Avverbi e loro funzione

SpiegazioneScuola primaria · 4ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Gli avverbi sono parole invariabili che aggiungono informazioni preziose al verbo, all'aggettivo o ad un altro avverbio, rispondendo a domande come quando, dove, come e quanto.

Che cosa sono gli avverbi

Gli avverbi sono piccole parole che hanno un grande potere all'interno della frase: servono a precisare meglio ciò che diciamo. Quando affermiamo che il gatto dorme, comunichiamo un'azione, ma se aggiungiamo che il gatto dorme profondamente, l'immagine diventa subito più chiara e ricca. La parola profondamente è un avverbio, perché aggiunge un'informazione al verbo dorme. Gli avverbi possono accompagnare anche un aggettivo, come in molto bello, oppure un altro avverbio, come in troppo presto. La loro caratteristica più importante è che restano sempre uguali: non cambiano nel maschile, nel femminile, nel singolare o nel plurale. Per questo motivo si dice che gli avverbi sono parole invariabili, come le preposizioni e le congiunzioni.

Come riconoscere un avverbio

Per riconoscere un avverbio nella frase, devi prima individuare il verbo, l'aggettivo o un altro avverbio, e poi chiederti se c'è una parolina che li modifica. Nella frase Luca corre velocemente, il verbo è corre e la domanda da porre è: come corre Luca? La risposta è velocemente, e proprio questa parola è l'avverbio. Un altro esempio: nella frase La torta è davvero buonissima, l'aggettivo è buonissima e la domanda diventa: quanto è buonissima? La risposta è davvero. Ricorda sempre questo trucco: gli avverbi rispondono spesso alle domande come, quando, dove, quanto. Se una parola risponde a una di queste domande e non cambia mai forma, hai trovato un avverbio.

Gli avverbi di modo

Gli avverbi di modo ci spiegano in che maniera si svolge un'azione e rispondono alla domanda come?. Molti di questi avverbi finiscono in -mente, perché derivano da un aggettivo a cui viene aggiunto questo suffisso: da lento nasce lentamente, da gentile nasce gentilmente, da rapido nasce rapidamente. Nella frase Marta canta dolcemente, la parola dolcemente ci dice in che modo canta Marta. Esistono però anche avverbi di modo che non finiscono in -mente, come bene, male, volentieri, insieme, così, piano. Nella frase Mio fratello suona bene il pianoforte, la parola bene è un avverbio di modo, perché spiega come suona. Imparare a riconoscere questi avverbi ti aiuterà a scrivere frasi molto più vivaci e descrittive.

Gli avverbi di tempo

Gli avverbi di tempo ci dicono quando avviene un'azione e rispondono alla domanda quando?. Sono parole utilissime per collocare un fatto nel passato, nel presente o nel futuro, come ieri, oggi, domani, adesso, ora, presto, tardi, sempre, mai, spesso, talvolta, ancora, già. Pensa alla frase Domani andremo in gita al museo: la parola domani ci informa sul momento in cui si svolgerà l'azione. Allo stesso modo, nella frase La nonna racconta sempre belle storie, l'avverbio sempre ci dice con quale frequenza la nonna racconta. Gli avverbi di tempo sono molto frequenti nei racconti, perché aiutano il lettore a capire l'ordine degli avvenimenti. Senza di essi, una storia diventerebbe confusa e difficile da seguire.

Gli avverbi di luogo

Gli avverbi di luogo indicano il posto in cui si trova qualcuno o qualcosa, oppure dove avviene un'azione, e rispondono alla domanda dove?. Tra i più usati ci sono qui, qua, lì, là, sopra, sotto, dentro, fuori, vicino, lontano, davanti, dietro, ovunque, altrove. Se diciamo Il libro è sopra il tavolo, la parolina sopra ci segnala la posizione del libro nello spazio. Allo stesso modo, nella frase I bambini giocano fuori, l'avverbio fuori ci dice dove si svolge il gioco. Fai attenzione: alcune di queste parole possono essere anche preposizioni, ma sono avverbi quando indicano semplicemente il luogo senza introdurre un altro nome. Per esempio, in vado sotto si tratta di un avverbio, mentre in vado sotto il letto la stessa parola funziona come preposizione.

