In questa lezione scopriremo l'euro, la moneta che usiamo ogni giorno in Italia, e impareremo a riconoscere le monete, a contarle e a usarle per comprare le cose che ci servono.
Che cos'è l'euro
L'euro è la moneta che usiamo in Italia e in tanti altri Paesi d'Europa per comprare quello che ci serve, come il pane, i giocattoli o un quaderno. Il suo simbolo è € e si scrive sempre dopo il numero, per esempio 5 €. Prima dell'euro, in Italia si usava un'altra moneta chiamata lira, ma da molti anni ormai tutti pagano con gli euro. Quando andiamo in un negozio con la mamma o con il papà, vediamo i prezzi scritti sui cartellini: quei numeri ci dicono quanti euro dobbiamo dare al cassiere. Per esempio, se una merendina costa 2 €, dobbiamo consegnare due monete da un euro. Conoscere l'euro ci aiuta a capire il valore delle cose e a non sbagliare quando facciamo la spesa.
Le monete che usiamo
Le monete dell'euro sono di otto tipi diversi e hanno valori che si possono imparare facilmente guardandole bene. Ci sono le monete piccole di rame, che valgono 1 centesimo, 2 centesimi e 5 centesimi, e sono di colore rossiccio. Poi ci sono le monete gialle, che valgono 10 centesimi, 20 centesimi e 50 centesimi, e si chiamano così perché sembrano d'oro. Infine ci sono le monete più importanti, quelle da 1 euro e da 2 euro, che hanno due colori e sono più grandi e pesanti delle altre. Per esempio, se un gelato costa 1 € e una caramella costa 20 centesimi, possiamo riconoscere subito quale moneta serve per pagarli. Imparare a distinguere le monete è come imparare i nomi di nuovi amici: basta osservarle con attenzione e ricordarne il valore.
I centesimi e l'euro
Un euro è formato da cento centesimi, proprio come una torta che possiamo dividere in cento fettine uguali. Questo significa che se mettiamo insieme cento monete da 1 centesimo otteniamo esattamente 1 euro, ma per fortuna esistono monete più grandi che ci aiutano a non portarne troppe in tasca. Per esempio, due monete da 50 centesimi messe insieme formano 1 euro, perché 50 più 50 fa 100. Allo stesso modo, cinque monete da 20 centesimi formano 1 euro, perché 20 più 20 più 20 più 20 più 20 fa 100. Quando paghiamo qualcosa che costa 1 euro e 30 centesimi, dobbiamo dare una moneta da 1 euro e poi aggiungere 30 centesimi, magari una moneta da 20 e una da 10. Capire questa regola ci permette di mettere insieme le monete giuste in tanti modi diversi.
Contare i soldi
Per contare i soldi che abbiamo nel salvadanaio dobbiamo sommare il valore di tutte le monete che troviamo, partendo da quelle più grandi. Conviene cominciare dalle monete da 2 euro, poi quelle da 1 euro, poi i centesimi più grandi e infine quelli più piccoli, così facciamo meno fatica. Per esempio, se abbiamo una moneta da 2 €, una da 1 € e una da 50 centesimi, in totale abbiamo 3 euro e 50 centesimi. Possiamo anche contare per gruppi: se troviamo cinque monete da 20 centesimi, sappiamo subito che fanno 1 euro intero. Allo stesso modo, dieci monete da 10 centesimi formano un altro euro, perché 10 per 10 fa 100. Questo modo di contare ci aiuta a sapere sempre quanti soldi possediamo davvero.
Pagare e ricevere il resto
Quando andiamo a fare la spesa e diamo al cassiere più soldi di quanto costa l'oggetto, riceviamo indietro la differenza, che si chiama resto. Per calcolare il resto bisogna togliere il prezzo dell'oggetto dalla somma che abbiamo consegnato, proprio come in una sottrazione. Per esempio, se un quaderno costa 3 € e diamo al cassiere una moneta da 5 €, riceviamo come resto 2 €, perché 5 meno 3 fa 2. Un altro esempio: se compriamo una matita da 80 centesimi e paghiamo con 1 €, il resto sarà di 20 centesimi, perché 100 meno 80 fa 20. Quando paghiamo esattamente la cifra giusta, invece, non riceviamo alcun resto e la spesa è perfetta. Saper calcolare il resto è molto utile per controllare di aver pagato la cifra corretta.
Quanto costano le cose
Ogni oggetto che vediamo in vetrina o sugli scaffali ha un prezzo, e capirne il valore ci aiuta a fare scelte intelligenti con i nostri risparmi. Una caramella di solito costa pochi centesimi, mentre un libro o un giocattolo possono costare diversi euro, perché sono più grandi o più complicati da costruire. Per esempio, una gomma da cancellare può costare 50 centesimi, un panino al bar circa 2 €, e una bicicletta nuova può arrivare a costare tantissimi euro. Quando confrontiamo due prodotti simili, possiamo scegliere quello che costa meno, così risparmiamo qualcosa per un'altra volta. Imparare a leggere i prezzi sui cartellini è una competenza importante che ci accompagnerà per tutta la vita. Anche al mercato, dove i prezzi a volte sono scritti per chilo, capire l'euro ci aiuta a non farci ingannare.
Il salvadanaio e il risparmio
Il salvadanaio è un piccolo contenitore, spesso a forma di maialino, dove possiamo mettere da parte le monete che riceviamo in regalo o che ci avanzano. Risparmiare significa non spendere subito tutti i soldi, ma conservarne una parte per comprare qualcosa di importante più avanti. Per esempio, se ogni settimana mettiamo nel salvadanaio 1 €, dopo dieci settimane avremo 10 € e potremo comprare un bel libro. Un altro esempio: se nonno ci regala 5 € e noi ne spendiamo solo 2 € per una merendina, gli altri 3 € restano nel salvadanaio per il futuro. Contare ogni tanto le monete del salvadanaio è un buon esercizio di matematica e ci fa sentire orgogliosi del lavoro fatto. Il risparmio è come piantare un seme: piano piano cresce e diventa qualcosa di grande.
Ricorda
Ecco i punti più importanti che abbiamo imparato in questa lezione:
- L'euro è la moneta italiana e il suo simbolo è €.
- Le monete esistono in otto valori: 1, 2, 5, 10, 20, 50 centesimi e 1, 2 euro.
- Un euro vale 100 centesimi.
- Per contare i soldi si parte dalle monete più grandi.
- Il resto è la differenza tra i soldi dati e il prezzo pagato.
Ora un piccolo esercizio sul quaderno: disegna tre monete da 50 centesimi e due monete da 20 centesimi, poi scrivi quanti euro e centesimi hai in tutto. Dopo, immagina di comprare una penna che costa 1 € e 20 centesimi pagando con i tuoi soldi: quanto resto ricevi? Scrivi l'operazione e il risultato con il simbolo dell'euro.