Osservare significa guardare con attenzione usando tutti i sensi, mentre descrivere vuol dire raccontare con parole precise ciò che abbiamo scoperto sulle cose intorno a noi.
Cosa vuol dire osservare davvero
Osservare non è la stessa cosa che guardare in fretta: quando osserviamo prendiamo il tempo di fermarci e di studiare un oggetto, una pianta o un animale con calma. Un bambino che passa davanti a una foglia caduta la vede appena, ma se si china e la prende in mano scopre tantissimi dettagli nuovi. Per esempio, può notare che la foglia ha delle piccole vene chiare che partono dal centro come i rami di un albero. Oppure, guardando un gatto che dorme sul divano, possiamo scoprire che muove la coda piano piano anche quando ha gli occhi chiusi. Osservare bene è il primo passo del lavoro dello scienziato, perché senza osservare non possiamo capire come sono fatte le cose. Per questo motivo, a scuola impariamo a guardare il mondo con curiosità e pazienza.
I cinque sensi al lavoro
Quando osserviamo non usiamo soltanto gli occhi, ma tutti e cinque i sensi del nostro corpo. La vista ci serve per scoprire i colori, le forme e le dimensioni; l'udito per ascoltare i suoni e i rumori; il tatto per sentire se una cosa è liscia, ruvida, calda o fredda. L'olfatto ci permette di riconoscere i profumi, mentre il gusto ci aiuta a capire se un cibo è dolce, salato, aspro o amaro. Per esempio, se osserviamo un'arancia, vediamo che è tonda e arancione, sentiamo il suo profumo fresco e, toccandola, scopriamo che la buccia è ruvida con tanti puntini. Oppure, davanti a un pezzetto di cioccolato, gli occhi vedono il marrone scuro, il naso sente l'odore dolce e la bocca riconosce il sapore zuccherino. Usare più sensi insieme ci aiuta a conoscere meglio ogni cosa.
Le qualità delle cose: forma, colore e dimensione
Quando descriviamo un oggetto dobbiamo dire le sue qualità, cioè come è fatto in modo preciso. Le qualità più importanti che osserviamo con gli occhi sono la forma, il colore e la grandezza. La forma può essere tonda come una palla, quadrata come un dado oppure allungata come una matita. Il colore può essere uno solo, come il verde delle foglie d'erba, oppure tanti insieme, come nelle ali di una farfalla. La dimensione ci dice se una cosa è grande, piccola, alta, bassa, larga o stretta. Per esempio, possiamo descrivere una mela dicendo che è tonda, rossa e grande come il pugno di un bambino. Oppure, una matita può essere descritta come lunga, sottile, gialla e con la punta nera.
Toccare per scoprire: superfici e materiali
Il tatto è un senso speciale perché ci fa scoprire cose che gli occhi da soli non vedono: la superficie degli oggetti. Toccando con le dita possiamo capire se una cosa è liscia come il vetro di una finestra oppure ruvida come la corteccia di un albero. Possiamo anche sentire se è morbida come la lana di una sciarpa o dura come un sasso del giardino. Inoltre il tatto ci dice se un oggetto è caldo, come una tazza di latte appena versato, o freddo, come un cubetto di ghiaccio. Per esempio, se chiudiamo gli occhi e tocchiamo una spugna, sentiamo subito che è morbida, leggera e piena di piccoli buchi. Oppure, accarezzando un sasso di fiume, capiamo che è duro, freddo e liscio perché l'acqua lo ha levigato per tanto tempo.
Descrivere con parole precise
Descrivere significa raccontare a parole quello che abbiamo osservato, scegliendo i termini più giusti per far capire bene agli altri. Non basta dire "è bello" o "è strano", perché queste parole non spiegano davvero com'è fatto qualcosa. Bisogna invece usare parole che indicano colore, forma, grandezza, peso e altre qualità che abbiamo scoperto. Per esempio, invece di dire "ho visto un fiore carino", possiamo dire "ho visto un fiore con cinque petali rosa, lo stelo verde e sottile, e un profumo dolce simile a quello del miele". Oppure, descrivendo un guscio di lumaca, possiamo raccontare che è piccolo, marrone chiaro, fatto a spirale e leggero come una piuma. Più parole precise usiamo, più chi ci ascolta riesce a immaginare l'oggetto.
Confrontare due cose: somiglianze e differenze
Un modo molto utile per osservare meglio è mettere due cose vicine e fare un confronto. Confrontare vuol dire cercare le somiglianze, cioè quello che hanno in comune, e le differenze, cioè quello che le rende diverse. Per esempio, se osserviamo una mela e una pera, vediamo che sono simili perché tutte e due sono frutti, hanno la buccia e crescono sull'albero. Sono però diverse perché la mela è tonda mentre la pera è più allungata in basso e stretta in alto. Un altro confronto interessante è quello tra una piuma e un sasso: tutti e due si possono tenere in mano, ma la piuma è leggera e morbida, mentre il sasso è pesante e duro. Confrontare ci aiuta a capire le cose con più attenzione.
Gli strumenti che aiutano i nostri sensi
A volte i nostri occhi e le nostre orecchie non bastano e abbiamo bisogno di strumenti che ci aiutano a osservare meglio. La lente di ingrandimento, per esempio, fa apparire più grandi le cose piccole e ci permette di vedere dettagli che normalmente sfuggono. Con una lente possiamo scoprire che le zampe di una formica hanno tanti peli sottili, oppure che sui petali di un fiore ci sono piccolissime goccioline d'acqua. Anche il righello è uno strumento utile, perché ci aiuta a misurare con precisione quanto è lungo un oggetto invece di dire solo "corto" o "lungo". Per esempio, usando il righello possiamo scoprire che una matita è lunga quindici centimetri e una gomma solo tre. Gli strumenti rendono le nostre osservazioni più sicure e precise.
Ricorda
- Osservare vuol dire guardare con attenzione usando tutti i sensi, non solo gli occhi.
- I cinque sensi sono vista, udito, tatto, olfatto e gusto, e ognuno ci dà informazioni diverse.
- Descrivere è raccontare con parole precise la forma, il colore, la grandezza e le altre qualità di una cosa.
- Il tatto ci fa scoprire se una superficie è liscia, ruvida, morbida, dura, calda o fredda.
- Confrontare due oggetti ci aiuta a trovare somiglianze e differenze.
- Strumenti come la lente di ingrandimento e il righello aiutano i nostri sensi a osservare meglio.
Piccolo esercizio di verifica: prendi un oggetto dal tuo astuccio (per esempio una gomma o un temperino) e sul quaderno scrivi cinque frasi che lo descrivono. In ogni frase racconta una qualità diversa: una sul colore, una sulla forma, una sulla grandezza, una sulla superficie al tatto e una sull'uso che ne fai a scuola. Poi disegna l'oggetto accanto alle frasi e rileggi il tuo lavoro per controllare se hai usato parole precise.