Il testo informativo

SpiegazioneScuola primaria · 4ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il testo informativo è quel tipo di testo che serve a farci conoscere il mondo: ci spiega come funzionano le cose, ci racconta com'è fatto un animale, ci descrive un luogo o un fenomeno della natura. Non inventa storie e non vuole convincerti di nulla: vuole solo darti informazioni utili e vere.

Che cos'è un testo informativo

Il testo informativo è un testo che ha lo scopo preciso di dare informazioni su un argomento, di spiegare un fenomeno o di far conoscere qualcosa che il lettore non sa ancora. A differenza del testo narrativo, che racconta storie inventate o vere, il testo informativo non ha personaggi che vivono avventure: ha invece dati, spiegazioni e descrizioni che servono a far capire. Lo trovi nei libri di scuola di storia, geografia e scienze, nelle enciclopedie cartacee o online, nelle riviste per ragazzi e nei siti internet che parlano di animali, sport o spazio. Anche un volantino del museo che spiega cosa vedrai dentro è un testo informativo, perché ti dà notizie reali su un luogo. Persino il foglietto illustrativo di una medicina, anche se è scritto per i grandi, appartiene a questa categoria perché informa su come funziona un prodotto. Il lettore, dopo aver letto, deve aver imparato qualcosa di nuovo: questa è la prova che il testo ha fatto bene il suo lavoro.

A cosa serve e perché lo leggiamo

Leggiamo un testo informativo quando vogliamo sapere qualcosa che non conosciamo: quanti pianeti ci sono nel Sistema Solare, dove vive il koala, come si forma la pioggia, perché in autunno le foglie cambiano colore. La sua utilità è enorme perché ci permette di imparare senza dover andare di persona in un posto o senza dover osservare per anni un animale o un fenomeno. Se vuoi sapere come vive il leone della savana, non puoi andare in Africa: leggi però una scheda informativa e in pochi minuti scopri il suo habitat, la sua alimentazione e le sue abitudini. Allo stesso modo, se a scuola devi preparare una ricerca sui vulcani, troverai testi che ti spiegano come si forma il magma e perché alcune montagne eruttano. Il testo informativo è quindi uno strumento prezioso per studiare, per fare ricerche e anche per soddisfare la curiosità di tutti i giorni. Ogni volta che ti chiedi un "perché" o un "come", probabilmente esiste un testo informativo pronto a risponderti.

Le caratteristiche del linguaggio

Il linguaggio del testo informativo è chiaro, preciso e ordinato, perché deve far capire bene le cose anche a chi non sa nulla dell'argomento. Le frasi sono costruite con cura, senza espressioni inventate o parole troppo difficili, e quando compare un termine specifico viene spiegato subito dopo. Per esempio, in un testo sul corpo umano potresti leggere: «Lo scheletro è formato dalle ossa, cioè le parti dure che sostengono il nostro corpo»: la parola "scheletro" viene chiarita con una spiegazione tra virgole. Non ci sono parole che esprimono emozioni forti, paure o sorprese come in un racconto, perché lo scopo non è far provare sentimenti ma trasmettere conoscenze. Il tempo verbale usato più spesso è il presente indicativo, perché si parla di fatti veri che valgono sempre: «La balena respira con i polmoni» o «I fiumi sfociano nel mare». Anche i verbi all'impersonale, come «si trova» o «si chiama», sono molto frequenti, perché l'autore non parla di sé ma dell'argomento.

Com'è organizzato: titoli, paragrafi e immagini

Un testo informativo è quasi sempre organizzato in modo ordinato per aiutare chi legge a trovare subito ciò che cerca. In alto c'è un titolo, che annuncia di che cosa si parlerà: per esempio «Il delfino» oppure «I castelli del Medioevo». Spesso il testo è diviso in paragrafi, ciascuno dei quali tratta un aspetto diverso dell'argomento, e ogni paragrafo può avere un sottotitolo che funziona come una piccola etichetta. In una scheda sul delfino potresti trovare i sottotitoli «Aspetto», «Dove vive», «Cosa mangia», «Come si comporta»: così, se vuoi sapere solo cosa mangia, vai diritto al paragrafo giusto senza leggere tutto. Insieme alle parole ci sono quasi sempre immagini, fotografie, disegni, mappe o cartine geografiche, che mostrano con gli occhi ciò che le parole spiegano. A volte ci sono anche tabelle e grafici, soprattutto quando bisogna confrontare numeri o dati, come l'altezza delle montagne o la popolazione delle città.

