Le preposizioni sono piccole parole che mettono in relazione le altre parole della frase e ci aiutano a capire dove, quando, come e perché succedono le cose.
Che cosa sono le preposizioni
Le preposizioni sono paroline corte ma molto importanti, perché senza di loro le frasi diventerebbero confuse e poco chiare. Servono a unire due parole tra loro e a spiegare il tipo di legame che esiste tra esse, come un piccolo ponte invisibile. Per esempio, se dico "il quaderno Marta" non capisco bene cosa intendo, ma se dico "il quaderno di Marta" diventa subito chiaro che il quaderno appartiene a lei. Allo stesso modo, se dico "vado scuola" la frase suona sbagliata, mentre "vado a scuola" è corretta e completa. Le preposizioni indicano relazioni di luogo, di tempo, di possesso, di causa e di compagnia. Sono pochissime, ma le usiamo davvero tantissime volte ogni giorno, anche senza accorgercene.
Le preposizioni semplici
Le preposizioni semplici sono nove e bisogna impararle a memoria, perché sono la base di tutto. Eccole nell'ordine giusto: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Per ricordarle più facilmente puoi cantarle come una filastrocca oppure recitarle a voce alta finché non ti vengono naturali. Per esempio, nella frase "Vado in giardino con il cane", le preposizioni semplici sono "in" e "con", e collegano le parole indicando dove andiamo e con chi. Un altro esempio quotidiano è "La torta di mele è sul tavolo": qui "di" lega "torta" a "mele" mostrando di che tipo di torta si tratta. Attenzione: "tra" e "fra" hanno lo stesso significato e si possono usare l'una al posto dell'altra.
Le preposizioni articolate
Quando una preposizione semplice incontra un articolo determinativo (il, lo, la, i, gli, le) si uniscono e formano una parola sola: nasce così la preposizione articolata. È un po' come quando due amici si prendono per mano e camminano insieme, diventando inseparabili. Per esempio, "di + il" diventa "del", "a + la" diventa "alla" e "in + i" diventa "nei". Possiamo dire: "Il libro dello zio è nella libreria del salotto", dove "dello" nasce da "di + lo" e "nella" nasce da "in + la". Un altro esempio è "I bambini giocano sul prato con gli amici": qui "sul" è la fusione di "su + il". Imparare queste fusioni ti aiuterà a scrivere senza errori.
A cosa servono: i tipi di legame
Le preposizioni non sono tutte uguali nel significato, perché ciascuna può indicare cose diverse a seconda della frase in cui si trova. Possono indicare il luogo ("Vado a Roma", "Sono in cucina"), il tempo ("Studio per due ore", "Parto tra una settimana") oppure il possesso ("La penna di Luca", "Il cappello della nonna"). Altre volte servono a indicare la compagnia ("Esco con Marco"), il mezzo ("Viaggio in treno") o lo scopo ("Studio per imparare"). Per esempio, nella frase "A merenda mangio una fetta di pane con la marmellata" troviamo tre preposizioni diverse che spiegano quando, di che cosa e con che cosa è fatta la merenda. Imparare a riconoscere il tipo di legame ti aiuta a capire meglio quello che leggi.
Preposizioni e verbi: occhio al predicato
Quando analizzi una frase, devi sempre cercare prima il verbo, perché senza verbo non c'è il predicato e quindi non c'è una frase completa. Le preposizioni invece non sono mai verbi: sono piccole parole di collegamento che stanno accanto a nomi, pronomi o altri elementi. Per esempio, nella frase "Anna corre nel parco", il verbo è "corre" e "nel" è la preposizione articolata che indica dove corre. Ricorda che il predicato nominale è formato da due parti: il verbo essere più un nome o un aggettivo, come in "Marco è felice". Le preposizioni non fanno mai parte del predicato verbale, ma introducono i complementi che lo accompagnano. Riconoscere queste differenze ti aiuterà tantissimo in analisi grammaticale.
Il complemento oggetto: niente preposizione!
C'è una regola importantissima da ricordare: il complemento oggetto risponde alla domanda "chi?" o "che cosa?" e non è mai preceduto da una preposizione. Significa che davanti al complemento oggetto non puoi trovare "di, a, da, in, con, su, per, tra, fra". Per esempio, nella frase "Luigi mangia la mela", la parola "mela" è complemento oggetto perché risponde a "che cosa mangia Luigi?" e davanti non ha alcuna preposizione. Al contrario, nella frase "Luigi parla con Maria", la parola "Maria" non è complemento oggetto, perché è preceduta dalla preposizione "con" e quindi indica con chi parla. Questa regola è una bussola sicura per non sbagliare mai.
Errori da evitare
Un errore molto comune è confondere "a" preposizione con "ha" voce del verbo avere. La preposizione "a" non ha mai l'acca, mentre "ha" indica un possesso o un'azione e ne ha sempre una. Per esempio, è giusto scrivere "Vado a scuola" perché indica il luogo, e "Sara ha un gatto" perché indica che Sara possiede un gatto. Un altro errore frequente è dimenticarsi di unire la preposizione con l'articolo: si scrive "vado al mare" e non "vado a il mare". Stai attento anche a non confondere "da" preposizione con "dà" voce del verbo dare, che invece vuole l'accento. Rileggere sempre quello che scrivi è il segreto per non cadere in trappola.
Ricorda
- Le preposizioni sono nove: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra.
- Quando si uniscono a un articolo diventano preposizioni articolate (del, alla, nei, sugli...).
- Servono a collegare le parole e a indicare luogo, tempo, possesso, mezzo, compagnia.
- Davanti al complemento oggetto non c'è mai una preposizione.
- "A" preposizione non vuole l'acca; "ha" del verbo avere sì.
Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno copia queste tre frasi e cerchia di rosso tutte le preposizioni semplici e di blu quelle articolate. 1) La maestra spiega la lezione agli alunni della terza. 2) Nel pomeriggio andiamo al parco con i nonni. 3) Il gatto di Sara dorme sul cuscino della poltrona. Poi, per ogni preposizione articolata, scrivi accanto da quale preposizione semplice e da quale articolo è formata.