Gli avverbi di quantità

Gli avverbi di quantità ci comunicano in che misura si compie un'azione o quanto è intensa una qualità, e rispondono alla domanda quanto?. Appartengono a questa categoria parole come molto, poco, tanto, troppo, abbastanza, parecchio, niente, quanto, più, meno, assai. Nella frase Ho mangiato troppo a pranzo, la parola troppo ci dice in quale misura ha mangiato chi parla. Questi avverbi sono spesso usati anche davanti agli aggettivi per rafforzarli, come in Il film era molto divertente o La strada è poco illuminata. Attenzione però: alcune di queste parole, come molto, poco e tanto, possono essere anche aggettivi quando accompagnano un nome e in quel caso cambiano nel genere e nel numero. Sono avverbi soltanto quando restano invariabili e modificano un verbo, un aggettivo o un altro avverbio.

Gli avverbi di affermazione, negazione e dubbio

Esistono infine avverbi che servono a confermare, negare o esprimere un'incertezza riguardo a ciò che diciamo. Gli avverbi di affermazione, come sì, certo, sicuramente, davvero, proprio, servono a dare conferma; per esempio, alla domanda Hai finito i compiti? si può rispondere Sì, certamente. Gli avverbi di negazione, come no, non, neanche, neppure, nemmeno, esprimono invece il contrario, come nella frase Non voglio uscire con la pioggia. Gli avverbi di dubbio, come forse, probabilmente, magari, chissà, indicano qualcosa di incerto, come in Forse domani verrà a trovarci la zia. Questi avverbi sono molto importanti nei dialoghi, perché ci permettono di esprimere il nostro punto di vista in modo preciso. Conoscerli ti aiuterà a comunicare con maggiore chiarezza sia quando parli sia quando scrivi.

Curiosità sugli avverbi

Lo sapevi che molti avverbi italiani derivano da parole latine antichissime? La parola bene, per esempio, viene dal latino bene, mentre subito conserva ancora oggi la sua origine antica. Una curiosità interessante riguarda gli avverbi che terminano in -mente: in passato si scrivevano come due parole separate, perché derivavano dall'unione di un aggettivo con la parola mente intesa come modo di pensare. Così rapidamente significava letteralmente con mente rapida. Col passare del tempo le due parole si sono fuse insieme, formando un'unica parola. Un altro fatto curioso è che alcuni avverbi possono diventare parte di modi di dire molto comuni, come prima o poi, su e giù, qua e là. Osservare la lingua con attenzione è un piccolo viaggio nel tempo molto affascinante.

Ricorda

Ecco i punti chiave da tenere sempre a mente quando incontri un avverbio:

  1. L'avverbio è una parola invariabile che modifica un verbo, un aggettivo o un altro avverbio.
  2. Risponde alle domande come?, quando?, dove?, quanto?.
  3. Si divide in avverbi di modo, di tempo, di luogo, di quantità, di affermazione, di negazione e di dubbio.
  4. Molti avverbi di modo terminano in -mente, ma non tutti.
  5. Alcune parole come molto, poco, tanto sono avverbi quando restano invariabili, aggettivi quando cambiano forma con il nome.

Ora prova tu! Scrivi sul quaderno tre frasi che parlino della tua giornata a scuola, usando in ciascuna almeno un avverbio diverso: uno di tempo, uno di luogo e uno di modo. Sottolinea con il colore rosso ogni avverbio che hai usato e, accanto a ciascuna frase, scrivi tra parentesi a quale tipo appartiene. Infine, prova a riscrivere le stesse frasi togliendo gli avverbi e leggile ad alta voce: noterai subito quanta forza e precisione perdono senza queste piccole grandi parole.

Riferimento curricolare

Scheda didattica originale fedele all'obiettivo DM 254/2012 ob.primaria.italiano.cl5.grammatica.05; testo in linguaggio accessibile per DSA/BES.

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