I dati sono piccole informazioni che raccogliamo intorno a noi e che possiamo mettere in ordine dentro una tabella per leggerli con facilità.
Che cosa sono i dati
Ogni giorno, senza accorgercene, raccogliamo tantissime piccole informazioni: quanti compagni indossano la maglietta rossa, quale frutto preferiscono i bambini della classe, quanti giorni ha piovuto in una settimana. Queste piccole informazioni si chiamano dati e sono i mattoncini con cui costruiamo la conoscenza del mondo intorno a noi. Un dato può essere un numero, ma anche una parola o un disegno: l'importante è che racconti qualcosa di preciso. Per esempio, se chiediamo a Luca quale gelato preferisce e lui risponde "fragola", abbiamo raccolto un dato. Se contiamo che nella nostra classe ci sono 12 bambine e 9 bambini, abbiamo raccolto altri due dati molto utili. I dati diventano davvero interessanti quando li mettiamo insieme e li confrontiamo tra loro.
A che cosa servono i dati
I dati servono per rispondere a domande precise e per prendere decisioni in modo intelligente, senza tirare a indovinare. Pensiamo alla maestra che deve organizzare la merenda della gita: se sa quanti bambini preferiscono il succo di mela e quanti la spremuta d'arancia, potrà comprare le giuste quantità di ciascuna bevanda. Allo stesso modo, il fruttivendolo del nostro quartiere osserva quale frutta vendono di più e ne ordina di nuova ogni settimana in base a queste informazioni. Anche a casa i dati ci aiutano: la mamma conta quanti calzini bianchi sono nel cassetto prima di decidere se fare il bucato. Raccogliere dati, quindi, non è un gioco fine a sé stesso, ma uno strumento utile per la vita di tutti i giorni. Più i dati sono precisi, migliori saranno le decisioni che potremo prendere grazie a loro.
Come si raccolgono i dati
Per raccogliere i dati in modo ordinato possiamo usare diversi metodi semplici e divertenti, adatti anche al lavoro in classe. Il metodo più immediato è quello della domanda: si chiede a ciascun compagno la sua preferenza su un argomento, per esempio lo sport preferito, e si segna la risposta sul quaderno. Un altro metodo molto utile è l'osservazione diretta: durante una passeggiata possiamo contare quante automobili rosse passano davanti alla scuola in dieci minuti. Possiamo anche usare il conteggio con le tacche, facendo un trattino per ogni elemento che troviamo e raggruppandoli a cinque a cinque per leggerli meglio. Ecco i passi per organizzare una piccola raccolta dati in classe:
- Scegliere la domanda a cui vogliamo rispondere.
- Decidere chi o cosa osservare.
- Segnare ogni risposta o osservazione con un trattino o un simbolo.
- Contare alla fine quante volte compare ciascuna risposta.
La tabella: la casa dei dati
Una volta raccolti, i dati vanno sistemati in un posto ordinato dove sia facile ritrovarli e leggerli: questo posto si chiama tabella. La tabella è un disegno fatto di righe orizzontali e di colonne verticali che, incrociandosi, formano tante caselle. In ogni casella scriviamo un'informazione precisa, in modo che chi guarda la tabella possa capire subito di che cosa stiamo parlando. Di solito la prima riga in alto e la prima colonna a sinistra contengono le etichette, cioè parole che spiegano che cosa rappresentano i numeri o le parole scritte nelle altre caselle. Pensiamo a una tabella della merenda: nella prima colonna scriviamo i nomi dei bambini, nella seconda quello che hanno portato, nella terza il giorno. Anche l'orario scolastico che la maestra appende in classe è una tabella, perché incrocia i giorni della settimana con le ore della giornata. Saper leggere una tabella è una competenza preziosa che useremo per tutta la vita.
Come si legge una tabella
Per leggere correttamente una tabella bisogna imparare a muoversi con lo sguardo lungo le righe e lungo le colonne, come se fossimo piccoli esploratori. Prima di tutto guardiamo il titolo, che ci dice di cosa parla la tabella, poi leggiamo le etichette per capire il significato di ogni riga e di ogni colonna. Quando vogliamo conoscere un'informazione precisa, scegliamo la riga giusta e seguiamola con il dito fino a incrociare la colonna giusta: in quella casella troveremo il dato che cerchiamo. Per esempio, in una tabella che mostra quanti libri ha letto ogni bambino nei diversi mesi, possiamo cercare la riga di Marta e la colonna di marzo per scoprire quanti libri ha letto Marta proprio in quel mese. Le tabelle ci permettono anche di fare confronti veloci: basta scorrere una colonna per vedere chi ha letto di più o di meno. Con un po' di pratica leggere una tabella diventerà semplice e divertente come leggere una storia.
Tabelle a una e a due entrate
Non tutte le tabelle sono uguali, perché esistono modi diversi di organizzare i dati a seconda di quante informazioni vogliamo collegare insieme. Le tabelle a una entrata sono le più semplici e hanno solo due colonne: nella prima scriviamo le categorie, nella seconda i numeri o le quantità che corrispondono a ciascuna categoria. Un esempio è la tabella dei frutti preferiti, con i nomi della frutta in una colonna e il numero di bambini che li preferiscono nell'altra. Le tabelle a due entrate, invece, sono un po' più ricche perché incrociano due informazioni diverse, una sulle righe e una sulle colonne. Pensiamo alla tabella dell'orario settimanale: sulle righe ci sono le ore, sulle colonne i giorni, e nelle caselle troviamo la materia che si studia in quel momento. Anche un calendario è una specie di tabella a due entrate, perché incrocia le settimane con i giorni e ci permette di trovare subito una data precisa.
Confrontare e ragionare con i dati
Una volta che i dati sono dentro la tabella, possiamo divertirci a confrontarli e a fare piccoli ragionamenti, scoprendo cose nuove sulla nostra classe o sul nostro mondo. Possiamo trovare il dato più grande e quello più piccolo, scoprire qual è la preferenza che ha vinto e quale ha ricevuto meno voti. Possiamo anche sommare i numeri di una colonna per sapere quanti bambini in tutto hanno risposto alla nostra domanda. Per esempio, se nella tabella degli animali domestici 8 bambini hanno il cane, 5 il gatto e 3 il criceto, possiamo dire che in totale 16 bambini hanno un animale in casa. Possiamo anche calcolare la differenza tra due dati: 8 meno 5 ci dice che ci sono 3 cani in più rispetto ai gatti. Questi piccoli ragionamenti ci allenano a pensare in modo logico e ci preparano a capire informazioni sempre più complicate, come quelle che troveremo sui giornali o in televisione.
Ricorda
I dati sono informazioni precise che raccogliamo osservando o facendo domande, e ci servono per conoscere meglio la realtà intorno a noi. La tabella è uno strumento ordinato fatto di righe e colonne che ci aiuta a sistemare i dati e a ritrovarli in fretta, leggendo le etichette e seguendo righe e colonne fino alle caselle giuste. Possiamo costruire tabelle a una o a due entrate e usarle per confrontare i dati, sommarli, trovare il più grande, il più piccolo e quello che si ripete più volte. Ora prova tu sul quaderno: chiedi a 10 compagni e compagne qual è la loro stagione preferita tra primavera, estate, autunno e inverno; disegna una tabella con due colonne ("stagione" e "numero di bambini"), segna i risultati e poi rispondi a tre domande scritte: qual è la stagione preferita? Quale ha avuto meno voti? Quanti bambini hai intervistato in tutto?