Problemi a due domande

SpiegazioneScuola primaria · 3ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Nei problemi a due domande dobbiamo trovare due risposte: la prima ci aiuta a calcolare la seconda, quindi bisogna leggere con attenzione e procedere con ordine.

Che cos'è un problema a due domande

Un problema a due domande è un piccolo racconto matematico che ci pone non una, ma due richieste collegate fra loro. La prima domanda riguarda spesso una situazione intermedia, mentre la seconda chiede qualcosa che dipende dalla risposta appena trovata. È come salire una scala: prima il gradino di sotto, poi quello di sopra, perché senza il primo non si arriva al secondo. Questi problemi ci allenano a ragionare in sequenza, organizzando i calcoli in un ordine logico preciso. Spesso troviamo le due richieste alla fine del testo, ma a volte la prima è nascosta dentro le parole stesse del racconto. Imparare a riconoscerle è la chiave per non sbagliare.

Per esempio, se leggiamo che la mamma compra 4 confezioni da 6 yogurt e ne consuma 9, possiamo chiederci prima quanti yogurt ha comprato e poi quanti ne restano. Allo stesso modo, se in classe ci sono 18 bambini e 14 bambine, possiamo voler sapere quanti alunni siamo in tutto e poi quanti banchi servono se in ogni banco siedono in due. In entrambi i casi la seconda risposta non potrebbe esistere senza la prima.

Leggere il testo con attenzione

Il primo passo, quando troviamo un problema a due domande, è leggere il testo con calma, anche più di una volta. La lettura veloce ci fa perdere i dati importanti e ci fa confondere le richieste. È utile sottolineare con la matita i numeri e cerchiare le parole che indicano l'operazione, come "in tutto", "restano", "ognuno", "il doppio". Dobbiamo poi individuare con chiarezza quante sono le domande: di solito le riconosciamo dal punto interrogativo, ma in alcuni testi sono unite da una virgola o dalla parola "e". Una buona lettura ci permette di costruire una mappa mentale del racconto.

Immagina di leggere: "Luca ha 24 figurine, ne riceve 16 dal nonno. Quante figurine ha ora? Quante ne mancano per arrivare a 50?". Le due domande sono evidenti e collegate. Un altro esempio: "In una scatola ci sono 7 matite rosse e 8 blu; quante matite ci sono in tutto e quante ne restano se ne regalo 5?". Qui le richieste sono unite in una sola frase, ma le domande sono due e dobbiamo riconoscerle entrambe.

Riconoscere i dati e le richieste

Dopo la lettura serve fare ordine: scriviamo da una parte i dati numerici, dall'altra le due domande. Questo modo di lavorare si chiama schema del problema ed è davvero utile, perché ci aiuta a vedere se manca qualcosa o se un dato è di troppo. A volte, infatti, nel testo si trovano informazioni non necessarie, messe lì per metterci alla prova. Distinguere i dati utili dai dati inutili è un'abilità preziosa, che si allena con la pratica. Quando lo schema è chiaro, anche il calcolo diventa più semplice.

Pensa a questo testo: "Sara ha 30 caramelle. Ne mangia 8 al mattino e 6 al pomeriggio. Quante caramelle ha mangiato in totale? Quante ne sono rimaste?". I dati sono 30, 8 e 6; le richieste sono due e ben distinte. Un altro esempio: "In biblioteca ci sono 120 libri di avventura e 85 di fiabe; ieri ne sono stati prestati 40 in tutto. Quanti libri c'erano all'inizio e quanti ne restano oggi?". Anche qui lo schema rende tutto chiaro.

Trovare l'ordine giusto dei calcoli

Nei problemi a due domande l'ordine delle operazioni non è libero: dobbiamo sempre rispondere prima alla domanda intermedia, perché il suo risultato serve per la seconda. Se proviamo a partire dalla domanda finale senza il dato intermedio, ci accorgiamo subito che ci manca un numero. Per questo si dice che il risultato della prima operazione diventa un dato della seconda. È come preparare una merenda: prima taglio il pane, poi posso spalmare la marmellata; non posso fare il contrario. Questo ordine logico va sempre rispettato.

Prova con questo esempio: "Marco compra 3 quaderni da 2 euro l'uno e paga con 10 euro. Quanto spende? Quanto resto riceve?". Prima troviamo la spesa (3 × 2 = 6), poi il resto (10 − 6 = 4). Un altro caso: "In una pasticceria ci sono 5 vassoi con 8 paste ciascuno; il pasticciere ne vende 27. Quante paste c'erano? Quante ne restano?". Prima il totale (5 × 8 = 40), poi le rimanenti (40 − 27 = 13).

