoprire com'è fatto qualcosa; descrivere significa raccontare con parole precise ciò che abbiamo notato.

Nelle scienze impariamo a essere come piccoli detective: non basta dare un'occhiata veloce, dobbiamo fermarci e guardare davvero le cose intorno a noi. Quando osserviamo, possiamo scoprire dettagli che di solito sfuggono allo sguardo distratto. Poi, quando descriviamo, scegliamo le parole giuste per far capire agli altri quello che abbiamo trovato. In questo modo costruiamo le nostre prime conoscenze scientifiche partendo dalla realtà che ci circonda ogni giorno.

Osservare con tutti i sensi

Per osservare bene non basta usare soltanto gli occhi, perché ogni senso ci regala informazioni diverse e preziose. Con la vista notiamo la forma, il colore, la grandezza e se un oggetto è liscio o ruvido a guardarsi. Con il tatto sentiamo se è caldo o freddo, morbido o duro, leggero o pesante quando lo prendiamo in mano. Con l'udito ascoltiamo i rumori che produce, mentre con l'olfatto riconosciamo i profumi e con il gusto, solo quando è sicuro, scopriamo i sapori. Un bravo osservatore mette insieme tutte queste informazioni come tessere di un mosaico, così la conoscenza diventa più completa e ricca.

Descrivere con parole precise

Descrivere vuol dire raccontare ciò che abbiamo osservato usando parole chiare, che facciano capire bene le cose anche a chi non le ha viste. Dobbiamo dire la forma, il colore, la grandezza, il materiale e ogni caratteristica importante, andando con ordine dal generale al particolare. Per esempio, davanti a una foglia di quercia possiamo dire che è verde, lunga come un dito, con i bordi a piccole onde e una venatura che la divide a metà. Una buona descrizione non usa parole vaghe come "bella" o "strana", ma parole specifiche che danno informazioni vere e verificabili. Possiamo anche fare confronti, dicendo che una pietra è ruvida come la carta vetrata, perché paragonare aiuta a spiegare meglio. Così le nostre parole diventano uno strumento scientifico vero e proprio.

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