Le famiglie di parole

SpiegazioneScuola primaria · 3ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Una grande famiglia fatta di parole

Le parole, proprio come le persone, vivono insieme in famiglie: hanno una mamma comune, si somigliano un po' nel suono e moltissimo nel significato.

Hai mai notato che alcune parole sembrano sorelle? Pensa a fiore, fiorista, fioraio, fiorire, fiorellino: se le leggi tutte di seguito, ti accorgi che hanno qualcosa in comune, come se condividessero una piccola parte segreta. Quella parte si chiama radice ed è il cuore della parola. Oggi imparerai a riconoscere le famiglie di parole, a scoprire chi è il loro capostipite e a inventarne di nuove tu stesso. È un gioco linguistico divertente che ti aiuterà anche a scrivere meglio, perché capirai da dove nascono molte parole che usi ogni giorno senza pensarci. Vedrai che, dopo questa lezione, le parole non ti sembreranno più oggetti separati ma piccoli parenti che si tengono per mano.

Che cos'è la radice di una parola

La radice è la parte iniziale che resta uguale in tutte le parole di una stessa famiglia, ed è quella che porta il significato principale. Pensa alla parola latte: la radice è latt- e la ritrovi in lattaio, latteria, lattiera, lattuccio. Hai notato? In ogni parola compare quel pezzettino latt- e ognuna ha a che fare con il latte: chi lo vende, dove si compra, dove lo si versa. Lo stesso accade con la parola pane: la radice pan- la trovi in panettiere, panetteria, panino, panificio. La radice è come il tronco di un albero da cui spuntano tanti rami diversi: ogni ramo è una parola nuova, ma tutti partono dallo stesso punto. Quando vuoi scoprire la radice, prova a togliere mentalmente la parte finale e guarda cosa resta in comune fra le parole sorelle.

Come nascono le parole della stessa famiglia

Dalla radice nascono nuove parole grazie a piccoli pezzettini che si attaccano davanti o dietro. Quelli davanti si chiamano prefissi, quelli dietro si chiamano suffissi, e insieme trasformano il significato di base in tanti significati diversi. Da libro, ad esempio, nascono libreria (il luogo dove si vendono i libri), libraio (chi vende i libri), libretto (un libro piccolo) e libresco (che riguarda i libri). Anche da carta nasce una famiglia ricchissima: cartoleria, cartolaio, cartoncino, cartaccia, incartare. Ogni parola aggiunge un'informazione in più: ci dice se l'oggetto è piccolo, brutto, grande, oppure ci indica il mestiere o il luogo. Imparare a guardare i pezzi delle parole è come smontare un giocattolo per capire come funziona.

Parole di tipo diverso nella stessa famiglia

In una stessa famiglia non ci sono solo nomi: ci possono essere anche verbi, aggettivi e perfino avverbi. Prendi la radice fior-: il nome è fiore, il verbo è fiorire, l'aggettivo è fiorito, un altro nome è fioritura. Tutte queste parole appartengono alla stessa famiglia ma fanno lavori grammaticali diversi nella frase. Allo stesso modo, dalla radice gioc- nascono il nome gioco, il verbo giocare, l'aggettivo giocoso, il nome giocattolo e la persona che gioca, il giocatore. Questa è una scoperta importante: una famiglia di parole può essere molto variegata, proprio come una famiglia vera dove c'è chi fa il pasticcere, chi va a scuola e chi guida l'autobus. Imparare a riconoscere questi parenti ti permette di arricchire il tuo vocabolario in modo naturale.

Attenzione ai falsi parenti

Non sempre due parole che cominciano allo stesso modo sono parenti davvero: a volte sembrano della stessa famiglia ma in realtà non lo sono. Guarda campo e campana: iniziano entrambe con camp-, ma il campo è un terreno coltivato e la campana è uno strumento che suona; non hanno nessun legame di significato. Lo stesso vale per casa e casco: la radice sembra simile, ma una indica l'abitazione e l'altro un oggetto per proteggere la testa. Per capire se due parole sono davvero della stessa famiglia, devi controllare due cose: che abbiano una parte uguale e che il significato sia collegato. Solo quando suono e significato camminano insieme, allora puoi dire con sicurezza che le parole sono sorelle. Questo trucco ti salverà da molti errori quando giocherai a costruire famiglie.

A che cosa servono le famiglie di parole

Conoscere le famiglie di parole ti aiuta tantissimo in tre cose: scrivere senza errori, capire parole nuove e ampliare il tuo vocabolario. Se sai che acqua si scrive con la q, capirai subito perché anche acquazzone, acquario e acquedotto vogliono la q: vengono dalla stessa famiglia. Allo stesso modo, se incontri per la prima volta la parola dentista e conosci già dente, dentino, dentiera, capirai al volo che si tratta del dottore che si occupa dei denti. Le famiglie di parole sono come una mappa segreta della lingua: una volta che impari a leggerla, ti orienti molto meglio fra migliaia di parole e ne riconosci subito i legami nascosti.

Curiosità: parole che vengono da lontano

Molte famiglie di parole italiane vengono dal latino, la lingua antichissima parlata dai Romani tanti secoli fa. Per esempio la parola scuola viene dal latino schola, e da quella stessa radice nascono scolaro, scolaresca, scolastico. Anche libro viene dal latino liber, e per questo i suoi parenti sono libreria, libraio, librettista. È bello pensare che ogni volta che parli stai usando parole nate moltissimo tempo fa, che hanno viaggiato attraverso i secoli e sono arrivate fino a te cambiando un pochino il loro vestito ma conservando lo stesso cuore di significato. La lingua italiana è davvero una grande casa abitata da tantissime famiglie che si tramandano di generazione in generazione.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno scrivi la parola MARE al centro della pagina e disegnale intorno un sole con tanti raggi. Su ogni raggio scrivi una parola della sua famiglia (prova a trovarne almeno cinque): pensa a chi naviga, a piccoli pesci, a una passeggiata vicino all'acqua salata. Poi sottolinea con il colore rosso la parte uguale in ogni parola: quella è la radice! Quando hai finito, prova a fare lo stesso albero anche con la parola SCUOLA.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.italiano.cl3.grammatica.05 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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