Le operazioni che si combinano spesso

Nei problemi a due domande di classe terza, le operazioni più frequenti si combinano in coppie: somma e sottrazione, moltiplicazione e sottrazione, moltiplicazione e divisione, somma e divisione. Saper riconoscere queste coppie ci aiuta a non perderci. Per esempio, se il testo parla di un totale da formare e poi da distribuire, useremo prima l'addizione e poi la divisione. Se invece si parla di una quantità ripetuta e di una parte consumata, ci serviranno la moltiplicazione e la sottrazione. Allenarsi su queste combinazioni rende il ragionamento più rapido.

Ecco un esempio del primo tipo: "In una gara corrono 18 bambini di terza A e 12 di terza B; vengono divisi in 5 squadre uguali. Quanti corridori in tutto? Quanti per squadra?". Prima 18 + 12 = 30, poi 30 : 5 = 6. Un esempio del secondo tipo: "Una nonna prepara 6 vasetti di marmellata da 4 cucchiai ciascuno e ne usa 15 per una torta. Quanti cucchiai in tutto? Quanti ne avanzano?". Prima 6 × 4 = 24, poi 24 − 15 = 9.

Scrivere le risposte in modo completo

Un problema risolto bene si riconosce anche da come sono scritte le risposte. Non bastano i numeri: ogni risposta deve essere una frase chiara, che contenga il dato calcolato e l'unità di misura, come euro, metri, caramelle, alunni. Nei problemi a due domande dobbiamo scrivere due risposte, una per ogni richiesta, numerate o separate con cura. Questa abitudine ci aiuta a controllare se abbiamo risposto davvero a tutto. Una risposta incompleta lascia il problema a metà e fa perdere il senso del lavoro svolto. Scrivere bene è parte del ragionamento.

Per esempio, davanti al problema delle paste, le risposte saranno: "In pasticceria c'erano 40 paste. Dopo la vendita ne restano 13". Davanti al problema della gara: "In tutto corrono 30 bambini. Ogni squadra ha 6 corridori". Quando le risposte sono così chiare, anche chi legge capisce subito il percorso.

Controllare il lavoro svolto

Una volta finiti i calcoli e scritte le risposte, è importantissimo rileggere tutto e fare una verifica. Ci chiediamo: i risultati hanno senso? Le risposte rispondono davvero alle domande del testo? Abbiamo usato tutti i dati che servivano? Il controllo è come la prova del nove: serve a scoprire piccoli errori prima che diventino grandi. A volte ci accorgiamo di aver scambiato un'operazione o di aver dimenticato la seconda domanda. Questa revisione finale fa la differenza tra un lavoro buono e un lavoro eccellente.

Immagina di aver risolto: "Pietro ha 50 euro, ne spende 18 per un gioco e 12 per un libro. Quanto ha speso in tutto? Quanto gli resta?". Rileggendo verifichi: 18 + 12 = 30 (spesa) e 50 − 30 = 20 (resto). I numeri tornano e le risposte rispondono alle due domande. Un altro esempio: "In un orto ci sono 4 file da 9 pomodori; il contadino ne raccoglie 20. Quanti pomodori c'erano? Quanti restano da raccogliere?". Controlla: 4 × 9 = 36 e 36 − 20 = 16. Tutto torna.

Ricorda

Ecco i punti chiave da non dimenticare quando affronti un problema a due domande:

  1. Leggi il testo con calma almeno due volte e sottolinea i dati.
  2. Individua chiaramente le due domande, anche se sono unite in una sola frase.
  3. Risolvi prima la domanda intermedia, perché il suo risultato serve alla seconda.
  4. Scegli con cura le operazioni guardando le parole chiave del testo.
  5. Scrivi due risposte complete, con il numero e l'unità di misura.
  6. Controlla sempre se i risultati hanno senso e se hai risposto a entrambe le richieste.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: "Nella libreria della maestra ci sono 7 scaffali con 8 libri ciascuno. Durante l'anno gli alunni ne prendono in prestito 25. Quanti libri c'erano in tutto all'inizio? Quanti libri sono rimasti nella libreria al termine dei prestiti?". Scrivi i dati, le due domande, le due operazioni in colonna e infine le due risposte complete. Poi rileggi e controlla.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.liceo-linguistico.matematica.cl5.relazioni-funzioni.02 — Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento per i licei. Da revisionare.

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