Le parti del discorso

SpiegazioneScuola primaria · 4ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Le parole che usiamo ogni giorno non sono tutte uguali: ognuna ha un compito preciso nella frase, come gli attrezzi diversi che si trovano dentro una cassetta.

Quando parli con un amico, scrivi un messaggio alla nonna o leggi un libro di avventure, stai mescolando insieme tantissime parole. A prima vista sembrano tutte simili, ma in realtà ognuna svolge un lavoro diverso, proprio come i giocatori di una squadra di calcio. Gli studiosi della lingua hanno deciso di raggrupparle in nove grandi famiglie, che si chiamano parti del discorso. Conoscerle ti aiuta a costruire frasi più chiare, a evitare errori e a capire meglio ciò che leggi. In questa scheda scoprirai chi sono e che cosa fanno.

Che cosa sono le parti del discorso

Le parti del discorso sono le grandi categorie in cui possiamo dividere tutte le parole della lingua italiana. Sono nove in tutto e si distinguono in due gruppi: le parti variabili, che cambiano forma a seconda del genere, del numero o della persona, e le parti invariabili, che restano sempre uguali. Le variabili sono l'articolo, il nome, l'aggettivo, il pronome e il verbo. Le invariabili sono l'avverbio, la preposizione, la congiunzione e l'esclamazione. Se prendi la parola "gatto", puoi farla diventare "gatti" o "gatta": è quindi variabile. Se prendi la parola "oggi", invece, resta sempre uguale e quindi è invariabile.

L'articolo: il piccolo accompagnatore

L'articolo è una parola piccola che si mette davanti al nome per presentarlo, un po' come un assistente che annuncia l'arrivo di un ospite. Esistono gli articoli determinativi (il, lo, la, i, gli, le), che indicano una persona o una cosa già conosciuta, e gli articoli indeterminativi (un, uno, una, un'), che indicano qualcosa di generico o nuovo. Per esempio, se dico "Ho visto il cane", sto parlando di un cane preciso, magari quello del vicino. Se invece dico "Ho visto un cane", sto raccontando di un cane qualunque incontrato per strada. Esiste anche un terzo tipo, l'articolo partitivo (del, dello, della, dei, degli, delle), che indica una quantità non precisa, come in "Compro del pane". L'articolo concorda sempre nel genere e nel numero con il nome che accompagna.

Il nome: la parola che dà un'identità

Il nome, chiamato anche sostantivo, è la parola che serve per indicare persone, animali, cose, luoghi, idee o sentimenti. È una delle parti del discorso più importanti, perché senza nomi non potremmo dire nulla del mondo che ci circonda. I nomi possono essere comuni (bambino, città, gioia) oppure propri (Marco, Roma, Italia), e quelli propri si scrivono sempre con la lettera maiuscola. Ogni nome ha un genere, maschile o femminile, e un numero, singolare o plurale: per esempio "quaderno" è maschile singolare, mentre "matite" è femminile plurale. I nomi possono indicare cose che si vedono e si toccano, detti concreti (tavolo, fiume), oppure cose che si sentono solo con la mente, detti astratti (amicizia, paura).

L'aggettivo: la parola che descrive

L'aggettivo è la parola che si unisce al nome per dirci com'è, di chi è, quanti sono o quali sono. Senza aggettivi le nostre frasi sarebbero spente e poco precise, come un disegno tutto in bianco e nero. Gli aggettivi qualificativi descrivono una qualità del nome: "un cielo limpido", "una bambina coraggiosa", "un libro interessante". Esistono poi altri aggettivi che danno informazioni diverse: i possessivi (mio, tuo, suo), i dimostrativi (questo, quello), i numerali (due, primo), gli indefiniti (alcuni, molti) e gli interrogativi (quale? quanti?). L'aggettivo deve sempre essere d'accordo con il nome a cui si riferisce: si dice "una giornata soleggiata" e non "una giornata soleggiato".

Il pronome: la parola che sostituisce

Il pronome è la parola che prende il posto del nome per non ripeterlo continuamente, evitando frasi pesanti e poco scorrevoli. Pensa a questa frase: "Luca ha preso lo zaino e Luca è uscito di casa". Suona male, vero? Usando un pronome diventa: "Luca ha preso lo zaino ed è uscito di casa". I pronomi personali sono io, tu, egli/lui, noi, voi, essi/loro e indicano chi parla, chi ascolta o di chi si parla. Esistono anche altri tipi: i possessivi (il mio, la tua), i dimostrativi (questo, quello), i relativi (che, cui), gli indefiniti (qualcuno, nessuno) e gli interrogativi (chi? quale?). Il pronome è molto utile perché rende il discorso più leggero ed elegante.

Il verbo: il cuore della frase

Il verbo è la parola che indica un'azione, uno stato o un modo di essere, ed è considerato il cuore pulsante di ogni frase. Senza il verbo non potremmo dire ciò che le persone, gli animali o le cose fanno o sono. Il verbo è una parte variabile del discorso, perché cambia in base alla persona (io, tu, egli...), al numero (singolare o plurale), al tempo (presente, passato, futuro) e al modo (indicativo, congiuntivo...). Per esempio, in "Io corro al parco" il verbo è "corro" e indica un'azione, mentre in "Il gelato è freddo" il verbo è "è" e indica uno stato. In italiano i verbi si dividono in tre grandi coniugazioni: la prima in -are (cantare), la seconda in -ere (leggere) e la terza in -ire (dormire).

L'avverbio, la preposizione, la congiunzione e l'esclamazione

Queste quattro parti del discorso sono tutte invariabili, cioè non cambiano mai forma. L'avverbio modifica un verbo, un aggettivo o un altro avverbio e ci dice come, quando, dove o quanto: "Maria canta bene", "Arriverò domani". La preposizione collega due parole tra loro e crea un legame di significato: le preposizioni semplici sono di, a, da, in, con, su, per, tra, fra, come in "Vado a scuola con Anna". La congiunzione unisce due parole o due frasi: le più usate sono e, ma, o, perché, quando, come in "Sono stanco ma felice". L'esclamazione, infine, esprime un'emozione improvvisa, come stupore, gioia o dolore: "Oh!", "Ahi!", "Evviva!". Sono parole brevi, ma molto efficaci.

Ricorda

I punti chiave da non dimenticare sono:

  1. Le parti del discorso sono nove e si dividono in variabili (articolo, nome, aggettivo, pronome, verbo) e invariabili (avverbio, preposizione, congiunzione, esclamazione).
  2. L'articolo presenta il nome, l'aggettivo lo descrive e il pronome lo sostituisce.
  3. Il verbo è il cuore della frase perché indica l'azione o lo stato.
  4. Avverbio, preposizione, congiunzione ed esclamazione non cambiano mai forma.

Ora mettiti alla prova sul quaderno: scrivi questa frase e, sotto ogni parola, indica a quale parte del discorso appartiene. "Il piccolo gufo vola silenziosamente nel bosco scuro e osserva attentamente la luna luminosa." Buon lavoro!

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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