Le informazioni: vere, ordinate e utili

Le informazioni di un testo informativo devono essere vere, cioè controllate e non inventate, perché chi scrive ha la responsabilità di non ingannare il lettore. Per questo gli autori si documentano consultando libri, studiosi, esperti e fonti affidabili prima di scrivere anche solo una riga. Le informazioni, inoltre, sono presentate in un ordine logico che aiuta a capire: si parte dal generale per arrivare al particolare, oppure si segue un ordine di tempo o di importanza. In un testo sulle api, per esempio, prima si dice che cos'è un'ape, poi com'è fatto il suo corpo, poi come vive nell'alveare e infine quale ruolo ha nella natura: ogni paragrafo costruisce un pezzo del puzzle. Spesso troviamo dati precisi come numeri, misure o date: «Il ghepardo corre fino a 110 km orari» o «I Romani fondarono la loro città nel 753 a.C.». Questi numeri rendono il testo credibile e ti permettono di farti un'idea concreta di ciò che stai leggendo.

Come si legge e si studia un testo informativo

Per capire davvero un testo informativo non basta leggerlo una volta sola: serve un metodo attento e paziente. Si comincia osservando il titolo, i sottotitoli e le immagini per farsi un'idea generale dell'argomento, una specie di mappa che ci aiuterà a non perderci. Poi si legge tutto il testo con calma, cercando di immaginare ciò che le parole descrivono, come un piccolo film nella testa. Se incontri una parola che non conosci, la cerchi sul dizionario o chiedi a chi può aiutarti, perché ogni parola sconosciuta è un pezzettino di significato che ti sfugge. Dopo la lettura è utile sottolineare le parole chiave, cioè quelle più importanti, e poi rileggere solo quelle per ricordare meglio. Alla fine puoi scrivere un riassunto con le tue parole oppure costruire uno schema con frecce e parole chiave: questo è il modo migliore per controllare se hai capito davvero ciò che hai letto.

Differenze con gli altri tipi di testo

Per riconoscere bene il testo informativo è utile confrontarlo con gli altri tipi di testo che conosci. Il testo narrativo racconta storie, con personaggi, luoghi e fatti che si succedono nel tempo, e il suo scopo è far divertire o emozionare chi legge: una favola, un racconto d'avventura, un romanzo. Il testo descrittivo dipinge con le parole una persona, un animale, un oggetto o un paesaggio, e spesso usa parole che colpiscono i sensi: «Il vecchio mulino aveva pietre grigie coperte di muschio umido». Il testo regolativo, invece, dà istruzioni o regole da seguire, come la ricetta di una torta o le regole di un gioco. Il testo informativo si distingue da tutti questi perché non racconta, non descrive con immaginazione e non comanda: il suo unico scopo è far conoscere fatti reali su un argomento. A volte però i tipi di testo si mescolano: in un libro sulle balene puoi trovare anche una descrizione del loro aspetto, ma il testo resta informativo perché la sua intenzione principale è insegnare.

Ricorda

Ecco i punti più importanti da tenere a mente sul testo informativo:

Piccolo esercizio di verifica da fare sul quaderno: scegli un argomento che ti piace molto (per esempio un animale, un mezzo di trasporto o un mestiere) e scrivi un breve testo informativo di sei o sette righe. Dagli un titolo, dividilo in due paragrafi con un sottotitolo ciascuno e usa almeno due dati precisi (un numero, una misura o un nome scientifico). Quando hai finito, rileggi e controlla: hai usato il presente indicativo? Hai evitato di raccontare una storia? Le informazioni che hai scritto sono vere? Se la risposta è sì a tutte e tre le domande, hai costruito un vero testo informativo.

Riferimento curricolare

Contenuto didattico originale fedele agli obiettivi DM 254/2012 — Italiano, lettura cl. 3 (n. 3) e cl. 5 (n. 4)

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